Torna Renault Twingo, chic e tutta nuova!

Quando nel lontano 1993 Renault presentò la sua Twingo, furono in molti ad usare il termine “rivoluzione”. La piccola city car infatti sovvertiva tutti gli schemi allora conosciuti, e si presentava come la prima utilitaria cittadina monovolume.
Da allora la Twingo ha fatto tantissima strada e si è evoluta attraverso 3 generazioni, cambiando ogni volta pelle per assecondare le richieste e le esigenze del mercato ma mantenendosi sempre fedele al suo carattere innovativo, il che le ha garantito affermazioni soddisfacenti sui mercati dove è stata proposta: quasi 4 milioni di unità vendute in tutta Europa, poco più di 400mila nella sola Italia.

A 5 anni di distanza dalla sua ultima versione, oggi Renault Twingo cambia ancora, senza stravolgere il suo impianto generale ma con tutti i necessari ritocchi per restare attuale e sulla cresta dell’onda.
Renault Twingo 2019 punta su uno stile all’ultima moda, pensato per attirarsi un pubblico in larga parte giovanile ma anche femminile: non cambiano le dimensioni, con una lunghezza di 3,6 metri che la rende imbattibile nel traffico urbano, ma tanti aspetti concorrono a determinarne la possibilità di fare la differenza.

Le novità di Renault Twingo 2019

Cambia completamente il disegno della mascherina frontale ed anche quello delle prese d’aria laterali, per un aspetto più dinamico e moderno e una linea che si uniforma al “family feeling” vigente del marchio, ma sempre per gli esterni viene proposto ora un pacchetto di personalizzazioni ancora più ricco che accresce lo spirito innovativo della nuova Twingo.
Anche per gli interni viene poi offerta un’ampia possibilità di caratterizzare l’abitacolo secondo i propri gusti, con allestimenti ad accessori dedicati ed una inalterata, sorprendente capacità di carico.

Dove però la Nuova Twingo punta a conquistare ancora più consensi è sul fronte di chi apprezza e non sa fare a meno delle più avanzate dotazioni tecnologiche: non si è puntato solo sui ritocchi di stile accorti e ben riusciti, ma anche su una strumentazione di bordo che include ad esempio il sistema Renault Easy Link, interfaccia multimediale gestita tramite touchscreen da 7″ che assicura la connessione con Apple CarPlay e Android Auto, ottenendo inoltre tutte le informazioni sul veicolo e sulle sue funzionalità (quali infotainment e navigazione) direttamente su smartphone o tablet.
Sono tecnologie da “grande”, alle quali fanno da supporto le migliorie meccaniche e strutturali che esaltano l’agilità di Twingo con un raggio di sterzata di 4,3 metri.

Ci sono due motorizzazioni inedite ad equipaggiarla: la prima è quella 1.0 Sce da 65 cavalli, con cambio manuale ed omologata per essere guidata anche da neopatentati. Si aggiunge quella 0.9 TCe con 95 cavalli, un po’ più grintosa ed in questo caso anche con cambio automatico.
Nella nuova gamma Twingo riscontriamo solo una piccola mancanza: non c’è infatti, come in precedenza, una versione alimentata a GPL, che viene compensata dal mantenimento nei listini di una vecchia versione in allestimento Generation spinta da motore GPL TCe da 90 cavalli: vedremo se basterà!

I vantaggi delle auto a metano

C’è un dato a nostro avviso molto significativo che riguarda le immatricolazioni di vetture in Italia e la scelta della loro alimentazione. I dati UNRAE, infatti, ci dicono che su 50 vetture immatricolate, una utilizza il metano come combustibile: nel corso del 2018 sono state 38mila le unità vendute a sfruttare questo carburante, un dato che ha quindi invertito la sua tendenza e si è attestato su valori pari a quelli del 2011.

È la stessa UNRAE a fornirci altri numeri interessanti da analizzare, perché leggendoli si conta che oltre 1 milione di autovetture in Italia sfrutta questo gas compresso per spostarsi, una scelta che presenta un vantaggio duplice, perché oltre a permettere sensibili risparmi sui costi del carburante, garantisce ai più attenti alle tematiche ambientali di circolare in maniera molto più ecologica e sostenibile, riducendo le emissioni di CO2 del 25% in confronto alla benzina ed eliminando le polveri sottili come risultato della combustione.
Il tutto va a beneficio anche del portafogli, perché il metano – noto anche come CNG o Gas Naturale Compresso - risente molto meno delle fluttuazioni del mercato ed ha un prezzo tendenzialmente stabile, ma in più se paragonato alla benzina a parità di km percorsi garantisce un risparmio quantificabile nel 50% sulla scala dei prezzi attuali al distributore!

La diffusione del metano in Italia

In Italia esiste una rete distributiva molto capillare, con oltre 1.200 punti vendita distribuiti sul territorio: un numero destinato a crescere, e che già ci regala il primato europeo. C’è un marchio in particolare che sta puntando su questo tipo di carburante facendone un pilastro della propria strategia: ci riferiamo a Seat, che ha già varato un progetto sperimentale nella città di Barcellona dove vengono raccolti i rifiuti umidi ed organici dei cittadini per essere trasformati in biometano, un combustibile a impatto zero in termini di approvvigionamento e che può rappresentare una grande risorsa per la mobilità sostenibile del futuro.

Ha inoltre suscitato grande interesse il SUV Seat Arona, primo della categoria ed attualmente unico al mondo ad essere alimentato a metano, con ben 400 km di autonomia ai quali si aggiungono i circa 160 garantiti dal piccolo serbatoio complementare di benzina, utile per partenze in condizioni climatiche avverse, ma con una configurazione che non compromette né l’abitabilità né al capacità di carico di Seat Arona.

La strategia di sostenibilità ambientale del marchio in orbita Volkswagen è molto aggressiva e ben delineata, perché nella famiglia trovano già posto i modelli LeonLeon ST e Ibiza con questo tipo di alimentazione, una scelta green che contribuirà a far crescere il numero di vetture spinte dal gas metano nel nostro paese.

Ford Mustang HPP: com’è fatta

Ford Mustang: è sufficiente il nome per scatenare nella nostra redazione un misto di emozioni che vanno dall’esaltazione alla bramosia di possederne o quantomeno guidarne una.
Il suo fascino non accenna a calare, anzi, e da quando è disponibile in Europa nella versione riveduta ed adeguata ai nostri standard ed alle nostre normative, qualche speranza in più ce l’abbiamo.

Tra l’altro i riscontri in termini di vendite stanno pienamente dando ragione a Ford, premiando l’investimento compiuto, perché se si paragonano i primi trimestri dell’anno in corso e di quello precedente balza subito all’occhio un +29% in termini di immatricolazioni, con un miglioramento continuo e costante.

Ford Mustang High Performance Package

Il momento per celebrare la sportiva più venduta al mondo – numeri alla mano, con oltre 100.000 unità acquistate – non poteva che essere questo, per cui il marchio dell’ovale blu ha realizzato una versione High Performance Package presentandola al Salone di New York.
Il suo progetto è stato portato a termine in nemmeno 10 mesi, sfruttando il motore 2.3 EcoBoost più potente e derivato dalla Focus RS, da ben 330 cavalli, che naturalmente è stato sottoposto ad opportune modifiche e adeguamenti.

Le prestazioni della Ford Mustang HPP sono superlative, con velocità di punta pari a 248 km/h ma soprattutto con un equipaggiamento che garantisce la migliore gestione possibile di tutta questa potenza.
Il pacchetto completo va infatti ad includere uno specifico impianto di scarico a 4 uscite, ma anche trucchi che accrescono la tenuta di strada, con sospensioni rinforzate, impianto frenante maggiorato, cerchi da 19″.

La sua connotazione estetico-dinamica è volta ad esaltare al massimo il suo carattere aggressivo, per un modello a 4 cilindri che nasce esattamente a 55 anni di distanza dal debutto della prima Ford Mustang, pronto per essere distribuito sul mercato a partire dall’autunno sia in versione coupé che cabrio.

Nuova Peugeot 208, viaggio verso il futuro!

Il mondo automobilistico, in continua trasformazione per affrontare le sfide proposte in fatto di sostenibilità, ha trovato nella transizione energetica una delle strade più efficaci da percorrere, un’opportunità che un marchio come Peugeot ha scelto di cogliere in pieno.
Lo diciamo perché il Leone francese si è sempre distinto per una costante attenzione riservata alle tematiche ambientali, ed il progetto della Nuova Generazione di Peugeot 208 presentato allo scorso Salone di Ginevra ed in arrivo nelle concessionarie in autunno ne è testimonianza esplicita.

Per la prima volta un veicolo viene offerto sin dal suo lancio con 3 diverse alimentazioni: benzina, diesel oppure 100% elettrica.
Denominata Peugeot e-208, la variante elettrica rappresenta un nuovo modo di interpretare la mobilità sostenibile ed amica dell’ambiente, gettando uno sguardo su un futuro nemmeno troppo lontano, anzi.
È sempre stato di questo tenore il modo di affrontare le sfide della mobilità da parte di questo marchio con oltre 2 secoli di storia alle spalle, proponendo soluzioni tecnologiche all’avanguardia che oggi raggiungono un modo totalmente nuovo di concepire l’auto come mezzo di trasporto e di spostamento. Comfort assoluto, assenza totale di vibrazioni e di rumori, zero emissioni e zero odori dalla combustione, con un’energia pulita ed immediatamente disponibile ad una potenza che non penalizza né le prestazioni né le sensazioni di guida.

A queste caratteristiche la nuova versione della Peugeot 208 aggiunge un rinnovato stile della sua carrozzeria, estremamente giovane e moderno, configurata per risultare attuale nelle sue forme; e un abitacolo ancora più evoluto, nel quale debutta il Peugeot i-Cockpit 3D, uno sviluppo ancora più avanzato di quella plancia che sin dal suo lancio ha rivoluzionato l’esperienza di guida.

A questo sfoggio di tecnica ed estetica la Nuova generazione di Peugeot 208 aggiunge dotazioni sorprendenti in fatto di assistenza alla guida, che la collocano ad un livello 2 di guida autonoma grazie agli avanzatissimi sistemi ADAS.
Nonostante sia esponente di spicco del segmento B, la Nuova 208 ha caratteristiche tali da posizionarla molto in alto nella gamma per soddisfare automobilisti dalle richieste esigenti: a ridosso del suo lancio ne faremo una ulteriore ed ancora più dettagliata disamina!

 

Saltiamo a bordo di Vespa Elettrica!

Lei è l’indiscussa ed incontestabile regina tra gli scooter, e non solo per la sua longevità: Vespa è entrata nell’iconografia collettiva di più di una generazione, ha segnato un’epoca e tracciato nuove strade e tendenze, è stata presa come punto di riferimento e modello da imitare e al quale guardare come esempio di progettualità.

Proposta attraverso i decenni in tutte le possibili declinazioni, solo una mancava all’appello ma quel vuoto è stato ora colmato dalla Vespa Elettrica, un’innovazione la cui rilevanza è davvero epocale. A Pontedera si erano resi conto da tempo dell’urgenza di una simile svolta, ed hanno lavorato in maniera costante per raggiungerla senza mai tradire il passato, anzi usandolo come affidabilissima base di partenza.
Zero rumore, zero emissioni, vibrazioni inesistenti, la Vespa Elettrica ha tutto (tranne un aspetto, che analizzeremo in seguito) per essere un crack sul mercato della mobilità a due ruote ed essere desideratissima da tutti, un po’ come accadde negli anni ’50 con la Vespa 50 indirizzata ai giovanissimi o successivamente con l’esplosione del fenomeno Vespa Primavera 125.

Caratteristiche della Vespa Elettrica 2019

 

Tutto sulla Vespa Elettrica è stato studiato per non far minimamente rimpiangere la versione a motore termico: lo spunto è pari a quello di uno scooter di cilindrata 100, agilità e fluidità di manovra si esaltano nel traffico urbano che viene affrontato con la massima disinvoltura. Ci spingiamo ancora più in là se sosteniamo che la vera sostanziale differenza è quella di muoversi in silenzio e senza minimamente contribuire all’inquinamento, con la possibilità e la libertà di circolare sempre, ovunque e comunque.
Il lavoro è stato ottimo, a conti fatti, perché il peso del veicolo resta invariato rispetto ad una Vespa tradizionale, con interventi che hanno bilanciato al meglio il posizionamento della batteria agli ioni di litio senza che questa sottraesse spazio al vano sottosella.

Per l’accensione basta premere un pulsante, e forse qualche nostalgico sarà istintivamente portato, almeno per le prime volte, a tirare anche la leva del freno… ma non è più necessario!
A quel punto, va selezionata la modalità di guida Power oppure Eco, ed il suo motore da 3,5 kW vi porterà in giro dove volete per 100 km, con tempi di ricarica completa dichiarati di circa 4 ore anche su presa domestica da 220 v.
Molto indovinata inoltre, come spunto di design, la scelta di far sbucare dallo spazio prima occupato dal bocchettone per la benzina il cavo lungo 2 metri per la ricarica.

Chi può guidare Vespa Elettrica… e chi no

 

Vespa Elettrica ha la stessa omologazione di un cinquantino, e può essere guidata a partire dai 14 anni di età, anche se… accennavamo ad un “ma”.
Il suo prezzo non è quel che si direbbe popolare, visto che da listino Vespa Elettrica costa 6.390 €.

L’innovazione stavolta è un po’ meno abbordabile, non proprio alla portata di tutti, anche se ci sentiamo convinti che una mirata strategia di marketing riuscirà ad abbattere anche questa diffidenza. Del resto, la mobilità elettrica rappresenta a tutti gli effetti il futuro, ed ignorarne prospettive e potenzialità non è più concesso!

 

Ecotassa in vigore da oggi: chi paga, e quanto?

Scatta oggi in tutta Italia ed in tutta la sua detestabilità la tanto annunciata ecotassa di circolazione o ecotassa auto, un’imposta volta a colpire le auto più inquinanti ed i loro proprietari, anche se per fortuna solo al momento dell’acquisto, essendo da versare una tantum.

La manovra economica, su esplicita richiesta dell’Unione Europea, ha dovuto subire una profonda revisione rispetto a come era inizialmente stata concepita soprattutto per il meccanismo bonus-malus che in essa era incluso.
La versione definitiva ed approvata ha così coinvolto solo le super-car, le auto di lusso ed i SUV, lasciando in pace vetture di piccola cilindrata (ad esempio Panda, Ka ed altre) che in un primo momento sembravano interessate dalla manovra: fortunatamente ha prevalso il buon senso, e le city-car oltre ai segmenti più “modesti” non sono stati inclusi.

In più, la manovra ha anche confermato in via definitiva il bonus per chi acquista auto a più bassi livelli di emissioni, una cifra che nel caso di veicoli ibridi ed elettrici arriva fino a 6.000 €.

Chi deve pagare l’ecotassa

Il gettito aggiuntivo che entrerà nelle casse statali, stimato intorno ai 300 milioni di € per l’anno in corso ma destinato a crescere in seguito servirà proprio a finanziare il meccanismo degli ecoincentivi sui quali tutti i principali marchi stanno basando le campagne pubblicitarie per attrarre i clienti con corposi sconti.
Come abbiamo detto, ad essere colpiti sono soprattutto gli acquirenti dei SUV, non tanto in base al valore di acquisto della loro automobile quanto nella misura relativa all’impatto che essa ha sull’ambiente. A tale proposito è stata stilata un’apposita tabella impostata su 4 scaglioni specifici, con la sovrattassa che scatta a partire da un livello di emissioni pari a 160 g/km di CO2.

La tabella scaglioni dell’ecotassa

 

  • Da 160 e fino a 174 g/km di CO2 l’importo fissato è di 1.100 €;
  • Sopra i 175 e fino a 199, la tassa ammonterà a 1.600 €;
  • A partire da 200 e fino a 249 g/km di CO2, si sale fino ad una tassa di 2.000 €;
  • Infine, i veicoli che superano i 250 g/km di CO2 sono i più penalizzati, con una tassa pari a 2.500 €.

I valori che faranno testo ai fini della determinazione dello scaglione di appartenenza possono essere reperiti sulla carta di circolazione del veicolo alla voce V7, e sono stati rilevati secondo il ciclo NEDC (anche se a tal proposito non si comprende bene perché non sia stato preso in considerazione il nuovo protocollo WLTP).

Il restringimento della platea ai soli SUV ed auto di lusso comporterà ovviamente anche un contenimento di coloro che potranno accedere al cosiddetto ecosconto o ecobonus.

Chi può usufruire dell’ecobonus?

Anche nel caso dell’emendamento alla manovra sul fronte bonus è stata stilata una tabella di riferimento per conoscere gli importi.
Vetture con emissioni comprese tra 70 e 90 g/km di CO2 avranno accesso ad un bonus di 1.500 €, che sale a 3.000 € nel caso di emissioni di CO2 comprese tra i 20 e i 70 g/km (ad esempio, la Toyota Yaris 1.5 Hybrid, per darvi un’idea più chiara); l’incentivo più elevato e pari come detto a 6.000 € riguarderà veicoli particolarmente virtuosi con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km di CO2, ovvero tutte le auto elettriche e poche altre.

Le reazioni restano contrarie

Il settore automotive, nonostante queste sostanziali modifiche apportate alla manovra rispetto alla sua versione iniziale, ha mantenuto comunque una valutazione negativa sulla manovra nel suo complesso.
Associazioni di categoria quali la Federauto, l’Anfia e l’Unrae si sono mantenute scettiche su una tassa che hanno paragonato al Superbollo, aggiungendo la critica sulla inefficacia dal punto di vista dell’inquinamento.
Viene semplicemente considerato un nuovo, ulteriore gravame fiscale che in più metterà in difficoltà sia il bilancio statale che il settore dell’occupazione.
Viene portato come esempio la minaccia da parte del Gruppo FCA di una revisione del piano industriale riservato agli stabilimenti italiani per i prossimi 5 anni nel caso di approvazione dell’ecotassa nella sua prima versione, anche se nessun commento è giunto dallo stesso Gruppo, almeno per ora, sulla versione entrata in vigore.

DS 3 Crossback, stile inconfondibile e di gran pregio!

Quando venne annunciata la DS 7 Crossback, con la presentazione in grande stile che meritava il primo modello interamente sviluppato da DS partendo da un progetto originale ed autonomo e non derivato o dipendente da “eredità” Citroën, l’A.D. di DS Automobiles Yves Bonnefont aveva anche annunciato un nuovo modello all’anno. In concomitanza con lo scorso Salone Internazionale dell’Automobile di Parigi, la promessa è stata mantenuta togliendo i veli alla DS 3 Crossback, nuovo SUV compatto di livello Premium che punta senza mezzi termini alla leadership nel suo segmento di riferimento, con buona pace delle concorrenti Audi, BMW, Mercedes: certo non avversari qualsiasi, e ciò significa un concreto impegno a voler fare sul serio.

Nessun timore reverenziale nei confronti dei mostri sacri, tanta bellezza sfoggiata ed ostentata ed un’ambizione alimentata dalla grandeur francese rendono la DS 3 Crossback molto più che credibile nelle sue intenzioni di partenza, per lo sviluppo sulla nuova piattaforma CMP del Gruppo PSA, un accorgimento che da solo vale il risparmio di 4 g/km di emissioni di CO2 rispetto all’architettura precedente.
Il resto delle virtù sostenibili, pur su un veicolo che mantiene dimensioni generose, ce lo mettono la maggior rigidità della struttura ed un alleggerimento di circa 30 kg, combinate con la versatilità di un progetto di partenza che consente di utilizzare lo stesso pianale per più versioni, anche quelle elettriche, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse.
Nella seconda metà del 2019 infatti questo compatto SUV lussuoso sarà il primo della sua categoria ad essere proposto ad emissioni ZERO, nella versione DS 3 Crossback E-Tense, che già si preannuncia rivoluzionaria perché non sacrificherà nemmeno un centimetro dello spazio interno alle batterie, dal momento che saranno alloggiate proprio sotto al pianale, e perché garantirà prestazioni sorprendenti sia come scatto che come autonomia con valori addirittura sdoganati secondo il nuovo e più restrittivo Protocollo WLTP.

Lo stile della DS 3 Crossback è semplicemente quello di una scultura nella quale assolutamente nulla sotto il lato estetico è stato trascurato, per ottenere una vettura le cui proporzioni sono di certo inedite ma a bordo della quale trovano alloggio alcune soluzioni tecniche all’avanguardia, come i fari Matrix LED Vision o le maniglie a scomparsa, oltre ad un comparto di sistemi di sicurezza ed assistenza alla guida da segmento superiore.
Manovre di parcheggio automatiche, frenata di emergenza di ultima generazione anche ad alte velocità, un livello 2 di guida autonoma classificano ad altissimi ranghi questa ultima nata dalla costola Citroën, che partita quasi in sordina ora si sta dimostrando vivacissima nell’aggredire il mercato.

I motori resi immediatamente disponibili già al debutto in primavera saranno i PureTech benzina in 3 diverse potenze fino a 155 cv, e 2 diesel BlueHDi. Dobbiamo ancora soffermarci però su uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano questo modello, le sue proporzioni che rispettano gli stilemi del marchio e che allo stesso tempo la rendono immediatamente riconoscibile ed inconfondibile rispetto alle altre: come non associare ad esempio la “pinna di squalo” visibile sulla fiancata a quanto già visto sulla stupenda DS 3?

 

 

Allestimento speciale S-Design per Fiat 500L e Fiat 500X

Se con i modelli 500L e soprattutto 500X Fiat ha saputo spiazzare il mercato uscendo dai propri consueti binari e conquistando favori da parte degli utenti (sottraendo quindi piccole quote di mercato ai concorrenti) non deve certo stupire l’attenzione dedicata dal Gruppo FCA a proporre delle versioni più accattivanti ed arricchite negli allestimenti.

Arriva per queste ragioni, e rivolgendosi soprattutto ai più giovani, l’allestimento S-Design che avevamo già potuto ammirare su Fiat Tipo e Fiat 124 Spider: un gruppo di accessori e personalizzazioni che rendono la vettura più sportiva nel look, con un equipaggiamento che ne esalta le prestazioni.

Fiat 500L S-Design

La 500L S-Design è venduta in combinazione con la variante Cross, con una dotazione che prevede finiture esterne Myron, interni di tipo sportivo ed un immancabile sistema di infotainment Uconnect HD Live compatibile con Apple Car Play e Android Auto.
In opzione è possibile selezionare la speciale tinta esterna color bronzo opaco abbinata al tetto nero lucido, per aggiungere vivacità ad un look già molto aggressivo.
Per i motori ci si potrà orientare sul benzina aspirato da 1.4 oppure per chi preferisce il diesel su una delle versioni da 1.3 o 1.6.

Fiat 500X S-Design

Anche per la 500X l’abbinamento esclusivo è con la versione Cross, con una personalizzazione composta da barre al tetto, vetri oscurati, modanature esterne in tinta Bronzo con finiture Myron e la possibilità di scegliere tra una palette di colori composta da Nero Cinema, Bianco Gelato, Grigio Moda oppure la tinta dedicata e opacizzata Verde Alpi.
Nel caso della 500X i motori disponibili sono tutti quelli della gamma, dai benzina 1.6 e-Torq 1.0 T3 e 1.4 T4 fino ai diesel MultiJet da 1.3, 1.6 o 2.0, anche con la possibilità di avere la trasmissione automatica.
La dotazione si arricchisce in questo caso di finiture interne di pregio, come la plancia nero opaco e i sedili Black Castiglio, oltre all’infotainment identico a quello della 500L e ad un pacchetto di sistemi ADAS davvero completo, per sicurezza ed assistenza alla guida.

La gamma S-Design parte da un prezzo di listino di 22.000 €, ma Fiat ha previsto delle speciali formule di acquisto decisamente vantaggiose.

 

Kia ProCeed, una gran bella shooting brake

La gamma Ceed di Kia si arricchisce e si evolve, assecondando il successo che stanno riscuotendo la berlina e la station wagon.
Sappiamo che nella nomenclatura Kia ha preferito abbandonare l’apostrofo, ma adesso va fatta ancora più attenzione a non confondere la nuova Kia ProCeed con la sua vecchia generazione, la grintosa 3 porte dal nome quasi identico (Pro_Ceed) ma con nulla altro in comune.

Quella che debutta adesso è un’auto particolare, con doti da familiare (per esempio la pratica capacità di carico) ma linee dinamiche e sportive ereditate dal mondo coupé. A questo punto la sua perfetta definizione è shooting brake, e va a comporre uno dei tasselli per una gamma completa alla quale, sul finire del 2019, verrà aggiunta anche la variante crossover.

L’estrema sportività del frontale della nuova Kia ProCeed viene esaltata dal profilo filante e da una coda molto più inclinata rispetto alla wagon, il che la rende slanciatissima. Anche il particolare disegno dei fanali LED contribuisce ad accentuare la larghezza percepita di questo modello, che appare così ancor più schiacciato al suolo.
L’abitacolo della ProCeed si mostra assemblato con cura ed allestito con i materiali giusti per trasmettere sensazioni di qualità, ma non mancano moderni comandi e una plancia multimediale che la rendono anche molto hi-tech.

Numerosi i dispositivi di serie per la sicurezza alla guida, partendo da frenata anti-tamponamento, sensore di attenzione alla guida, sensori per l’angolo cieco e fino al centraggio nella corsia con guida semiautomatica e Cruise Control adattivo, a patto di tenere sempre almeno una mano sul volante per avere tutto sotto controllo.
Gli allestimenti disponibili sono 2, GT Line e GT, a seconda del grado di sportività che si desidera, con diverse motorizzazioni sia diesel che benzina. Molto curato è stato lo sviluppo del motore 1.6 turbo benzina da 204 cavalli che spinge la GT, la più grintosa, che beneficia anche di uno sterzo più reattivo. È possibile in tutti i casi scegliere tra cambio manuale a 6 rapporti oppure quello a doppia frizione e a sette rapporti.

Kia ProCeed è giunta nelle concessionarie ad inizio febbraio con dei listini che partono da 29.000 €, ma sono numerose le agevolazioni sia in caso di rottamazione che di leasing con partita IVA, oltre alla curiosa iniziativa Bold Society Kia che permette di tenere la vettura gratis per 6 mesi, pagando solo l’imposta di trascrizione ed eventuali danni, in una sorta di noleggio a lungo termine ibrido e senza impegno.

 

DS 7 Crossback, charme e grandeur alla francese

È lo charme, accompagnato dal lusso, a costituire lo spirito aristocratico della DS 7 Crossback, un veicolo che rompe quella tradizione che voleva i marchi automobilistici francesi concentrarsi quasi esclusivamente su modelli dai grandi volumi (di vendite) e molto popolari.

Pensando alla manifattura transalpina in diversi campi, dall’enogastronomia all’haute couture passando per i gioielli o per i profumi, si ha sempre una percezione di grandeur, ma con DS 7 Crossback anche l’automotive entra a pieno titolo in questo circolo riservato a pochi fortunati, grazie ad un progetto che irrompe nella fascia Premium dei SUV di taglia media per fare da guastafeste tra i dominatori tedeschi del segmento.
Lo fa avanzando deciso con il suo look elegante e molto sopra le righe, portatore di dettagli raffinati e mai banali dedicati proprio ai più esigenti, coloro che in un’auto apprezzano non solo le prestazioni ma anche la cura artigianale, i materiali di prima qualità, o per dirla in una sola parola… il lusso.
DS 7 Crossback è a tutti gli effetti un’apripista, non solo per queste virtù che la rendono piacevolmente “barocca”, ma anche perché è il primo vero progetto totalmente autonomo ed originale e che non ha debiti nei confronti di una base di partenza Citroën; nella sua realizzazione meritano speciali elogi gli interni per i quali si è ottenuta un’abitabilità sorprendente per tutti i passeggeri.

Questo elegante SUV si fa valere anche per l’estrema silenziosità in marcia anche a regimi sostenuti, ottenuta con l’uso combinato di guarnizioni inappuntabili e di vetri più spessi degli standard a cui siamo abituati per una ottima insonorizzazione, ma è anche la sua precisa meccanica a contribuire ad un comfort di guida invidiabile.
I motori con i quali viene proposta sono il classico diesel BlueHDi 1.6 da 130 cv e con cambio manuale oppure l’ancora più apprezzato 2.0 con la trasmissione automatica, mentre sono 2 le versioni PureTech 1.6 a benzina, da 180 o 225 cavalli: proprio su questa base è allo studio la versione ibrida che vedrà la luce nel 2019, per un processo di elettrificazione che sta coinvolgendo tutto il Gruppo PSA.