Bulli Volkswagen, un mito ora in versione elettrica

Uno dei più iconici simboli degli anni ’60, vero punto di riferimento per tutta una irriducibile generazione di hippies, è il mitico furgoncino Bulli di Volkswagen. Parliamo di un modello storico, un van che per più di una generazione ha rappresentato evasione, condivisione e libertà di vagare senza meta alla ricerca di avventure o più semplicemente di spensieratezza.

Volkswagen e-Bulli

Oggi il marchio tedesco recupera un T1 Samba prodotto nel 1966 e in collaborazione con la connazionale eClassics lo restaura in una nuova veste regalandoci un mitico Bulli in versione ecosostenibile e green perché elettrico.
L’azienda eClassics è esperta proprio nelle conversioni di veicoli, e per questo modello ha sciorinato tutte le sue competenze per un processo di retrofit (ossia, l’applicazione di tecnologie attuali ad un modello di impronta classica) realmente sensazionale.

Il motore elettrico del nuovo e-Bulli Volkswagen

La rivoluzione vera e propria sta nella rimozione del motore originale, un boxer a 4 cilindri da 44 cavalli, che è stato sostituito con un propulsore elettrico Volkswagen da 83 cv con motricità sull’asse posteriore ed alimentato da una batteria agli ioni di litio da 45 kWh montata sul pianale, che garantisce 200 km di autonomia.
Questo motore permette di raggiungere una velocità massima autolimitata di 130 km/h, mentre la ricarica avviene tramite corrente continua (bastano 40 minuti per arrivare all’80%) oppure alternata fino a 22kW. Il propulsore che spinge questo e-Bulli è silenziosissimo e confortevole per il guidatore, che può beneficiare anche di una fluida trasmissione ad una sola velocità.

Design retrò e nostalgico

La mutazione genetica di questo e-Bulli non ne ha stravolto l’estetica, perché ciò avrebbe significato tradire il progetto originario: si tenga conto che oggi un Bulli originale raggiunge, sul mercato delle auto d’epoca, quotazioni fantascientifiche che dipendono anche dallo stato di conservazione, ed alcuni collezionisti sono pronti a valutarne uno anche 250mila euro: sono cifre in genere riservate alle auto sportive!
Niente male per un semplice furgoncino che all’epoca nacque sullo stesso telaio del Maggiolino Volkswagen sull’onda del travolgente successo planetario del più noto veicolo del marchio tedesco.
Gli esterni sono stati semplicemente modernizzati, applicando una finitura bicolore arancio e dorata dall’impronta fortemente vintage sulla quale sono stati innestati dettagli di stile e fari e fanali a LED.

Sono gli interni ad aver subito il restyling più profondo e consistente, perché pur mantenendosi fedele alla classica impostazione ad 8 posti, eClassics ha creato un abitacolo elegante dal sapore vagamente retrò, introducendo materiali pregiati quali la pelle o il legno.
Anche il cruscotto è stato rivisto richiamando forme e linee di quello tradizionale ma inserendo come d’obbligo una strumentazione digitale che permette di gestire tutte le informazioni sul veicolo, specie per quanto riguarda la carica e l’autonomia, oltre a tutti gli apparati di connessione dell’era moderna.

Non siamo certo di fronte a una novità destinata a generare grandi numeri di vendita, anche perché il prezzo di partenza non è alla portata di tutti essendo fissato a sui 64.900 €, ma la consideriamo una lodevole iniziativa di Volkswagen per sensibilizzare il mercato nei confronti della propulsione elettrica sfruttando come “strumento” di persuasione un modello che suscita tanta nostalgia ed emozioni positive.

Lo stop alla produzione di Fiat 124 Spider

Una decisione che ci rattrista, ma che era nell’aria da qualche tempo, si è concretizzata in questi giorni e riguarda la Fiat 124, un modello di nicchia che ha rappresentato un piccolo sogno ma per un periodo di tempo limitato.

Ricorderete probabilmente il nostro entusiasmo quando abbiamo parlato della Spider Fiat 124 al momento della sua presentazione, ma ora esce di scena e viene sospesa la produzione per questo modello nato dalla collaborazione di FCA con Mazda, appena 4 anni dopo la sua presentazione ufficiale al Salone di Los Angeles nel 2015.
L’obiettivo del suo ambizioso progetto era rinverdire i fasti della storica 124 Sport Spider del 1966 disegnata da Pininfarina, con la suggestione di offrire nuovamente al pubblico una cabrio a marchio Fiat nonostante fosse realizzata sulla piattaforma della Mazda Mx-5 e assemblata negli stabilimenti giapponesi. Le iniziali intenzioni di Sergio Marchionne prevedevano in realtà di proporla come spider a marchio Alfa Romeo quale tassello della strategia di rilancio del marchio, ma la decisione di non delocalizzare la produzione dei nuovi modelli del Biscione trattenendola in Italia ha fatto virare su questa conversione, capace di rievocare le linee della storica 124 in special modo per le gobbe sul cofano e per l’accenno di “coda di rondine” sul posteriore.

Fiat è però un marchio generalista che punta al mercato di massa, e la vendita di soli 4.000 esemplari in totale, includendo anche la speciale versione più “cattiva” Abarth 124, ha decretato a conti fatti l’abbandono del sogno.
Le caratteristiche per incuriosire c’erano tutte, anche per la sua meccanica studiata ad hoc con il motore 1.4 Twinair Turbo da 140 cavalli e con una specifica taratura di sospensioni e sterzo pensata per esaltare una guida brillante, ma il mercato non ha risposto come ci si aspettava.

Lo stop alla produzione non implica però l’interruzione delle vendite, anzi: sui piazzali delle Concessionarie Fiat in tutta Italia sarà facile imbattersi in esemplari invenduti della 124 Spider, il cui smaltimento verrà di certo incentivato con prezzi molto appetibili e la prevedibile immatricolazione di molti di essi come offerte a km zero, con prezzi ancora più allettanti.
Non deve scoraggiare la motorizzazione non in line con il nuovo standard Euro 6d-Temp per le emissioni, perché al momento non sono all’orizzonte specifiche restrizioni. Chi è alla ricerca di uno spassoso “giocattolo” da esibire e può permetterselo, oppure ne ha bisogno perché coinvolto in competizioni sportive, potrà di certo trovare occasioni e promozioni molto interessanti.

Ora la Gamma Ceed di Kia possiede il fattore X

La gamma Ceed di Kia, già particolarmente composita, si arricchisce di un nuovo modello recentemente svelato al Salone di Francoforte. Si tratta della Kia XCeed, un crossover coupé appariscente ma allo stesso tempo elegante, disegnato con dei perfetti equilibri di forme.

Questa nuova Ceed è in tutto e per tutto un’auto creata da zero, che delle sue sorelle conserva solo le linee delle fiancate anteriori, mentre ad esempio il frontale abbandona il caratteristico “muso da tigre” per convertirsi ad una griglia più ampia e vistosa, accompagnata da prese d’aria, che le conferisce un aspetto da vettura di categoria superiore.
In coordinato, l’arco che disegna i finestrini laterali la avvicina quasi ad una delle station wagon alle quali ci ha abituati Audi, mentre addirittura troviamo echi del SUV Porsche Cayenne Coupé nel posteriore.
Il tutto sta a dimostrare un considerevole sforzo, anche ben riuscito, del marchio coreano per avvicinarsi anche esteticamente a concorrenti di calibro Premium.

Il lavoro di meccanici e ingegneri dell’entourage Kia verso l’obiettivo di abbassare il baricentro della variante X è più che evidente, e pur mantenendo la stessa esatta lunghezza delle altre Ceed (4,4 metri) questa novità della gamma è più alta di quasi 5 cm per accrescere l’abitabilità interna ma anche per offrire una posizione di guida più elevata. Tutto è stato ridisegnato anche all’interno con lo scopo di gestire e ottimizzare gli spazi anche per la capacità di carico, che a sedili reclinati arriva a quasi 1400 litri.

L’impressione che se ne ricava è di un’auto maneggevole, compatta ma molto confortevole, con un pacchetto integrato di elettronica di controllo che favorisce una guida super assistita dalle risposte velocissime a ogni comando.

Per i motori, la Kia XCeed potrà contare su un 3 cilindri benzina 1.0 da 120 cavalli mentre i 4 cilindri saranno rispettivamente 1.4 e 1.6 da 140 e 206 cavalli, ma anche su un interessante diesel 1.6 in varianti da 115 e 136 cavalli. È stata inoltre annunciata da Kia anche la versione elettrica della XCeed, con un sistema ibrido o con batteria ricaricabile, ma per vederla dovremo attendere il 2020; quelle con i motori tradizionali, invece, arriveranno sul mercato con un debutto previsto per il mese di settembre 2019 e prezzi di listino che dovrebbero partire da circa 23mila euro.

Nuova Ford Puma, da sportiva a crossover

C’è stata un’epoca rigogliosa per il settore delle auto più sportive, gli anni ’90: a quei tempi abbondavano le proposte di coupé dall’aria aggressiva e grintosa, schiacciatissime al suolo e con linee agili e audaci.

Chi ha buona memoria ricorderà di certo la Ford Puma, esemplare perfetto della categoria in esame che però ha subito nel tempo un inevitabile declino per il cambiamento dei gusti e delle esigenze della mobilità, fino ad essere soppiantata  da modelli di genere totalmente diverso in quella che è stata forse l’evoluzione più significativa degli ultimi decenni per il mercato dell’automobile.

Ford ha voluto rievocare un nome che mantiene intatto il suo fascino e che fa comunque da invitante biglietto da visita per il lancio della Nuova Ford Puma, un modello che va a inserirsi nel segmento in assoluto più vivace sul mercato, cresciuto a dismisura negli ultimi due anni e che le proiezioni di mercato danno ampiamente oltre il 30% di immatricolazioni entro fine 2019. Parliamo ovviamente dei SUV crossover compatti, segmento che Ford ha deciso di aggredire con convinzione andando a colmare una sorta di “gap” presente nella sua gamma.
Mancava infatti, tra la piccola Ford Ecosport e la Ford Kuga, una sorta di anello di congiunzione che desse continuità. Chi un tempo ha amato le monovolume ormai meno richieste potrà però trovare nella Nuova Puma una validissima quanto seducente alternativa.

È stata concepita come modello di estrazione essenzialmente europea e non globale, per cui il suo reparto design ha potuto lavorare senza quei vincoli che un’auto destinata ad una platea più vasta deve rispettare. È infatti risaputo che in Europa sono apprezzate caratteristiche peculiari per gli autoveicoli, quelle che in altri continenti attecchiscono di meno, e ci si è quindi potuti concentrare senza problemi su un design sofisticato, degno di un’auto comunque sportiva e bella da guidare ma con un marcato carattere Premium affiancato ad elementi da GT: nessun compromesso!

Ford Puma è in effetti stata ricavata a partire dalla piattaforma della Ford Fiesta, anche se per darle un’allure più grintosa e che apparisse meglio piantata al suolo rispetto al tipico look da SUV le sue forme sono state spianate, allungandola fino a 4,19 m e facendola crescere anche in larghezza ed altezza.
Ci sono due versioni annunciate: mentre la Titanium sembra virare più esplicitamente su un allestimento da SUV puro per equipaggiamenti ed optional, la ST Line va in direzione decisamente più sportiva, ma in ogni caso parliamo di pacchetti molto sofisticati su un’auto che però assicurerà sorprendente capacità e versatilità di carico, con un bagagliaio “scavato” da ben 456 litri.

Per i motori, l’intramontabile ed affermatissimo diesel di Ford 1.5 da 120 cavalli sarà affiancato dalle varianti a benzina 1.0 3 cilindri da 125 o 155 cavalli ma anche da una versione ibrida con impianto da 48 volt, un segnale importante da parte di Ford verso una sua responsabilizzazione circa le tematiche ambientali di una mobilità più sostenibile.

Dovremo attendere l’autunno per conoscere i listini di questa Nuova Ford Puma che entrerà in commercio entro la fine dell’anno, ma dai segnali pervenuti la curiosità e l’interesse del mercato sembrano già essere in grande fermento: sarà forse per ciò che il nome Puma sa evocare?

Torna Renault Twingo, chic e tutta nuova!

Quando nel lontano 1993 Renault presentò la sua Twingo, furono in molti ad usare il termine “rivoluzione”. La piccola city car infatti sovvertiva tutti gli schemi allora conosciuti, e si presentava come la prima utilitaria cittadina monovolume.
Da allora la Twingo ha fatto tantissima strada e si è evoluta attraverso 3 generazioni, cambiando ogni volta pelle per assecondare le richieste e le esigenze del mercato ma mantenendosi sempre fedele al suo carattere innovativo, il che le ha garantito affermazioni soddisfacenti sui mercati dove è stata proposta: quasi 4 milioni di unità vendute in tutta Europa, poco più di 400mila nella sola Italia.

A 5 anni di distanza dalla sua ultima versione, oggi Renault Twingo cambia ancora, senza stravolgere il suo impianto generale ma con tutti i necessari ritocchi per restare attuale e sulla cresta dell’onda.
Renault Twingo 2019 punta su uno stile all’ultima moda, pensato per attirarsi un pubblico in larga parte giovanile ma anche femminile: non cambiano le dimensioni, con una lunghezza di 3,6 metri che la rende imbattibile nel traffico urbano, ma tanti aspetti concorrono a determinarne la possibilità di fare la differenza.

Le novità di Renault Twingo 2019

Cambia completamente il disegno della mascherina frontale ed anche quello delle prese d’aria laterali, per un aspetto più dinamico e moderno e una linea che si uniforma al “family feeling” vigente del marchio, ma sempre per gli esterni viene proposto ora un pacchetto di personalizzazioni ancora più ricco che accresce lo spirito innovativo della nuova Twingo.
Anche per gli interni viene poi offerta un’ampia possibilità di caratterizzare l’abitacolo secondo i propri gusti, con allestimenti ad accessori dedicati ed una inalterata, sorprendente capacità di carico.

Dove però la Nuova Twingo punta a conquistare ancora più consensi è sul fronte di chi apprezza e non sa fare a meno delle più avanzate dotazioni tecnologiche: non si è puntato solo sui ritocchi di stile accorti e ben riusciti, ma anche su una strumentazione di bordo che include ad esempio il sistema Renault Easy Link, interfaccia multimediale gestita tramite touchscreen da 7″ che assicura la connessione con Apple CarPlay e Android Auto, ottenendo inoltre tutte le informazioni sul veicolo e sulle sue funzionalità (quali infotainment e navigazione) direttamente su smartphone o tablet.
Sono tecnologie da “grande”, alle quali fanno da supporto le migliorie meccaniche e strutturali che esaltano l’agilità di Twingo con un raggio di sterzata di 4,3 metri.

Ci sono due motorizzazioni inedite ad equipaggiarla: la prima è quella 1.0 Sce da 65 cavalli, con cambio manuale ed omologata per essere guidata anche da neopatentati. Si aggiunge quella 0.9 TCe con 95 cavalli, un po’ più grintosa ed in questo caso anche con cambio automatico.
Nella nuova gamma Twingo riscontriamo solo una piccola mancanza: non c’è infatti, come in precedenza, una versione alimentata a GPL, che viene compensata dal mantenimento nei listini di una vecchia versione in allestimento Generation spinta da motore GPL TCe da 90 cavalli: vedremo se basterà!

SF90 Stradale è la prima Ferrari ibrida plug-in

Per celebrare i suoi 90 anni di storia il Cavallino rampante Ferrari ha voluto dimostrare estrema consapevolezza della nuova era verso la quale il mondo dell’automobile si sta incamminando a passo più che spedito.
Per quanto dietro di sé abbia un glorioso passato ed una storica tradizione legata sia alle auto da corsa che a quelle di serie, è giunto anche per Ferrari il momento di proporsi al mercato con la prima vettura ibrida nella sua gloriosa epopea: la Ferrari SF90 Stradale è il simbolo di quanto a Maranello sappiano correre e mantenersi al passo con un mondo che cambia a velocità impressionanti.

Il suo nome omaggia proprio l’anniversario di questo anno 2019, ma ricorda anche quello dell’attuale monoposto di Formula 1, mentre sotto le sue linee scolpite trovano alloggio un motore endotermico da 8 cilindri e ben 3 propulsori elettrici, che assommati raggiungono l’iperbolica cifra di 1000 cavalli!
La Ferrari SF90 Stradale è una vettura di certo molto estrema, senza dubbio una di quelle che nascono da un progetto che vuole esprimere potenza e fascino con soluzioni mai viste in precedenza.
Le quattro ruote motrici sono di prammatica per riuscire a sfogare a terra in tutta sicurezza l’enorme potenza a disposizione, mentre il telaio è stato oggetto di una progettazione peculiare che ha abbinato la fibra di carbonio a nuove leghe in alluminio, un accorgimento indispensabile per compensare il grosso carico di peso supplementare dovuto ai motori elettrici.

L’aria è quella da supercar molto muscolosa e non più da berlinetta, del resto è una belva a tutti gli effetti e le proporzioni dovevano per forza di cose andare fuori dall’ordinario. Anche nell’abitacolo inoltre la SF90 Stradale si presenta con aspetti rivoluzionari, si pensi al volante che appare direttamente derivato da quello della Formula 1 con numerosi comandi touch; spicca persino la presenza di uno schermo curvo come display che permette di tenere gli occhi fissi sulla strada, enfatizzando uno degli slogan con i quali è stata presentata la vettura: EOTR-HOTS, Eyes On The Road-Hands On The Steering.

Nessun aspetto della vettura ha ricevuto meno del 100% di cure, attenzioni ed ingegnosità, per offrire un vero gioiello di tecnica, tecnologia e design capace di incarnare in toto la filosofia Ferrari.
Il design interno è futuristico e include sedili sportivi di ultima generazione, il quadro comandi è sbalorditivo per la sua capacità di controllare in tempo reale ogni funzione dell’auto e fornire informazioni sul percorso ma persino di memorizzare le abitudini di guida. Il rischio di perdere il controllo di tanta potenza è minimizzato dal sistema elettronico che include il ripartitore di coppia, che aiuta a raggiungere il limite ottimizzando la potenza erogata su ciascun asse, mentre il cambio automatico di nuovissima concezione è estremamente fluido ed è il più veloce nella cambiata mai prodotto da Ferrari.
Il prezzo della Ferrari SF90 Stradale ancora non è stato reso noto ma è trapelato che si aggirerà intorno ai 600mila €, una cifra che non stupisce soprattutto se si considera che in genere le Ferrari vengono vendute solo su prenotazione e a selezionatissimi clienti.

Nuova Peugeot 208 punta a stravolgere il mercato

È senza ombra di dubbio la novità più attesa dal mercato dell’automobile in questo finale di 2019 la nuova generazione di Peugeot 208, veicolo sul quale tecnici, progettisti e designer del marchio francese hanno concentrato tutti i loro sforzi per un motivo molto semplice: 208 è la Peugeot più venduta, e deve mantenere questa leadership magari rosicchiando qualcosa alle dirette rivali.


I suoi obiettivi sono elevati ed ambiziosissimi, senza compromessi: la “vera” seconda generazione di Peugeot 208 (non potendosi considerare tale il parziale restyling del 2016) vuole spaccare il suo settore, quello delle berline compatte di segmento B, e lo dichiara senza mezzi termini proponendosi a tutti gli effetti come la prima autovettura di categoria Premium, stando alle dotazioni, che risulterà però accessibile a tutti.
I dispositivi dei quali sarà dotata infatti derivano tutti da modelli di categoria decisamente superiore: non c’è solo il family feeling virtuoso ed elegante ad avvicinare questa nuova Peugeot 208 all’ammiraglia 508, ma anche un equipaggiamento in grado di far impallidire qualsiasi concorrente di pari grado.

Un cambio automatico a 8 rapporti che controlla l’auto in autonomia nel traffico è solo la punta di diamante, ma ci sono a corredo anche il regolatore adattivo di velocità, il mantenimento di corsia, la lettura dei cartelli stradali e molto altro, tutti “aggeggi” tecnologici che di solito si trovano solo su auto di categoria superiore.
Gli interni, poi, sono modernissimi ed in linea con il filone ultra tecnologico che Peugeot sta percorrendo.
Gli schermi sono totalmente digitali, ampi fino a 10″, e l’integrazione con le più comuni interfacce come Apple CarPlay e Android Auto è d’obbligo al pari con la navigazione 3D animata da TomTom.

L’aspetto però sul quale la Nuova Peugeot 208 punta ancora più nettamente per spiazzare e sbalordire il mercato è la sua proposta, in contemporanea assoluta e per la prima volta al mondo, con 3 diversi propulsori. Ci sono i classici benzina 3 cilindri da 1.2 con 75, 100 o 130 cavalli; c’è l’apprezzatissimo turbodiesel BlueHDi 1.5 da 100 cavalli; ma c’è anche, ed è questa la novità assoluta, la Peugeot e-208, spinta da un motore elettrico da 136 cavalli con batteria da 50 kWh che assicura un’autonomia di 450 km a carica completa.
È un debutto carico di significati innegabili questa declinazione 100% elettrica, un passaggio cruciale verso la transizione energetica che Peugeot sta effettuando con estrema convinzione sia dei propri mezzi sia circa la sua necessità.
La ricarica completa da rete domestica richiede 23 ore, ma sfruttando le colonnine di ricarica rapida a 100 kW che pian piano stanno facendo la loro comparsa il “pieno” si ottiene in meno di un’ora.

Tra i motivi che hanno permesso a Peugeot di rendere questa 208 molto accessibile – anche se i listini saranno svelati solo dopo l’estate – c’è sicuramente la comunanza della piattaforma CMP con altri veicoli del gruppo, come la DS3 Crossback o la prossima Opel Corsa. Condividere componenti è infatti la strada più logica e indicata per contenere a monte i costi industriali per qualsiasi progetto, ed in più la CMP è talmente flessibile da ampliare a dismisura le opportunità di dotazioni, a seconda degli allestimenti scelti, senza costi aggiuntivi.

Presentata con grande sfarzo durante l’ultimo Salone di Ginevra, la Nuova 208 può già essere pre-ordinata attraverso uno specifico minisito dedicato, e sarà disponibile nelle Concessionarie Peugeot in autunno inoltrato.
La combinazione di stile così glamour e moderno e la curiosità suscitata dalla variante e-208 la rendono già attesissima!

 

I vantaggi delle auto a metano

C’è un dato a nostro avviso molto significativo che riguarda le immatricolazioni di vetture in Italia e la scelta della loro alimentazione. I dati UNRAE, infatti, ci dicono che su 50 vetture immatricolate, una utilizza il metano come combustibile: nel corso del 2018 sono state 38mila le unità vendute a sfruttare questo carburante, un dato che ha quindi invertito la sua tendenza e si è attestato su valori pari a quelli del 2011.

È la stessa UNRAE a fornirci altri numeri interessanti da analizzare, perché leggendoli si conta che oltre 1 milione di autovetture in Italia sfrutta questo gas compresso per spostarsi, una scelta che presenta un vantaggio duplice, perché oltre a permettere sensibili risparmi sui costi del carburante, garantisce ai più attenti alle tematiche ambientali di circolare in maniera molto più ecologica e sostenibile, riducendo le emissioni di CO2 del 25% in confronto alla benzina ed eliminando le polveri sottili come risultato della combustione.
Il tutto va a beneficio anche del portafogli, perché il metano – noto anche come CNG o Gas Naturale Compresso - risente molto meno delle fluttuazioni del mercato ed ha un prezzo tendenzialmente stabile, ma in più se paragonato alla benzina a parità di km percorsi garantisce un risparmio quantificabile nel 50% sulla scala dei prezzi attuali al distributore!

La diffusione del metano in Italia

In Italia esiste una rete distributiva molto capillare, con oltre 1.200 punti vendita distribuiti sul territorio: un numero destinato a crescere, e che già ci regala il primato europeo. C’è un marchio in particolare che sta puntando su questo tipo di carburante facendone un pilastro della propria strategia: ci riferiamo a Seat, che ha già varato un progetto sperimentale nella città di Barcellona dove vengono raccolti i rifiuti umidi ed organici dei cittadini per essere trasformati in biometano, un combustibile a impatto zero in termini di approvvigionamento e che può rappresentare una grande risorsa per la mobilità sostenibile del futuro.

Ha inoltre suscitato grande interesse il SUV Seat Arona, primo della categoria ed attualmente unico al mondo ad essere alimentato a metano, con ben 400 km di autonomia ai quali si aggiungono i circa 160 garantiti dal piccolo serbatoio complementare di benzina, utile per partenze in condizioni climatiche avverse, ma con una configurazione che non compromette né l’abitabilità né al capacità di carico di Seat Arona.

La strategia di sostenibilità ambientale del marchio in orbita Volkswagen è molto aggressiva e ben delineata, perché nella famiglia trovano già posto i modelli LeonLeon ST e Ibiza con questo tipo di alimentazione, una scelta green che contribuirà a far crescere il numero di vetture spinte dal gas metano nel nostro paese.

Ford Mustang HPP: com’è fatta

Ford Mustang: è sufficiente il nome per scatenare nella nostra redazione un misto di emozioni che vanno dall’esaltazione alla bramosia di possederne o quantomeno guidarne una.
Il suo fascino non accenna a calare, anzi, e da quando è disponibile in Europa nella versione riveduta ed adeguata ai nostri standard ed alle nostre normative, qualche speranza in più ce l’abbiamo.

Tra l’altro i riscontri in termini di vendite stanno pienamente dando ragione a Ford, premiando l’investimento compiuto, perché se si paragonano i primi trimestri dell’anno in corso e di quello precedente balza subito all’occhio un +29% in termini di immatricolazioni, con un miglioramento continuo e costante.

Ford Mustang High Performance Package

Il momento per celebrare la sportiva più venduta al mondo – numeri alla mano, con oltre 100.000 unità acquistate – non poteva che essere questo, per cui il marchio dell’ovale blu ha realizzato una versione High Performance Package presentandola al Salone di New York.
Il suo progetto è stato portato a termine in nemmeno 10 mesi, sfruttando il motore 2.3 EcoBoost più potente e derivato dalla Focus RS, da ben 330 cavalli, che naturalmente è stato sottoposto ad opportune modifiche e adeguamenti.

Le prestazioni della Ford Mustang HPP sono superlative, con velocità di punta pari a 248 km/h ma soprattutto con un equipaggiamento che garantisce la migliore gestione possibile di tutta questa potenza.
Il pacchetto completo va infatti ad includere uno specifico impianto di scarico a 4 uscite, ma anche trucchi che accrescono la tenuta di strada, con sospensioni rinforzate, impianto frenante maggiorato, cerchi da 19″.

La sua connotazione estetico-dinamica è volta ad esaltare al massimo il suo carattere aggressivo, per un modello a 4 cilindri che nasce esattamente a 55 anni di distanza dal debutto della prima Ford Mustang, pronto per essere distribuito sul mercato a partire dall’autunno sia in versione coupé che cabrio.

Nuova Peugeot 208, viaggio verso il futuro!

Il mondo automobilistico, in continua trasformazione per affrontare le sfide proposte in fatto di sostenibilità, ha trovato nella transizione energetica una delle strade più efficaci da percorrere, un’opportunità che un marchio come Peugeot ha scelto di cogliere in pieno.
Lo diciamo perché il Leone francese si è sempre distinto per una costante attenzione riservata alle tematiche ambientali, ed il progetto della Nuova Generazione di Peugeot 208 presentato allo scorso Salone di Ginevra ed in arrivo nelle concessionarie in autunno ne è testimonianza esplicita.

Per la prima volta un veicolo viene offerto sin dal suo lancio con 3 diverse alimentazioni: benzina, diesel oppure 100% elettrica.
Denominata Peugeot e-208, la variante elettrica rappresenta un nuovo modo di interpretare la mobilità sostenibile ed amica dell’ambiente, gettando uno sguardo su un futuro nemmeno troppo lontano, anzi.
È sempre stato di questo tenore il modo di affrontare le sfide della mobilità da parte di questo marchio con oltre 2 secoli di storia alle spalle, proponendo soluzioni tecnologiche all’avanguardia che oggi raggiungono un modo totalmente nuovo di concepire l’auto come mezzo di trasporto e di spostamento. Comfort assoluto, assenza totale di vibrazioni e di rumori, zero emissioni e zero odori dalla combustione, con un’energia pulita ed immediatamente disponibile ad una potenza che non penalizza né le prestazioni né le sensazioni di guida.

A queste caratteristiche la nuova versione della Peugeot 208 aggiunge un rinnovato stile della sua carrozzeria, estremamente giovane e moderno, configurata per risultare attuale nelle sue forme; e un abitacolo ancora più evoluto, nel quale debutta il Peugeot i-Cockpit 3D, uno sviluppo ancora più avanzato di quella plancia che sin dal suo lancio ha rivoluzionato l’esperienza di guida.

A questo sfoggio di tecnica ed estetica la Nuova generazione di Peugeot 208 aggiunge dotazioni sorprendenti in fatto di assistenza alla guida, che la collocano ad un livello 2 di guida autonoma grazie agli avanzatissimi sistemi ADAS.
Nonostante sia esponente di spicco del segmento B, la Nuova 208 ha caratteristiche tali da posizionarla molto in alto nella gamma per soddisfare automobilisti dalle richieste esigenti: a ridosso del suo lancio ne faremo una ulteriore ed ancora più dettagliata disamina!