Archive for Guide

Protocollo WLTP per le nuove auto ed ecotassa 2019

Se hai già sentito pronunciare la sigla WLTP oppure ne hai letto sui giornali ma soprattutto sui cartelloni pubblicitari, sei di certo stato incuriosito dal suo significato e da ciò che può rappresentare per il futuro prossimo venturo per chiunque abbia intenzione di acquistare una nuova automobile.


Noi vogliamo spiegarti non solo che cosa significa, ma anche come e perché si è arrivati a questo autentico giro di vite nell’ambito dell’Unione Europea e delle normative legate alle caratteristiche che i veicoli devono possedere per essere messi in commercio, perché il protocollo di omologazione WLTP va a sostituire la vecchia procedura di certificazione NEDC datata addirittura 1992.
È già da settembre del 2017 in vigore il controllo per i veicoli messi in commercio per la prima volta, mentre dal mese di settembre 2018 tutti i veicoli commercializzati devono obbligatoriamente essere omologati secondo il Worldwide Harmonized Vehicle Test Procedure, un protocollo di test di laboratorio accompagnato dalla valutazione RDE (Real Driving Emission) per misurare le emissioni inquinanti.

La principale caratteristica di questa vera rivoluzione risiede nella concreta comunicazione ai consumatori di una visione molto più precisa ed attendibile dei consumi di carburante e delle emissioni di CO2.

Caratteristiche del protocollo WLTP

Il protocollo prevede sostanzialmente 5 passaggi chiave:

  • Una misurazione delle emissioni per informazioni più precise ed attendibili
  • Cicli di test effettuati su distanza ben più lunghe
  • Velocità più elevate durante i test
  • Comportamento di guida “a scatti”, più nervoso e vicino alla realtà
  • Cicli protratti anche nel tempo.

Da tali presupposti scaturisce una rappresentazione più realistica ed attendibile di quelle che sono le effettive condizioni di utilizzo di un veicolo, tenendo quindi conto anche delle variabili e delle diverse tecnologie di bordo di cui è munito.
Il profilo di guida portato avanti durante i test è più dinamico e severo, e prevede di mettere “alla frusta” la vettura oggetto d’esame, ottenendo dati che non sono affatto teorici come accadeva con il NEDC ma corrispondenti al reale impatto del motore sull’ambiente, con un ciclo di prova di riferimento molto più rigoroso, in situazioni dinamiche ed eterogenee e non standardizzate o rese “asettiche” dal loro rilevamento in laboratorio, che così meglio riflettono la situazione effettiva.

Conseguenze del WLTP sull’ecotassa 2019

In presenza di modifiche normative e fiscali quali la cosiddetta ecotassa, che andrà in vigore nel corso del 2019, possiamo però tranquillizzare parte dei nostri lettori con due considerazioni ben distinte.
L’ecotassa riguarderà solo i SUV e le cosiddette auto di lusso, e non coinvolgerà altri segmenti riservati ad automobilisti dalle pretese più morigerate.
La seconda considerazione concerne i valori ottenuti dal protocollo, che in alcuni casi possono risultare più elevati rispetto a quelli misurati in precedenza con il NEDC, ma questa è diretta conseguenza della maggior severità e maggior durata dei test WLTP e RDE.
A ciò stanno ovviando praticamente tutti i marchi generalisti e non, che non possono rischiare di farsi tagliar fuori dal mercato e stanno quindi mettendo in atto tutte le procedure di adeguamento tecnologiche, tecniche e meccaniche necessarie per essere in regola, in molti casi anche con un discreto anticipo.

Siamo invasi proprio da spot che puntano su questo aspetto, il che costituisce anche un impegno concreto del quale non possiamo che essere soddisfatti.

 

Tutto sulle catene da neve: quando usarle, quanto costano e come montarle

Con l’arrivo della stagione invernale e del freddo, ogni persona si pone il problema di quando usare e montare le catene da neve. Ovviamente questo processo non sembra così scontato e banale, soprattutto se si parla di persone alla prima esperienza e senza troppe informazioni a riguardo.

Quando utilizzare le catene da neve

Le catene da neve sono disponibili in vari prezzi e modelli e non è per niente vera l’informazione che questi prodotti si equivalgono tutti. Innanzitutto va detto che la normativa prevede l’utilizzo di dispositivi anti-sdrucciolevoli a partire dal 15 novembre di ogni anno, siano essi delle gomme da neve qualora non si disponga degli pneumatici invernali. Inoltre, c’è da tenere presente che le catene da neve sono fondamentali in tutti quei casi in cui il veicolo si trova di fronte ad una forte pendenza, su una strada ghiacciata o con molto innevamento, anche se si hanno a disposizione le gomme invernali.

Di conseguenza le catene da neve vanno utilizzate solamente in casi di emergenza e non in modo abituale e quotidiano. Infatti, esse non sono adatte per un utilizzo nel caso in cui la strada è solo scarsamente innevata perché causerebbero dei danni, non solo alle catene stesse ma anche all’asfalto e alla vettura. Nel caso in cui si utilizzino gomme estive anche in inverno, è consigliabile montare le catene quando le ruote slittano e pertanto non consentono una corretta circolazione. Tuttavia si ricorda che la velocità massima consentita con le catene da neve è di 50 km/h.

Come montare le catene da neve

Per quanto riguarda il loro montaggio, non è un’operazione troppo complessa, nonostante ciò non bisogna farsi cogliere impreparati. Per prima cosa, è bene ricordare che le catene da neve vanno installate solamente sulle due ruote motrici, anteriori se la vettura dispone di trazione anteriore e posteriori se, al contrario, la macchina è a trazione posteriore. Successivamente bisogna assicurarsi che il motore sia spento e la macchina sia ben ferma in modo tale che non si possa muovere e spostare. Per facilitare l’operazione è consigliato montare le catene con dei guanti spessi. Inoltre, bisogna sapere che questi prodotti non sono tutti uguali e pertanto necessitano di montaggi differenti.

I vari modelli di catene da neve disponibili

Esistono diversi modelli di catene da neve per auto, e ogni modello si monta in maniera diversa. Ad esempio ci sono le catene da neve a rombo, a Y e a scala. Le prime, con struttura a rombo, sono quelle più vendute ed utilizzate poiché garantiscono un’ottima tenuta di strada, sia in modo trasversale che longitudinale e in aggiunta risultano facili e veloci da montare. Diversamente, quelle a Y sono più complicate e il montaggio non è immediato mentre le catene a scala non sono più molto diffuse poiché sono decisamente troppo scomode da montare e richiedono lo spostamento della propria macchina. In ogni caso, se si hanno le catene a rombo, ci vorranno un massimo di cinque minuti per il montaggio.

Le maglie delle catene, una volta aperta la confezione devono essere libere e non presentare nodi. Successivamente, bisogna sganciare la chiusura che è nella maggior parte dei casi colorata e appoggiarla a terra. Fare scivolare l’arco dietro la ruota finché non ricompare alla vista dalla parte opposta, e una volta che si hanno nelle due mani i rispettivi ganci, unirli al di sopra della ruota, alzandoli da terra. Per terminare, unire anche i due ganci nella parte frontale della ruota, colorati in modo differente dai primi ganci agganciati. Una volta completata l’operazione, è necessario tirare bene verso di sé in modo tale da stringere la catena da neve sulla gomma. Una volta che è ben tesa e non molle, bisogna fissarla con i ganci dalla zona del cerchione.

Ovviamente le catene da neve devono risultare omologate per le gomme sulle quali andranno montate, pertanto è necessario che la confezione riporti la dicitura CUNA oppure ON.

Quanto costano? I prezzi delle catene da neve

Il prezzo delle catene da neve non risulta eccessivo, sebbene sia molto variabile in base alla struttura della catena. Si può dire che le catene a Y sono quelle più economiche con un prezzo sui 30 €. D’altro canto, è possibile trovare catene da neve anche sui 150€, a seconda non solamente delle caratteristiche della struttura ma anche del marchio. In generale, dai 45 ai 70€ si possono già trovare delle ottime catene che offrono prestazioni elevate. Sconsigliati invece tutti quei prodotti al di sotto dei 30 € che spesso non risultano omologati e di scarsa fattura.

Noleggio auto a lungo termine, conviene davvero?

Sono numeri di tutto rispetto ed in continua crescita quelli relativi al noleggio auto a lungo termine, un fenomeno che ha capovolto il mercato dell’automobile e che ha in parte contribuito alla sua salvezza.
È cambiato l’approccio del pubblico al concetto stesso di auto, la filosofia si è evoluta mettendo in secondo piano il possesso e la proprietà rispetto all’uso ed ai vantaggi che ne derivano.

Un fenomeno in crescita continua

Dalle statistiche si evince che non si tratta solo di una moda passeggera, ma di un nuovo scenario che si sta evolvendo anno dopo anno con richieste incessanti. Il solo 2017 ha visto una crescita quasi del 20% del settore rispetto al 2016, e per l’anno in corso le cifre sono altrettanto lusinghiere ed ancora in piena corsa.

Le attuali proiezioni per questo settore indicano infatti che a dicembre sarà addirittura sfondato il tetto delle 300mila immatricolazioni con la formula del noleggio a lungo termine, ma c’è un altro aspetto che riteniamo indicativo della salute di questo comparto.
Il valore medio di un’auto noleggiata, ben più alto con i suoi circa 20mila euro rispetto a quello sempre medio delle auto acquistate, è un dato che si spiega molto facilmente: guidare un’automobile sapendo di avere un costo fisso predeterminato mensile e che include qualsiasi tipo di spesa correlata tranne il carburante è motivo di tranquillità.
A quel punto, si preferisce coccolarsi con le versioni full optional, quelle più in alto nelle rispettive gamme e super accessoriate!

A chi si rivolge il noleggio a lungo termine?

Se una volta erano soprattutto le aziende a rivolgersi a questa formula per le loro flotte, che quindi dovevano essere composte da prestigiose ammiraglie dal valore consistente, adesso il boom di questa sharing mobility coinvolge anche utilitarie e veicoli di segmenti più morigerati come quello B o quello C, ma che vengono scelti negli allestimenti più esclusivi.

Capita con la Fiat Panda o con la Fiat 500X, alcuni dei modelli più noleggiati, ma la tendenza è comune a tutti i marchi che hanno approntato strategie aggressive per attirare a sé il pubblico.
Occhio alla convenienza reale, però: al termine del contratto di noleggio, se non intendete prorogarlo, vi ritroverete con un pugno di mosche, non avendo ovviamente la possibilità di rivendere o permutare l’auto!

È chiaro che questa filosofia ben si attaglia su chi dell’auto sa di non poter mai fare a meno, e può concedersela sempre al top dell’efficienza senza troppe preoccupazioni, dal momento che molto spesso il canone include anche la polizza furto e incendio e persino l’assistenza o il soccorso stradale.

Manutenzione e revisione dei carburatori

Il carburatore è una parte importante di ogni veicolo e, anche se chi non lavora nel campo non lo sa, esiste un mondo preciso che ruota attorno a questo componente, da cui dipende il funzionamento di molti tipi di mezzi. I carburatori sono composti tutti dagli stessi pezzi, ma i componenti variano per forma, grandezza, funzionamento, a seconda di quale veicolo è il destinatario del pezzo e della tecnologia che ci sta dietro.

In sostanza il carburatore è composto da un condotto principale che mette in comunicazione l’interno del gruppo termico con l’esterno. Lungo il condotto si trova una valvola che ha il compito di regolare il flusso d’aria. Esistono moltissimi tipi di valvole  e sono diversi i produttori di carburatori, tra cui è possibile citare Dallorto, Magneti Marelli, Solex, Weber, Pierburg, per fare degli esempi.

Lanzoni Carburatori è un’azienda che si occupa di commercializzare in Italia e all’estero molti di questi marchi e di essere un vero punto di riferimento per i clienti che le si rivolgono:
Il suo ampio catalogo permette di trovare ciò che si sta cercando e se si avessero dubbi per un componente, il personale, preparato e competente si preoccuperà di fornire tutte informazioni del caso al fine di concludere l’acquisto giusto.
Grazie alla costanza e all’impegno, Lanzoni carburatori è diventato un vero e proprio punto di riferimento sul mercato, su cui opera dal 1991, ampliando sempre più le zone di competenza e le proprie competenze.
I clienti possono contattare direttamente l’azienda tramite il sito, fare acquisti online e ricevere il tutto in tempi brevissimi, grazie al fatto che le spedizioni vengono effettuate quotidianamente.
E’ possibile acquistare online, pagando con PostePay, bonifico bancario o con il contrassegno, se si desidera prima ricevere la merce e, in seguito pagare.

Chi opera nel settore, come per esempio i meccanici, ha in Lanzoni un vero e proprio riferimento come fornitore di componenti, perché la professionalità, l’ampiezza del catalogo, l’estrema disponibilità del personale fanno in modo che chiunque trovi ciò che sta cercando.

Anche la manutenzione e la revisione dei carburatori è un aspetto importante, proprio per questo Lanzoni vende anche kit completi per la revisione dei carburatori, come il kit per regolatore della pressione della benzina Weber, che permettono di mantenere i componenti come nuovi, evitando così guasti e di doverli cambiare spesso. E’ piuttosto semplice, infatti, svolgere le attività di manutenzione e di pulizia dei carburatori, grazie soprattutto a questi comodi kit, che si possono acquistare da Lanzoni.

Duracell, energia anche per le auto

Quando si parla di energia e di pile per far funzionare tutti quei piccoli strumenti di uso quotidiano come orologi, telecomandi, calcolatrici e via discorrendo il primo nome che viene in mente è Duracell. Con un’idea tutto sommato semplice ma che richiesto una sinergia tra aziende, la società americana che detiene il marchio, la Procter & Gamble, ha stretto una collaborazione con Banner, azienda austriaca da 4 milioni di batterie auto prodotte all’anno.
Il risultato è la qualità Duracell che va anche a ridisegnare l’aspetto estetico di queste batterie nella caratteristica ed ormai iconica livrea bronzo e nero.

La bontà di queste batterie è testimoniata dal ruolo di Banner, che equipaggia come primo fornitore le vetture di serie che escono dalle fabbriche di marchi come Porsche, Mercedes e BMW, mentre la loro distribuzione in Italia è curata dalla Co.Ra, leader nel nostro paese in fatto di autoricambi.
Duracell ha pensato ad una gamma differenziata in 3 fasce a seconda delle applicazioni: si parte da una linea Starter, per piccoli veicoli dall’assorbimento in linea con gli standard; si prosegue con la Advanced, pensata per auto e veicoli commerciali di taglia superiore, con maggiore bisogno di energia ed elettronica di servizio più sofisticata; chiude la gamma la serie Extreme, per tutti quei veicoli più esigenti magari perché equipaggiati con sistema Stop&Start.
La gamma è infine completata dalle batterie di serie Professional, dedicate a macchine edili, autocarri, ma anche agli autobus.

Di certo Duracell ha saputo costruirsi nel tempo un’immagine positiva a livello mondiale, ma l’approdo in un settore prima inesplorato ha avuto bisogno di una “spinta” da parte del marchio, che propone le sue batterie auto con una garanzia raddoppiata: 2 anni al posto del tradizionale 1.