La Nuova Yaris, modello esemplare e globale

Dal 1999 ad oggi sono state vendute in tutta Europa oltre 4 milioni di Toyota Yaris: si tratta di una cifra che ne fa una delle city car di maggiore successo degli ultimi 20 anni, e non stupisce quindi che il marchio giapponese insista nel riproporre un concept rivelatosi fino ad ora apprezzato e vincente.

La strategia ora si fa ancora più aggressiva, e prevede di entrare a gamba tesa nel segmento B, quello che traina il mercato europeo con i suoi volumi di vendite; questo assalto viene compiuto in sella alla motorizzazione ibrida, capace di raggiungere da sola l’80% delle scelte, e che giustifica quindi pienamente l’investimento nella sua direzione.

L’impegno speso per la Yaris di quarta generazione riguarda una progettazione nuova sia nella meccanica che in molte sezioni della scocca, al fine di ottenere dei tocchi personali di stile che rendano il modello sempre riconoscibile piazzandolo in controtendenza rispetto alle concorrenti, visto che continua a mantenersi sotto i 4 metri di lunghezza (3,94, per la precisione) ma si allarga e si schiaccia al suolo, allungando il passo, guadagnando moltissimo sia in abitabilità di bordo che in aggressività dell’aspetto.
Anche Toyota mette a punto una piattaforma (la GA-B) che sa essere globale, flessibile ed universale, un eccellente trucco per ridurre i costi di sviluppo di altri modelli ma ottenendo al contempo ottime prestazioni in termini di guidabilità, sicurezza ed anche rigidità strutturale.

Lo stile di questa Nuova Toyota Yaris edizione 2020, che raggiungerà le concessionarie italiane a metà del prossimo anno, si basa su una smaccata evoluzione in chiave occidentale proprio per mostrarsi più slanciata ed attraente, senza alcuni degli eccessi degli ultimi modelli del marchio: se un mercato come quello europeo ti “premia” così tanto, sei costretto ad andare incontro ai suoi gusti ed esigenze, e del resto sappiamo anche che Toyota ha dislocato una sua sede produttiva proprio in Francia, dove addirittura la Yaris risulta essere il modello più prodotto in quella nazione per il segmento B.

Evoluzione del motore Yaris

Moltissime sono le novità anche per i motori, perché la versione ibrida è spinta da un propulsore totalmente rinnovato. Il nuovo 1.5 a 3 cilindri, abbinato al nuovo motore elettrico e ad una trasmissione originale in ogni sua componente è stato studiato per essere nel suo complesso più compatto e leggero. Speciali e rivoluzionarie sono anche le batterie, alleggerite e in grado di fornire anche una apprezzabile autonomia in modalità zero emissioni. Si tratta del salto di generazione dal momento che si passa alle più moderne e performanti batterie agli ioni di litio abbandonando il nichel.

Se in Italia le vendite attuali della Yaris sono orientate al 100% sulla Hybrid, alcuni mercati continuano però a richiedere le versioni a ciclo standard, per cui saranno disponibili anche i motori convenzionali 1.0 e 1.5. Dover a tutti i costi diventare il riferimento nella sua categoria ha comportato per questa Nuova Yaris anche uno sfoggio di sistemi di assistenza alla guida e sicurezza integrati, offerti rigorosamente di serie per nobilitare la gamma sin dalla base. Fa il suo esordio il blocco degli airbag centrali, una prima assoluta, mentre il Toyota Safety Sense gestisce guida, avvisi e parcheggi con un inedito comfort per tutti gli occupanti.

Abarth celebra i 70 anni con una speciale 695

Il 2019 è stato un anno molto speciale per il marchio Abarth, impegnato nelle celebrazioni per i 70 anni di attività. La scuderia sportiva che porta il nome del fondatore Carlo Abarth ha infatti mosso i primi passi nel 1949, e a 70 anni di distanza resta uno degli elaboratori più conosciuti e apprezzati per l’accessibilità dei suoi modelli sempre brillanti ed altamente prestazionali, contraddistinti da un sound a dir poco inconfondibile.

FCA, nella cui orbita il marchio gravita, ha organizzato a Milano gli Abarth Days, un festeggiamento che è stato anche l’occasione per svelare la speciale e nuovissima Abarth 695 70° Anniversario con il suo look grintoso ed aggressivo: un veicolo affascinante e appagante da guidare, spinto da un motore 1.4 tjet da 180 cavalli e impreziosito nel look da un alettone ad assetto variabile che influisce ovviamente anche sulle prestazioni.

Abarth 695 70 anniversario

Le differenze rispetto ad una “normale” Abarth 500 di serie sono evidenti, e non solo perché questa versione 70° è prodotta in numero limitato di esemplari, che sono esattamente 1949: spicca un aspetto ancora più racing, con passaruota allargati, grandi prese d’aria e soprattutto come dicevamo un vistoso spoiler posteriore che nella massima inclinazione conferisce un carico aerodinamico di 40 kg se lanciata a 200 km/h.
È stata prodotta in un’unica tinta di carrozzeria, denominata Verde Monza 1958 in omaggio alla prima 500 Abarth che fece registrare record internazionali sullo storico circuito lombardo.

Il sound del motore è reso più accattivante e coinvolgente anche dallo scarico Monza attivo a 4 terminali: non appena si gira la chiavetta dell’accensione si viene avvolti da una sinfonia ruvida, grezza, appagante, che si traduce quando in movimento in doti interessanti di spunto ed accelerazione come consentito dai 180 cavalli del motore e dal peso di appena 1.045 kg. Anche ad alti regimi si apprezzano la stabilità e la precisione dell’inserimento in curva, con il lavoro coordinato degli affidabili freni a disco Brembo specifici per una guida sportiva su pista.

Naturalmente su strada, in città e tra un semaforo e l’altro questa Abarth 695 70° mostra un po’ il fianco in termini di comodità, perché l’assetto è studiato per essere molto rigido e i sedili Sabelt da pista per quanto contenitivi nno aiutano in una guida più ordinaria su una strada con un minimo di dissesti.
Il gusto però è quello di sgusciare, con accelerazioni vigorose, tra le altre vetture: un divertimento che sarà riservato a pochi, considerando la tiratura limitata ma con un prezzo non del tutto inaccessibile e stabilito in 34.600 €. Nella sua indole così scenografica costituisce il giusto tributo ad un marchio storico dell’automobilismo tricolore, perfetto per gli appassionati.

Nuova Peugeot 208 pronta a convincere

La novità di cui parliamo oggi è molto probabilmente la più attesa sul mercato di tutto il 2019, un po’ perché appartiene al segmento che genera il maggiore volume di vendite (quello B) ma soprattutto perché la sua prima serie, lanciata nel 2012, fu all’epoca un clamoroso punto di svolta che sbalordì tutti, sia per l’estetica della carrozzeria che per il rivoluzionario approccio all’abitacolo.

Avete di certo capito che stiamo parlando della Nuova Peugeot 208, prossima al debutto nelle concessionarie del Leone con un incredibile carico innovativo per stile, tecnologia e anche motorizzazioni: raccoglie una eredità molto pesante, perché la sua prima serie è – numeri alla mano – il modello Peugeot più venduto non solo in Italia, ma lo fa con estrema consapevolezza dei propri mezzi e con un progetto solido, concreto e studiatissimo fin dei minimi dettagli.
La base di partenza è il nuovo pianale denominato CMP, una piattaforma modulare comune a varie auto del Gruppo PSA quali il crossover DS3 Crossback o la Peugeot 508 fastback.

L’impressione che si ricava da un primo sguardo gettato sulla Nuova 208 è proprio una evidente affinità con la 508 della quale sembra una “sorella minore” molto più compatta che sa mescolare sportività ed eleganza. Se la prima generazione di 208 giocava molto con linee tondeggianti che per certi versi la rendevano anche un po’ ironica, ora il suo nuovo progetto si fa molto più serioso con forme scolpite e ben definite che le donano un spetto anche muscoloso, e con un impianto di luci e fari a LED che rendono graffiante la sua estetica.

L’abitacolo della Nuova Peugeot 208

Gli interni di questa nuova generazione non sono da meno, e riproducono la stessa impronta stilistica della 508, a riconferma delle sue ambizioni. Troviamo quindi, come ovvio, l’i-Cockpit 3D Peugeot di nuovissima concezione, un’interpretazione modernissima del posto di guida che punta a posizionare ogni informazione necessaria su un quadro strumenti rialzato e sempre sotto lo sguardo di chi è al volante senza per questo distoglierlo dalla guida e dalla strada.
Proprio il volante, con le sue proporzioni ridotte e la forma ovale ne è il tratto più caratteristico, ed oltre a migliorare la visibilità è studiato anche per permettere una posizione più rilassata ma anche una maggiore reattività nella sterzata.
I materiali della plancia, disegnata in maniera gradevole ed accattivante, suggeriscono sia alla vista che al tatto sensazioni di qualità, ed è ottimo il comfort per tutti gli occupanti.

Tecnologie e motori della Nuova 208

In casa Peugeot hanno realmente voluto fare le cose in grande anche sotto la voce dotazioni di sicurezza ad alta tecnologia: troviamo infatti il cruise control adattivo con Stop&Go abbinato al cambio automatico EAT8, il mantenimento di corsia, il check dell’angolo cieco e il riconoscimento della segnaletica verticale, ma anche la frenata automatica di emergenza e il comodissimo park assist.
Per i motori, la nuova Leonessa dispiega il PureTech 3 cilindri in 3 diverse potenze oppure il diesel BlueHDi da 100 cavalli: sono a tutti gli effetti i motori più brillanti e divertenti dell’intera gamma, che offrono buono spunto ed una progressione lineare, con un giusto compromesso tra grinta e comfort a tutto vantaggio di una guida precisa e sicura nella sua stabilità.

La e-208 100% elettrica

Estremamente reattiva è anche la versione e-208 spinta da un motore 100% elettrico, una componente essenziale della rivoluzione 208: per la prima volta infatti un nuovo modello viene proposto con 3 motori diversi in contemporanea, affiancando quello alimentato dalle batterie agli ioni di litio da 50 kWh (per una potenza di 136 cv) ai propulsori tradizionali. Non è, come in altri casi del passato, un “divertissement” o uno sfoggio di progressi tecnologici fine a sé stesso, ma una reale e concreta proposta alternativa per gli spostamenti di tutti i giorni: lo testimoniano l’autonomia di ben 340 km misurata secondo il protocollo WLTP, ma anche tutte le diverse modalità di guida previste e gli sforzi messi in campo dal marchio francese per garantire una molteplicità delle modalità di ricarica.

Quella della mobilità elettrica è una scelta non più rimandabile, guardando al futuro, e bisogna riconoscere che Peugeot è sempre stata in prima linea per il suo sviluppo e la sua crescita. La Nuova e-208 è dunque vero precursore di una nuova epoca più sostenibile!


Ferrari F8 Tributo, sogno e modernità

Il modello 488 GTB è con ogni probabilità la sportiva di maggiore successo in casa Ferrari negli ultimi anni, e sostituirla non è un compito da poco perché la vettura destinata a prenderne il posto diventandone erede deve saper fare di più e meglio in un’epoca totalmente differente nella quale non di perdonano sbavature di nessun tipo.

A partire dal suo nome la Ferrari F8 Tributo rivela tutta la giusta deferenza dovuta ad un modello già entrato nella storia, ma allo stesso tempo si fa portavoce di un bisogno (e di una richiesta) sempre crescente di modernità, ma senza per questo stravolgere o alterare le caratteristiche di un motore capace di prestazioni monstre.
Così, se si considera che la 488 GTB nella sua serie speciale Pista offriva dettagli aerodinamici molto appariscenti e di grande efficienza, questa Ferrari F8 Tributo ne è una sorta di evoluzione adeguata però a circostanze meno racing.

È di certo meno affilata nelle sue linee, la carrozzeria e l’aerodinamica sono state ripulite da soluzioni troppo estreme, eppure questo non ha influito sulle sue prestazioni, anzi.
Siamo di fronte ad una meravigliosa Rossa che grazie al motore V8 da 720 cavalli può raggiungere i 100 km/h in 2,9 secondi e i 200 km/h in 8,3 secondi, ma che al tempo stesso è di più facile controllo anche in circostanze esasperate.
Tutto il progetto della F8 Tributo è funzionale ad una maggiore sicurezza, stabilità e controllo da parte del pilota, che è comunque coadiuvato dall’elettronica e dall’assistenza alla guida ma in maniera non invasiva, come da cultura Ferrari.

L’abitacolo e il sound del V8

A bordo un primo colpo d’occhio gettato nell’abitacolo evidenzia numerosi fattori che hanno imborghesito lo spazio di guida quali lo schermo aggiuntivo per il passeggero ed un volante di dimensioni più contenute, ma anche in questo caso con ovvie ripercussioni sul miglioramento della dinamica complessiva. Certo, è divertente guidarla in pista, ma si propone come raffinata soluzione stradale perfettamente al passo con i tempi attuali.

C’è un aspetto davvero curioso e che di certo renderà più golosi gli appassionati: avete presente quelle sportivette di poco conto che sentono l’esigenza di ostentare grinta acustica nell’abitacolo con dei congegni poco realistici e basati su finzioni? C’è poco da fare, il rumore del motore per un’auto sportiva è componente primaria dell’appagamento di chi la possiede, eppure oggi filtri, catalizzatori e in generale tutti gli accorgimenti dei motori più moderni ed evoluti tendono a mortificarlo.

I tecnici Ferrari hanno studiato uno speciale “risuonatore” che conduce nell’abitacolo la giusta sonorità direttamente dal vano motore e dagli 8 cilindri Ferrari. Quelle sensazioni forti e quel ruggito tipico sono così salvi, e solo chi abbia avuto la fortuna di sedere alla guida di una Ferrari può capire fino in fondo di che cosa stiamo parlando!

Ora la Gamma Ceed di Kia possiede il fattore X

La gamma Ceed di Kia, già particolarmente composita, si arricchisce di un nuovo modello recentemente svelato al Salone di Francoforte. Si tratta della Kia XCeed, un crossover coupé appariscente ma allo stesso tempo elegante, disegnato con dei perfetti equilibri di forme.

Questa nuova Ceed è in tutto e per tutto un’auto creata da zero, che delle sue sorelle conserva solo le linee delle fiancate anteriori, mentre ad esempio il frontale abbandona il caratteristico “muso da tigre” per convertirsi ad una griglia più ampia e vistosa, accompagnata da prese d’aria, che le conferisce un aspetto da vettura di categoria superiore.
In coordinato, l’arco che disegna i finestrini laterali la avvicina quasi ad una delle station wagon alle quali ci ha abituati Audi, mentre addirittura troviamo echi del SUV Porsche Cayenne Coupé nel posteriore.
Il tutto sta a dimostrare un considerevole sforzo, anche ben riuscito, del marchio coreano per avvicinarsi anche esteticamente a concorrenti di calibro Premium.

Il lavoro di meccanici e ingegneri dell’entourage Kia verso l’obiettivo di abbassare il baricentro della variante X è più che evidente, e pur mantenendo la stessa esatta lunghezza delle altre Ceed (4,4 metri) questa novità della gamma è più alta di quasi 5 cm per accrescere l’abitabilità interna ma anche per offrire una posizione di guida più elevata. Tutto è stato ridisegnato anche all’interno con lo scopo di gestire e ottimizzare gli spazi anche per la capacità di carico, che a sedili reclinati arriva a quasi 1400 litri.

L’impressione che se ne ricava è di un’auto maneggevole, compatta ma molto confortevole, con un pacchetto integrato di elettronica di controllo che favorisce una guida super assistita dalle risposte velocissime a ogni comando.

Per i motori, la Kia XCeed potrà contare su un 3 cilindri benzina 1.0 da 120 cavalli mentre i 4 cilindri saranno rispettivamente 1.4 e 1.6 da 140 e 206 cavalli, ma anche su un interessante diesel 1.6 in varianti da 115 e 136 cavalli. È stata inoltre annunciata da Kia anche la versione elettrica della XCeed, con un sistema ibrido o con batteria ricaricabile, ma per vederla dovremo attendere il 2020; quelle con i motori tradizionali, invece, arriveranno sul mercato con un debutto previsto per il mese di settembre 2019 e prezzi di listino che dovrebbero partire da circa 23mila euro.

Nuova Ford Puma, da sportiva a crossover

C’è stata un’epoca rigogliosa per il settore delle auto più sportive, gli anni ’90: a quei tempi abbondavano le proposte di coupé dall’aria aggressiva e grintosa, schiacciatissime al suolo e con linee agili e audaci.

Chi ha buona memoria ricorderà di certo la Ford Puma, esemplare perfetto della categoria in esame che però ha subito nel tempo un inevitabile declino per il cambiamento dei gusti e delle esigenze della mobilità, fino ad essere soppiantata  da modelli di genere totalmente diverso in quella che è stata forse l’evoluzione più significativa degli ultimi decenni per il mercato dell’automobile.

Ford ha voluto rievocare un nome che mantiene intatto il suo fascino e che fa comunque da invitante biglietto da visita per il lancio della Nuova Ford Puma, un modello che va a inserirsi nel segmento in assoluto più vivace sul mercato, cresciuto a dismisura negli ultimi due anni e che le proiezioni di mercato danno ampiamente oltre il 30% di immatricolazioni entro fine 2019. Parliamo ovviamente dei SUV crossover compatti, segmento che Ford ha deciso di aggredire con convinzione andando a colmare una sorta di “gap” presente nella sua gamma.
Mancava infatti, tra la piccola Ford Ecosport e la Ford Kuga, una sorta di anello di congiunzione che desse continuità. Chi un tempo ha amato le monovolume ormai meno richieste potrà però trovare nella Nuova Puma una validissima quanto seducente alternativa.

È stata concepita come modello di estrazione essenzialmente europea e non globale, per cui il suo reparto design ha potuto lavorare senza quei vincoli che un’auto destinata ad una platea più vasta deve rispettare. È infatti risaputo che in Europa sono apprezzate caratteristiche peculiari per gli autoveicoli, quelle che in altri continenti attecchiscono di meno, e ci si è quindi potuti concentrare senza problemi su un design sofisticato, degno di un’auto comunque sportiva e bella da guidare ma con un marcato carattere Premium affiancato ad elementi da GT: nessun compromesso!

Ford Puma è in effetti stata ricavata a partire dalla piattaforma della Ford Fiesta, anche se per darle un’allure più grintosa e che apparisse meglio piantata al suolo rispetto al tipico look da SUV le sue forme sono state spianate, allungandola fino a 4,19 m e facendola crescere anche in larghezza ed altezza.
Ci sono due versioni annunciate: mentre la Titanium sembra virare più esplicitamente su un allestimento da SUV puro per equipaggiamenti ed optional, la ST Line va in direzione decisamente più sportiva, ma in ogni caso parliamo di pacchetti molto sofisticati su un’auto che però assicurerà sorprendente capacità e versatilità di carico, con un bagagliaio “scavato” da ben 456 litri.

Per i motori, l’intramontabile ed affermatissimo diesel di Ford 1.5 da 120 cavalli sarà affiancato dalle varianti a benzina 1.0 3 cilindri da 125 o 155 cavalli ma anche da una versione ibrida con impianto da 48 volt, un segnale importante da parte di Ford verso una sua responsabilizzazione circa le tematiche ambientali di una mobilità più sostenibile.

Dovremo attendere l’autunno per conoscere i listini di questa Nuova Ford Puma che entrerà in commercio entro la fine dell’anno, ma dai segnali pervenuti la curiosità e l’interesse del mercato sembrano già essere in grande fermento: sarà forse per ciò che il nome Puma sa evocare?

Torna Renault Twingo, chic e tutta nuova!

Quando nel lontano 1993 Renault presentò la sua Twingo, furono in molti ad usare il termine “rivoluzione”. La piccola city car infatti sovvertiva tutti gli schemi allora conosciuti, e si presentava come la prima utilitaria cittadina monovolume.
Da allora la Twingo ha fatto tantissima strada e si è evoluta attraverso 3 generazioni, cambiando ogni volta pelle per assecondare le richieste e le esigenze del mercato ma mantenendosi sempre fedele al suo carattere innovativo, il che le ha garantito affermazioni soddisfacenti sui mercati dove è stata proposta: quasi 4 milioni di unità vendute in tutta Europa, poco più di 400mila nella sola Italia.

A 5 anni di distanza dalla sua ultima versione, oggi Renault Twingo cambia ancora, senza stravolgere il suo impianto generale ma con tutti i necessari ritocchi per restare attuale e sulla cresta dell’onda.
Renault Twingo 2019 punta su uno stile all’ultima moda, pensato per attirarsi un pubblico in larga parte giovanile ma anche femminile: non cambiano le dimensioni, con una lunghezza di 3,6 metri che la rende imbattibile nel traffico urbano, ma tanti aspetti concorrono a determinarne la possibilità di fare la differenza.

Le novità di Renault Twingo 2019

Cambia completamente il disegno della mascherina frontale ed anche quello delle prese d’aria laterali, per un aspetto più dinamico e moderno e una linea che si uniforma al “family feeling” vigente del marchio, ma sempre per gli esterni viene proposto ora un pacchetto di personalizzazioni ancora più ricco che accresce lo spirito innovativo della nuova Twingo.
Anche per gli interni viene poi offerta un’ampia possibilità di caratterizzare l’abitacolo secondo i propri gusti, con allestimenti ad accessori dedicati ed una inalterata, sorprendente capacità di carico.

Dove però la Nuova Twingo punta a conquistare ancora più consensi è sul fronte di chi apprezza e non sa fare a meno delle più avanzate dotazioni tecnologiche: non si è puntato solo sui ritocchi di stile accorti e ben riusciti, ma anche su una strumentazione di bordo che include ad esempio il sistema Renault Easy Link, interfaccia multimediale gestita tramite touchscreen da 7″ che assicura la connessione con Apple CarPlay e Android Auto, ottenendo inoltre tutte le informazioni sul veicolo e sulle sue funzionalità (quali infotainment e navigazione) direttamente su smartphone o tablet.
Sono tecnologie da “grande”, alle quali fanno da supporto le migliorie meccaniche e strutturali che esaltano l’agilità di Twingo con un raggio di sterzata di 4,3 metri.

Ci sono due motorizzazioni inedite ad equipaggiarla: la prima è quella 1.0 Sce da 65 cavalli, con cambio manuale ed omologata per essere guidata anche da neopatentati. Si aggiunge quella 0.9 TCe con 95 cavalli, un po’ più grintosa ed in questo caso anche con cambio automatico.
Nella nuova gamma Twingo riscontriamo solo una piccola mancanza: non c’è infatti, come in precedenza, una versione alimentata a GPL, che viene compensata dal mantenimento nei listini di una vecchia versione in allestimento Generation spinta da motore GPL TCe da 90 cavalli: vedremo se basterà!

SF90 Stradale è la prima Ferrari ibrida plug-in

Per celebrare i suoi 90 anni di storia il Cavallino rampante Ferrari ha voluto dimostrare estrema consapevolezza della nuova era verso la quale il mondo dell’automobile si sta incamminando a passo più che spedito.
Per quanto dietro di sé abbia un glorioso passato ed una storica tradizione legata sia alle auto da corsa che a quelle di serie, è giunto anche per Ferrari il momento di proporsi al mercato con la prima vettura ibrida nella sua gloriosa epopea: la Ferrari SF90 Stradale è il simbolo di quanto a Maranello sappiano correre e mantenersi al passo con un mondo che cambia a velocità impressionanti.

Il suo nome omaggia proprio l’anniversario di questo anno 2019, ma ricorda anche quello dell’attuale monoposto di Formula 1, mentre sotto le sue linee scolpite trovano alloggio un motore endotermico da 8 cilindri e ben 3 propulsori elettrici, che assommati raggiungono l’iperbolica cifra di 1000 cavalli!
La Ferrari SF90 Stradale è una vettura di certo molto estrema, senza dubbio una di quelle che nascono da un progetto che vuole esprimere potenza e fascino con soluzioni mai viste in precedenza.
Le quattro ruote motrici sono di prammatica per riuscire a sfogare a terra in tutta sicurezza l’enorme potenza a disposizione, mentre il telaio è stato oggetto di una progettazione peculiare che ha abbinato la fibra di carbonio a nuove leghe in alluminio, un accorgimento indispensabile per compensare il grosso carico di peso supplementare dovuto ai motori elettrici.

L’aria è quella da supercar molto muscolosa e non più da berlinetta, del resto è una belva a tutti gli effetti e le proporzioni dovevano per forza di cose andare fuori dall’ordinario. Anche nell’abitacolo inoltre la SF90 Stradale si presenta con aspetti rivoluzionari, si pensi al volante che appare direttamente derivato da quello della Formula 1 con numerosi comandi touch; spicca persino la presenza di uno schermo curvo come display che permette di tenere gli occhi fissi sulla strada, enfatizzando uno degli slogan con i quali è stata presentata la vettura: EOTR-HOTS, Eyes On The Road-Hands On The Steering.

Nessun aspetto della vettura ha ricevuto meno del 100% di cure, attenzioni ed ingegnosità, per offrire un vero gioiello di tecnica, tecnologia e design capace di incarnare in toto la filosofia Ferrari.
Il design interno è futuristico e include sedili sportivi di ultima generazione, il quadro comandi è sbalorditivo per la sua capacità di controllare in tempo reale ogni funzione dell’auto e fornire informazioni sul percorso ma persino di memorizzare le abitudini di guida. Il rischio di perdere il controllo di tanta potenza è minimizzato dal sistema elettronico che include il ripartitore di coppia, che aiuta a raggiungere il limite ottimizzando la potenza erogata su ciascun asse, mentre il cambio automatico di nuovissima concezione è estremamente fluido ed è il più veloce nella cambiata mai prodotto da Ferrari.
Il prezzo della Ferrari SF90 Stradale ancora non è stato reso noto ma è trapelato che si aggirerà intorno ai 600mila €, una cifra che non stupisce soprattutto se si considera che in genere le Ferrari vengono vendute solo su prenotazione e a selezionatissimi clienti.

Nuova Peugeot 208 punta a stravolgere il mercato

È senza ombra di dubbio la novità più attesa dal mercato dell’automobile in questo finale di 2019 la nuova generazione di Peugeot 208, veicolo sul quale tecnici, progettisti e designer del marchio francese hanno concentrato tutti i loro sforzi per un motivo molto semplice: 208 è la Peugeot più venduta, e deve mantenere questa leadership magari rosicchiando qualcosa alle dirette rivali.


I suoi obiettivi sono elevati ed ambiziosissimi, senza compromessi: la “vera” seconda generazione di Peugeot 208 (non potendosi considerare tale il parziale restyling del 2016) vuole spaccare il suo settore, quello delle berline compatte di segmento B, e lo dichiara senza mezzi termini proponendosi a tutti gli effetti come la prima autovettura di categoria Premium, stando alle dotazioni, che risulterà però accessibile a tutti.
I dispositivi dei quali sarà dotata infatti derivano tutti da modelli di categoria decisamente superiore: non c’è solo il family feeling virtuoso ed elegante ad avvicinare questa nuova Peugeot 208 all’ammiraglia 508, ma anche un equipaggiamento in grado di far impallidire qualsiasi concorrente di pari grado.

Un cambio automatico a 8 rapporti che controlla l’auto in autonomia nel traffico è solo la punta di diamante, ma ci sono a corredo anche il regolatore adattivo di velocità, il mantenimento di corsia, la lettura dei cartelli stradali e molto altro, tutti “aggeggi” tecnologici che di solito si trovano solo su auto di categoria superiore.
Gli interni, poi, sono modernissimi ed in linea con il filone ultra tecnologico che Peugeot sta percorrendo.
Gli schermi sono totalmente digitali, ampi fino a 10″, e l’integrazione con le più comuni interfacce come Apple CarPlay e Android Auto è d’obbligo al pari con la navigazione 3D animata da TomTom.

L’aspetto però sul quale la Nuova Peugeot 208 punta ancora più nettamente per spiazzare e sbalordire il mercato è la sua proposta, in contemporanea assoluta e per la prima volta al mondo, con 3 diversi propulsori. Ci sono i classici benzina 3 cilindri da 1.2 con 75, 100 o 130 cavalli; c’è l’apprezzatissimo turbodiesel BlueHDi 1.5 da 100 cavalli; ma c’è anche, ed è questa la novità assoluta, la Peugeot e-208, spinta da un motore elettrico da 136 cavalli con batteria da 50 kWh che assicura un’autonomia di 450 km a carica completa.
È un debutto carico di significati innegabili questa declinazione 100% elettrica, un passaggio cruciale verso la transizione energetica che Peugeot sta effettuando con estrema convinzione sia dei propri mezzi sia circa la sua necessità.
La ricarica completa da rete domestica richiede 23 ore, ma sfruttando le colonnine di ricarica rapida a 100 kW che pian piano stanno facendo la loro comparsa il “pieno” si ottiene in meno di un’ora.

Tra i motivi che hanno permesso a Peugeot di rendere questa 208 molto accessibile – anche se i listini saranno svelati solo dopo l’estate – c’è sicuramente la comunanza della piattaforma CMP con altri veicoli del gruppo, come la DS3 Crossback o la prossima Opel Corsa. Condividere componenti è infatti la strada più logica e indicata per contenere a monte i costi industriali per qualsiasi progetto, ed in più la CMP è talmente flessibile da ampliare a dismisura le opportunità di dotazioni, a seconda degli allestimenti scelti, senza costi aggiuntivi.

Presentata con grande sfarzo durante l’ultimo Salone di Ginevra, la Nuova 208 può già essere pre-ordinata attraverso uno specifico minisito dedicato, e sarà disponibile nelle Concessionarie Peugeot in autunno inoltrato.
La combinazione di stile così glamour e moderno e la curiosità suscitata dalla variante e-208 la rendono già attesissima!

 

I vantaggi delle auto a metano

C’è un dato a nostro avviso molto significativo che riguarda le immatricolazioni di vetture in Italia e la scelta della loro alimentazione. I dati UNRAE, infatti, ci dicono che su 50 vetture immatricolate, una utilizza il metano come combustibile: nel corso del 2018 sono state 38mila le unità vendute a sfruttare questo carburante, un dato che ha quindi invertito la sua tendenza e si è attestato su valori pari a quelli del 2011.

È la stessa UNRAE a fornirci altri numeri interessanti da analizzare, perché leggendoli si conta che oltre 1 milione di autovetture in Italia sfrutta questo gas compresso per spostarsi, una scelta che presenta un vantaggio duplice, perché oltre a permettere sensibili risparmi sui costi del carburante, garantisce ai più attenti alle tematiche ambientali di circolare in maniera molto più ecologica e sostenibile, riducendo le emissioni di CO2 del 25% in confronto alla benzina ed eliminando le polveri sottili come risultato della combustione.
Il tutto va a beneficio anche del portafogli, perché il metano – noto anche come CNG o Gas Naturale Compresso - risente molto meno delle fluttuazioni del mercato ed ha un prezzo tendenzialmente stabile, ma in più se paragonato alla benzina a parità di km percorsi garantisce un risparmio quantificabile nel 50% sulla scala dei prezzi attuali al distributore!

La diffusione del metano in Italia

In Italia esiste una rete distributiva molto capillare, con oltre 1.200 punti vendita distribuiti sul territorio: un numero destinato a crescere, e che già ci regala il primato europeo. C’è un marchio in particolare che sta puntando su questo tipo di carburante facendone un pilastro della propria strategia: ci riferiamo a Seat, che ha già varato un progetto sperimentale nella città di Barcellona dove vengono raccolti i rifiuti umidi ed organici dei cittadini per essere trasformati in biometano, un combustibile a impatto zero in termini di approvvigionamento e che può rappresentare una grande risorsa per la mobilità sostenibile del futuro.

Ha inoltre suscitato grande interesse il SUV Seat Arona, primo della categoria ed attualmente unico al mondo ad essere alimentato a metano, con ben 400 km di autonomia ai quali si aggiungono i circa 160 garantiti dal piccolo serbatoio complementare di benzina, utile per partenze in condizioni climatiche avverse, ma con una configurazione che non compromette né l’abitabilità né al capacità di carico di Seat Arona.

La strategia di sostenibilità ambientale del marchio in orbita Volkswagen è molto aggressiva e ben delineata, perché nella famiglia trovano già posto i modelli LeonLeon ST e Ibiza con questo tipo di alimentazione, una scelta green che contribuirà a far crescere il numero di vetture spinte dal gas metano nel nostro paese.