Archive for Mobilità sostenibile

I vantaggi delle auto a metano

C’è un dato a nostro avviso molto significativo che riguarda le immatricolazioni di vetture in Italia e la scelta della loro alimentazione. I dati UNRAE, infatti, ci dicono che su 50 vetture immatricolate, una utilizza il metano come combustibile: nel corso del 2018 sono state 38mila le unità vendute a sfruttare questo carburante, un dato che ha quindi invertito la sua tendenza e si è attestato su valori pari a quelli del 2011.

È la stessa UNRAE a fornirci altri numeri interessanti da analizzare, perché leggendoli si conta che oltre 1 milione di autovetture in Italia sfrutta questo gas compresso per spostarsi, una scelta che presenta un vantaggio duplice, perché oltre a permettere sensibili risparmi sui costi del carburante, garantisce ai più attenti alle tematiche ambientali di circolare in maniera molto più ecologica e sostenibile, riducendo le emissioni di CO2 del 25% in confronto alla benzina ed eliminando le polveri sottili come risultato della combustione.
Il tutto va a beneficio anche del portafogli, perché il metano – noto anche come CNG o Gas Naturale Compresso - risente molto meno delle fluttuazioni del mercato ed ha un prezzo tendenzialmente stabile, ma in più se paragonato alla benzina a parità di km percorsi garantisce un risparmio quantificabile nel 50% sulla scala dei prezzi attuali al distributore!

La diffusione del metano in Italia

In Italia esiste una rete distributiva molto capillare, con oltre 1.200 punti vendita distribuiti sul territorio: un numero destinato a crescere, e che già ci regala il primato europeo. C’è un marchio in particolare che sta puntando su questo tipo di carburante facendone un pilastro della propria strategia: ci riferiamo a Seat, che ha già varato un progetto sperimentale nella città di Barcellona dove vengono raccolti i rifiuti umidi ed organici dei cittadini per essere trasformati in biometano, un combustibile a impatto zero in termini di approvvigionamento e che può rappresentare una grande risorsa per la mobilità sostenibile del futuro.

Ha inoltre suscitato grande interesse il SUV Seat Arona, primo della categoria ed attualmente unico al mondo ad essere alimentato a metano, con ben 400 km di autonomia ai quali si aggiungono i circa 160 garantiti dal piccolo serbatoio complementare di benzina, utile per partenze in condizioni climatiche avverse, ma con una configurazione che non compromette né l’abitabilità né al capacità di carico di Seat Arona.

La strategia di sostenibilità ambientale del marchio in orbita Volkswagen è molto aggressiva e ben delineata, perché nella famiglia trovano già posto i modelli LeonLeon ST e Ibiza con questo tipo di alimentazione, una scelta green che contribuirà a far crescere il numero di vetture spinte dal gas metano nel nostro paese.

Nuova Peugeot 208, viaggio verso il futuro!

Il mondo automobilistico, in continua trasformazione per affrontare le sfide proposte in fatto di sostenibilità, ha trovato nella transizione energetica una delle strade più efficaci da percorrere, un’opportunità che un marchio come Peugeot ha scelto di cogliere in pieno.
Lo diciamo perché il Leone francese si è sempre distinto per una costante attenzione riservata alle tematiche ambientali, ed il progetto della Nuova Generazione di Peugeot 208 presentato allo scorso Salone di Ginevra ed in arrivo nelle concessionarie in autunno ne è testimonianza esplicita.

Per la prima volta un veicolo viene offerto sin dal suo lancio con 3 diverse alimentazioni: benzina, diesel oppure 100% elettrica.
Denominata Peugeot e-208, la variante elettrica rappresenta un nuovo modo di interpretare la mobilità sostenibile ed amica dell’ambiente, gettando uno sguardo su un futuro nemmeno troppo lontano, anzi.
È sempre stato di questo tenore il modo di affrontare le sfide della mobilità da parte di questo marchio con oltre 2 secoli di storia alle spalle, proponendo soluzioni tecnologiche all’avanguardia che oggi raggiungono un modo totalmente nuovo di concepire l’auto come mezzo di trasporto e di spostamento. Comfort assoluto, assenza totale di vibrazioni e di rumori, zero emissioni e zero odori dalla combustione, con un’energia pulita ed immediatamente disponibile ad una potenza che non penalizza né le prestazioni né le sensazioni di guida.

A queste caratteristiche la nuova versione della Peugeot 208 aggiunge un rinnovato stile della sua carrozzeria, estremamente giovane e moderno, configurata per risultare attuale nelle sue forme; e un abitacolo ancora più evoluto, nel quale debutta il Peugeot i-Cockpit 3D, uno sviluppo ancora più avanzato di quella plancia che sin dal suo lancio ha rivoluzionato l’esperienza di guida.

A questo sfoggio di tecnica ed estetica la Nuova generazione di Peugeot 208 aggiunge dotazioni sorprendenti in fatto di assistenza alla guida, che la collocano ad un livello 2 di guida autonoma grazie agli avanzatissimi sistemi ADAS.
Nonostante sia esponente di spicco del segmento B, la Nuova 208 ha caratteristiche tali da posizionarla molto in alto nella gamma per soddisfare automobilisti dalle richieste esigenti: a ridosso del suo lancio ne faremo una ulteriore ed ancora più dettagliata disamina!

 

Saltiamo a bordo di Vespa Elettrica!

Lei è l’indiscussa ed incontestabile regina tra gli scooter, e non solo per la sua longevità: Vespa è entrata nell’iconografia collettiva di più di una generazione, ha segnato un’epoca e tracciato nuove strade e tendenze, è stata presa come punto di riferimento e modello da imitare e al quale guardare come esempio di progettualità.

Proposta attraverso i decenni in tutte le possibili declinazioni, solo una mancava all’appello ma quel vuoto è stato ora colmato dalla Vespa Elettrica, un’innovazione la cui rilevanza è davvero epocale. A Pontedera si erano resi conto da tempo dell’urgenza di una simile svolta, ed hanno lavorato in maniera costante per raggiungerla senza mai tradire il passato, anzi usandolo come affidabilissima base di partenza.
Zero rumore, zero emissioni, vibrazioni inesistenti, la Vespa Elettrica ha tutto (tranne un aspetto, che analizzeremo in seguito) per essere un crack sul mercato della mobilità a due ruote ed essere desideratissima da tutti, un po’ come accadde negli anni ’50 con la Vespa 50 indirizzata ai giovanissimi o successivamente con l’esplosione del fenomeno Vespa Primavera 125.

Caratteristiche della Vespa Elettrica 2019

 

Tutto sulla Vespa Elettrica è stato studiato per non far minimamente rimpiangere la versione a motore termico: lo spunto è pari a quello di uno scooter di cilindrata 100, agilità e fluidità di manovra si esaltano nel traffico urbano che viene affrontato con la massima disinvoltura. Ci spingiamo ancora più in là se sosteniamo che la vera sostanziale differenza è quella di muoversi in silenzio e senza minimamente contribuire all’inquinamento, con la possibilità e la libertà di circolare sempre, ovunque e comunque.
Il lavoro è stato ottimo, a conti fatti, perché il peso del veicolo resta invariato rispetto ad una Vespa tradizionale, con interventi che hanno bilanciato al meglio il posizionamento della batteria agli ioni di litio senza che questa sottraesse spazio al vano sottosella.

Per l’accensione basta premere un pulsante, e forse qualche nostalgico sarà istintivamente portato, almeno per le prime volte, a tirare anche la leva del freno… ma non è più necessario!
A quel punto, va selezionata la modalità di guida Power oppure Eco, ed il suo motore da 3,5 kW vi porterà in giro dove volete per 100 km, con tempi di ricarica completa dichiarati di circa 4 ore anche su presa domestica da 220 v.
Molto indovinata inoltre, come spunto di design, la scelta di far sbucare dallo spazio prima occupato dal bocchettone per la benzina il cavo lungo 2 metri per la ricarica.

Chi può guidare Vespa Elettrica… e chi no

 

Vespa Elettrica ha la stessa omologazione di un cinquantino, e può essere guidata a partire dai 14 anni di età, anche se… accennavamo ad un “ma”.
Il suo prezzo non è quel che si direbbe popolare, visto che da listino Vespa Elettrica costa 6.390 €.

L’innovazione stavolta è un po’ meno abbordabile, non proprio alla portata di tutti, anche se ci sentiamo convinti che una mirata strategia di marketing riuscirà ad abbattere anche questa diffidenza. Del resto, la mobilità elettrica rappresenta a tutti gli effetti il futuro, ed ignorarne prospettive e potenzialità non è più concesso!

 

Ecotassa in vigore da oggi: chi paga, e quanto?

Scatta oggi in tutta Italia ed in tutta la sua detestabilità la tanto annunciata ecotassa di circolazione o ecotassa auto, un’imposta volta a colpire le auto più inquinanti ed i loro proprietari, anche se per fortuna solo al momento dell’acquisto, essendo da versare una tantum.

La manovra economica, su esplicita richiesta dell’Unione Europea, ha dovuto subire una profonda revisione rispetto a come era inizialmente stata concepita soprattutto per il meccanismo bonus-malus che in essa era incluso.
La versione definitiva ed approvata ha così coinvolto solo le super-car, le auto di lusso ed i SUV, lasciando in pace vetture di piccola cilindrata (ad esempio Panda, Ka ed altre) che in un primo momento sembravano interessate dalla manovra: fortunatamente ha prevalso il buon senso, e le city-car oltre ai segmenti più “modesti” non sono stati inclusi.

In più, la manovra ha anche confermato in via definitiva il bonus per chi acquista auto a più bassi livelli di emissioni, una cifra che nel caso di veicoli ibridi ed elettrici arriva fino a 6.000 €.

Chi deve pagare l’ecotassa

Il gettito aggiuntivo che entrerà nelle casse statali, stimato intorno ai 300 milioni di € per l’anno in corso ma destinato a crescere in seguito servirà proprio a finanziare il meccanismo degli ecoincentivi sui quali tutti i principali marchi stanno basando le campagne pubblicitarie per attrarre i clienti con corposi sconti.
Come abbiamo detto, ad essere colpiti sono soprattutto gli acquirenti dei SUV, non tanto in base al valore di acquisto della loro automobile quanto nella misura relativa all’impatto che essa ha sull’ambiente. A tale proposito è stata stilata un’apposita tabella impostata su 4 scaglioni specifici, con la sovrattassa che scatta a partire da un livello di emissioni pari a 160 g/km di CO2.

La tabella scaglioni dell’ecotassa

 

  • Da 160 e fino a 174 g/km di CO2 l’importo fissato è di 1.100 €;
  • Sopra i 175 e fino a 199, la tassa ammonterà a 1.600 €;
  • A partire da 200 e fino a 249 g/km di CO2, si sale fino ad una tassa di 2.000 €;
  • Infine, i veicoli che superano i 250 g/km di CO2 sono i più penalizzati, con una tassa pari a 2.500 €.

I valori che faranno testo ai fini della determinazione dello scaglione di appartenenza possono essere reperiti sulla carta di circolazione del veicolo alla voce V7, e sono stati rilevati secondo il ciclo NEDC (anche se a tal proposito non si comprende bene perché non sia stato preso in considerazione il nuovo protocollo WLTP).

Il restringimento della platea ai soli SUV ed auto di lusso comporterà ovviamente anche un contenimento di coloro che potranno accedere al cosiddetto ecosconto o ecobonus.

Chi può usufruire dell’ecobonus?

Anche nel caso dell’emendamento alla manovra sul fronte bonus è stata stilata una tabella di riferimento per conoscere gli importi.
Vetture con emissioni comprese tra 70 e 90 g/km di CO2 avranno accesso ad un bonus di 1.500 €, che sale a 3.000 € nel caso di emissioni di CO2 comprese tra i 20 e i 70 g/km (ad esempio, la Toyota Yaris 1.5 Hybrid, per darvi un’idea più chiara); l’incentivo più elevato e pari come detto a 6.000 € riguarderà veicoli particolarmente virtuosi con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km di CO2, ovvero tutte le auto elettriche e poche altre.

Le reazioni restano contrarie

Il settore automotive, nonostante queste sostanziali modifiche apportate alla manovra rispetto alla sua versione iniziale, ha mantenuto comunque una valutazione negativa sulla manovra nel suo complesso.
Associazioni di categoria quali la Federauto, l’Anfia e l’Unrae si sono mantenute scettiche su una tassa che hanno paragonato al Superbollo, aggiungendo la critica sulla inefficacia dal punto di vista dell’inquinamento.
Viene semplicemente considerato un nuovo, ulteriore gravame fiscale che in più metterà in difficoltà sia il bilancio statale che il settore dell’occupazione.
Viene portato come esempio la minaccia da parte del Gruppo FCA di una revisione del piano industriale riservato agli stabilimenti italiani per i prossimi 5 anni nel caso di approvazione dell’ecotassa nella sua prima versione, anche se nessun commento è giunto dallo stesso Gruppo, almeno per ora, sulla versione entrata in vigore.

La Nuova Mazda CX-3 prosegue sulla strada del termico

Chi credeva che il cosiddetto “dieselgate” mettesse la parola fine o quantomeno ridimensionasse in maniera sostanziale la produzione di motori a gasolio è stato costretto a rivedere le proprie previsioni dall’impulso che numerosi marchi anche generalisti hanno impresso a questo tipo di propulsori nella loro gamma.
Input decisivo è stato senza alcun dubbio il varo del nuovo e più rigoroso Protocollo WLTP che ha costretto i veicoli a controlli più severi ed attendibili, in condizioni più aderenti a quelle che realmente si affrontano su strada, e non rese quindi “asettiche” dalle misurazioni effettuate in laboratorio.


Mazda conferma la sua indole di marchio che ama viaggiare in “controtendenza”, e gioca quindi d’anticipo con la sua nuova CX-3 che rispetta già tutti i parametri che andranno in vigore in questo 2019, per un SUV compatto destinato a competere in un segmento che nella sola Europa rappresenta il 15% delle vendite, e lo fa senza tener conto dell’impegno di altri marchi verso l’ambita definizione zero emissioni perché il suo nuovo motore diesel 1.8 da 115 cavalli (che sostituisce in toto quello 1.5 da 105 cavalli) sa dimostrarsi un propulsore pulito, brillante e conveniente, sviluppato secondo un know-how che tiene perfettamente conto delle normative Euro 6.2 d-Temp per assicurare basse emissioni e consumi contenuti. Le stesse virtù sono possedute dalle due motorizzazioni benzina, denominate Skyactiv G 2.0 in versioni da 121 o 150 cavalli.

Secondo Mazda il parco di autovetture circolanti è destinato a restare, almeno per altri 15 anni, composto in prevalenza da veicoli spinti da un motore tradizionale di tipo termico. Gli automobilisti infatti sembrano ancora scettici, nonostante i progressi compiuti dal processo di elettrificazione, riguardo l’impegno degli enti e dei comuni nel mettere a disposizione adeguate infrastrutture e postazioni di ricarica, e proprio a loro la Mazda CX-3 offre il motore con il più basso rapporto di compressione al mondo.
Non ci sentiamo di dare del tutto torto alla casa giapponese perché, dati alla mano, le emissioni di CO2 totali che vanno ad impattare sull’ambiente provengono per appena il 10% o poco più dal settore automotive, che troppo spesso viene demonizzato in maniera superiore rispetto alle sue reali colpe.
Si è quindi preferito lavorare, e sodo, sullo sviluppo di tecnologie di propulsione tradizionali, ma capaci di ottimizzare gli effetti della combustione, piuttosto che investire troppe risorse in una tecnologia come quella elettrica che al momento presenta ancora dei grossi interrogativi.

Mazda CX-3 non è comunque stata rivoluzionata soltanto sotto il cofano, perché si presenta con un incisivo restyling che pur mantenendole dimensioni compatte (4,28 metri di lunghezza, 1,72 metri di larghezza ed un’altezza di 1,53 metri da terra) è comoda, confortevole e perfetta anche per lunghi viaggi.
Sono state sviluppate tecnologie di bordo che migliorano la trazione e la resa, per una vettura che si rivela coinvolgente e dall’aspetto velatamente sportivo ma con un abitacolo che è stato sottoposto a sensibili ritocchi sul fronte dell’insonorizzazione, anche a regimi sostenuti.


I prezzi di listino arrivano a 23mila euro per la versione diesel, ma includono un valore garantito dell’auto fino a 3 anni come ulteriore invito a fidarsi: ci sarà davvero da divertirsi nell’assistere a questa sfida senza quartiere lanciata alle concorrenti!

 

La nuova Toyota Rav4 Hybrid svolta verso l’ecologico

Il concetto stesso di Sport Utility Vehicle ha subito, sin dal lancio del primo Toyota Rav4 nel 1994, una vera rivoluzione copernicana. Si trattò all’epoca della trasformazione di un classico fuoristrada in un veicolo molto più trasversale, grazie alle moderne tecnologie ad esso applicate.

Adesso Toyota Rav4 giunge alla sua quinta generazione e si mantiene fedele alla sua filosofia di soluzione adatta a tanti automobilisti (8 milioni e rotti di esemplari venduti non sono certo cifre da soli fuoristradisti) e vede l’adozione della motorizzazione ibrida, opzione che sta facendo le fortune del costruttore giapponese senza alcun dubbio di sorta.
È calibratissimo il tempismo con il quale Toyota propone come unico propulsore per il suo nuovo Rav4 il Powertrain Full Hybrid Electric, ed indica l’intento di cavalcare in pieno la new-age elettrica ed il generale, diffuso bisogno di una transizione energetica verso una mobilità più sostenibile.

Tra i grandi marchi generalisti va di certo riconosciuta proprio a Toyota la palma di chi per primo ha creduto in maniera convinta nell’elettrico, sin dal debutto della Toyota Prius nel 1997. Il Rav4 è stato totalmente rinnovato per il suo rilancio, dal design alle tecnologie digitali di bordo, ed essere spinto da questo motore che combina il 2.5 a benzina con la propulsione elettrica (per 222 cavalli complessivi) è componente di tale completo passo avanti.

Il modello è stato perfettamente studiato per offrire non solo eleganza, ma anche dinamismo ricco di comfort: si muove agilmente nel traffico urbano pur essendo lunga 4,60 metri, e nei passaggi autostradali o nelle lunghe traversate risponde con eccezionale prontezza, per poi mostrare ovviamente tutta la sua reattività nell’off-road con la modalità di guida Trail ed i supporti elettronici che agiscono sui percorsi a bassa aderenza.
C’è di inedito il linguaggio stilistico degli esterni, funzionale all’integrazione di questo modello nel gusto contemporaneo. Nell’abitacolo poi si è lavorato moltissimo per accrescere le sensazioni di qualità percepita, e gli interni sono curatissimi nei materiali, molto meno spartani rispetto al passato, ed offrono comfort a tutti gli occupanti con spazi ampi e ben distribuiti.

A completare la tecnologia per questo modello di svolta della gamma Toyota troviamo un pacchetto di sistemi di sicurezza attiva e passiva e di assistenza alla guida completissimo, il Toyota Safety Sense 2.0 previsto di serie su tutti gli allestimenti, un altro tassello della strategia che punta a mantenere il suo record di SUV più venduto al mondo anche in quest’epoca di profondi cambiamenti del modo stesso di intendere non solo l’auto, ma anche il suo possesso.

 

Toyota Yaris Hybrid 1.5, perché conviene sceglierla

Fino ad alcuni anni fa, le auto ad alimentazione ibrida erano considerate solo mosse stravaganti ed “esotiche”, scelte di rottura che ben poco tenevano conto della concretezza.
Lo scenario è lentamente cambiato, e i marchi che hanno creduto nelle versioni ibride elettriche dei propri veicoli e ne hanno monitorato con attenzione l’andamento hanno ricevuto piacevoli sorprese.

È il caso di Toyota, che insieme all’aggiornamento dello stile e delle caratteristiche della Nuova Yaris ha confermato il coraggio nell’insistere sulla sua versione Hybrid, quella con il nuovo motore 1.5.
Il nuovo look della Yaris si presenta con un fascione anteriore più ampio, e con degli interni che sono cresciuti in maniera sorprendente in termini di funzionalità e qualità al servizio degli occupanti.

Ciò su cui puntano però in maniera più netta in casa Toyota è la caratteristica di una scelta segnalata come ormai inevitabile, quella di un’auto capace di essere silenziosa anche quando è in moto e che azzera le emissioni senza mai essere soggetta a limitazioni di traffico quando salgono i livelli di allerta nei diversi comuni per le polveri sottili.

La gamma Toyota Hybrid è interamente e al 100% omologata secondo il protocollo WLTP, con motori già Euro 6.2 per proporsi come alternativa decisa, affidabile ed anche emozionante alle classiche city-car, perché permette di guidare per oltre il 50% del tempo in città in modalità elettrica e senza necessità di ricarica.
Il motore 1.5 da 4 cilindri e 111 cavalli spinge con brio ed in maniera omogenea, senza scossoni, ma è tutta la meccanica ad essere stata tarata in maniera da ridurre sensibilmente i rumori percepiti a bordo per una qualità che porta in maniera molto spontanea a guidare seguendo uno stile fluido.

Molto apprezzato il Toyota Safety Sense, il nuovo pacchetto di sistemi di sicurezza attiva progettato per escludere ogni rischio per conducente, passeggero ed anche pedoni. A basse velocità le collisioni sono praticamente escluse, mentre a velocità più sostenute viene comunque ridotta la gravità di qualsiasi urto con tecnologie attive di prevenzione.

Stile, comfort e massimo controllo si riflettono anche in un abitacolo particolarmente tecnologico ed impostato per essere multi-tasking. È in assoluto una vettura da tenere nella massima considerazione, specie nell’ottica degli ecobonus ed ecoincentivi previsti per le auto a bassissime emissioni.

Viaggio nell’universo Crossover!

La vera moda degli ultimi anni in fatto di automobili è molto più di un semplice trend passeggero, dal momento che sin dai primi anni 2000 la crescita del cosiddetto segmento Crossover è stata continua ed inarrestabile.
Anno dopo anno la percentuale globale delle vendite si è attestata su cifre sempre più alte, a dimostrazione di un fenomeno in costante ascesa e divenuto protagonista di tutti i listini, ma che stupisce per la sua trasversalità all’interno del mercato.

Le innovazioni dei Crossover

Del resto, Crossover significa proprio questo: mescolare, incrociare, fondere stili diversi per creare qualcosa di nuovo ed inedito, ed ogni campo di applicazione di una simile tecnica ottiene risultati che rompono le convenzioni.
Vengono messi insieme, ad esempio nella musica, generi e criteri all’apparenza inconciliabili, con creatività e alla ricerca di contaminazioni capaci di sbalordire: le basi sono quelle già note, ma poi il risultato finale sa essere spiazzante ed accattivante!

Anche per il settore dell’auto valgono gli stessi principi: la ricerca di un nuovo senso pratico, per offrire soluzioni di mobilità alternative e adatte ad ogni occasione, è stata la piattaforma di lancio per questa nuova concezione dell’automobile. Il Crossover è infatti eredita dalle berline e dalle Station Wagon comfort ed affidabilità anche per le lunghe percorrenze, aggiungendo una posizione di guida sopraelevata che tanto contribuisce a costruirne il fascino.
Dalle dimensioni generalmente compatte pur se generose, è pensato per destreggiarsi con agilità nel traffico urbano ma anche per far percepire sicurezza nel fuoristrada o in lunghe tratte; con la cintura alta e i progetti dal design sempre grintosi, sa accontentare tutti, dai più giovani alle donne, passando per gli automobilisti più scafati a quelli per certi versi “autoreferenziali”. Intendevamo proprio questo quando accennavano a un pubblico trasversale!

Crossover, tutti i fattori vincenti

C’è poi un altro punto a loro favore, l’eccezionale cura per la funzionalità e l’efficienza a livello di consumi ed emissioni che viene messa in campo da tutti i marchi.
Le tecnologie integrate a bordo, inoltre, sono sempre più avanzate, perché la parola d’ordine è la soddisfazione delle esigenze. Un Crossover deve saper essere versatile e spazioso, agile ma sicuro, grintoso eppure parco nei consumi per vincere le sfide su un mercato che sta sforzandosi per un’evoluzione in chiave ambientalista. Lo dimostra anche la propensione degli automobilisti a scegliere questi Crossover con motorizzazioni diesel, considerato che oltre l’80% delle immatricolazioni ha questo tipo di propulsori.
Le stime prevedono che, nel corso dei prossimi anni, il numero di modelli di Crossover in vendita sforerà il tetto dei 100, a testimonianza di un coinvolgimento sempre maggiore da parte di tutti i marchi in maniera indistinta.

Vantaggi economici dei Crossover

Un punto di forza di questo tipo di veicoli che non tutti prendono sempre in considerazione è l’aspetto economico legato al mercato dell’usato.
I clienti “Business” che realizzano e mobilitano flotte aziendali ne traggono enormi vantaggi, perché il valore residuo dell’usato anche dopo 3 o 4 anni di vita del veicolo è mediamente più alto per i Crossover che per altre tipologie di vetture.
Una quotazione spesso molto sostenuta e che riesce ad essere tale perché la richiesta del mercato è insistente, e permette di abbattere i costi di un’azienda ma mette anche il privato in condizioni di serenità al momento dell’acquisto. Un bene acquistato a caro prezzo, anche nel caso di finanziamenti, e che può essere rivenduto o dato in perdita con un’ottima valutazione, offre maggiori garanzie!

Scooter per disabili, una guida alla scelta

Il nostro blog come ben sapete tratta un range di argomenti tutti incentrati sui motori in genere e sulle novità nel mondo delle quattro ruote ma anche nell’affascinante settore delle due ruote, come moto o scooter.
I nostri approfondimenti riguardano spesso anche le evoluzioni della tecnica e della tecnologia e non solo gli aspetti estetici: oggi abbiamo pensato di dire la nostra su degli strumenti virtuosi e che sempre più spesso vediamo circolare sulle strade urbane!

scooter per disabili

Gli scooter per disabili, strumenti di libertà

Stiamo parlando degli scooter per disabili, mezzi di trasporto appositamente progettati per consentire a chi soffra di difficoltà nella deambulazione, ad esempio a seguito di acciacchi dovuti all’età o a disabilità permanenti, di riconquistare una piena autonomia senza più essere costretti a chiedere aiuti dall’esterno, e li vogliamo analizzare tecnicamente perché è l’aspetto che più ci incuriosisce.
Pur essendo dei veicoli a tutti gli effetti, spinti da una batteria elettrica e capaci di superare pendenze fino al 20% con autonomia che raggiunge, a seconda dei modelli, anche i 60 km, questi scooter sono soggetti all’articolo 190 del Codice della strada: ciò significa che sono equiparati ai pedoni e pertanto non necessitano né di bollo governativo né di assicurazione RCA.

L’introduzione di questi scooter elettrici per disabili ha rivoluzionato il mondo dei trasporti, mettendo a disposizione di categorie svantaggiate dei mezzi di spostamento sicuri ed all’avanguardia, che vengono proposti in tantissime varianti, a 3 o 4 ruote in base alle esigenze, con in più la possibilità di scegliere anche il modello secondo la “capienza” necessaria, ovvero lo spazio a bordo per ospitare effetti personali o oggetti da trasportare.

Quanto costa uno scooter per disabili?

Qualche riga la vogliamo anche sfruttare per sottolineare vantaggi ed agevolazioni economiche e fiscali alle quali chi acquista questo tipo di scooter per disabili ha accesso.
In primo luogo, l’IVA agevolata al 4%, in quanto classificati come ausili medici; e poi, la possibilità di detrarre dall’IRPEF il 19% della spesa sostenuta, sempre in virtù dello status di ausilio medico.

È completamente fuori strada quindi chi considera gli scooter elettrici per anziani e disabili dei “lussi” riservati solo a facoltosi: riconquistare una propria indipendenza e migliorare quindi la propria qualità della vita è alla portata di chiunque abbia spirito di iniziativa e caparbietà!

Nuova generazione di Nissan Leaf, sorprese a zero emissioni

Il processo, o anzi la marcia di avvicinamento verso l’obiettivo auto elettrica e a zero emissioni in sostituzione di quella a combustibile tradizionale e fossile – quindi esauribile – sembra aver assunto, dopo un’epoca di tentennamenti, dubbi e perplessità, una nettissima svolta in accelerazione.
I meriti vanno ovviamente ascritti alle migliorie ed al progresso in fatto di batterie, del loro peso e volume ma soprattutto della loro tecnologia che ne ha migliorato resa e durata, inclusi i tempi di ricarica, rendendole anche più accessibili sotto l’aspetto economico.
L’auto elettrica più venduta al mondo e di certo la più celebre è la Nissan Leaf, ed a testimoniare questo successo ci pensa il debutto della sua seconda generazione che introduce delle sostanziose novità tecniche tutte da scoprire.

I punti di forza di Nissan Leaf

La forza di un’auto che procede emettendo soltanto un sibilo e sfruttando energia che in molti casi è addirittura ottenuta grazie alle mega turbine che accumulano l’energia del vento è sotto l’aspetto simbolico realmente enorme, eppure non è l’unica posseduta da questa Nissan.
La nuova Leaf è un’auto ancora più flessibile della precedente versione, perché è in grado di offrire modalità di guida inedite e piacevoli: segnaliamo tra queste la tecnologia ProPilot, che in totale autonomia mantiene in autostrada la vettura al centro della corsia ed alla giusta distanza di sicurezza dal veicolo che precede, con in arrivo anche la funzione di cambio corsia con sorpasso, ulteriore chicca tecnologica che potremo ammirare all’opera tra qualche mese.

Quella che però stupisce è la modalità e-Pedal, che consente di gestire l’accelerazione con il classico pedale e la frenata semplicemente rilasciando lo stesso, in modo graduale o più deciso se le circostanze lo richiedono. È necessario fare un po’ l’abitudine a questo stile di guida, ma una volta che si è presa la mano tutto diventa fluido e scorrevole! Se il pedale viene rilasciato di scatto si accendono in automatico le luci posteriori intermittenti di segnalazione, ma resta in ogni caso attivo e funzionale il classico pedale freno.

L’autonomia di Nissan Leaf

Veniamo alle più comuni note dolenti delle auto elettriche, l’automonia di marcia a ricarica completa. Nissan dichiara 270 km sul misto e addirittura 415 nel ciclo urbano, ed anche se i test che l’hanno messa alla frusta hanno rivelato qualcosina in meno, va detto che per l’uso urbano quotidiano una ricarica totale è più che sufficiente.
Cambiano le prospettive sui tracciati più impegnativi o per le lunghe traversate, ma si può affermare tranquillamente che al prezzo di partenza di 33mila € il compromesso è molto più accettabile che in passato.
Tra l’altro Nissan ed Enel hanno messo a punto una sinergia che include nel prezzo una smart box di ricarica per ben 1.350 kWh.

Stiamo entrando probabilmente nella nuova generazione delle auto elettriche, verso un mondo a zero emissioni!