Come usare al meglio il climatizzatore auto

L’impianto di climatizzazione nelle auto di ultima generazione è molto di più di un semplice optional o di un lusso. È stata infatti riconosciuta da tutte le case automobilistiche la sua valenza come strumento di sicurezza, oltre che di comfort e benessere per tutti gli occupanti del veicolo.

Guidare in condizioni di temperature elevate può infatti compromettere l’attenzione di chi è alla guida generando sonnolenza, mentre un impianto di climatizzazione se correttamente sfruttato e al meglio della sua efficienza aiuta a mantenere elevata la soglia dell’attenzione perché riduce in maniera sensibile la sensazioni di affaticamento.

Guidare in condizioni meteo avverse, invece, come in caso di pioggia o di forte umidità esterna, favorisce la condensa sui vetri e sul parabrezza ed il loro conseguente appannamento. Questa riduzione della visibilità, molto pericolosa sia in orari diurni che notturni, viene evitata con le apposite impostazioni del climatizzatore.

In aggiunta, questo strumento contribuisce al comfort dei passeggeri perché mantiene l’aria dell’abitacolo salubre e libera da pollini o polveri provenienti dall’esterno, il tutto naturalmente a patto di procedere ad una periodica manutenzione degli appositi filtri.

Trucchi per la climatizzazione dell’auto

Per beneficiare al meglio di tutti i vantaggi di un impianto di climatizzazione auto ci sono alcune semplici accortezze che non tutti gli automobilisti conoscono, i quali spesso non sfruttano nella loro reale efficacia tutte le funzioni.
Vediamo insieme alcuni dei trucchi basilari per ottenere il meglio dal climatizzatore auto.

Alla partenza, specie se l’auto si trova sotto il sole, vanno aperti tutti i finestrini anche solo per un minuto per lasciare uscire velocemente l’aria calda dall’abitacolo. Il climatizzatore va attivato in modalità automatica su una temperatura di 20/23° con l’accorgimento di attivare almeno nella fase iniziale del viaggio il ricircolo, perché ciò accelera l’abbassamento della temperatura in quanto l’impianto è messo nelle condizioni di “rielaborare” aria già fredda e non quella esterna più calda.
Dopo aver percorso qualche chilometro sarà possibile disattivare il ricircolo, così da lasciar entrare aria nuova, a meno che non ci si trovi in aree a forte inquinamento.

È poi buona norma, per evitare dannosi sbalzi di temperatura all’uscita dal veicolo, iniziare ad alzare gradualmente quella dell’abitacolo poco prima di giungere a destinazione. In questo modo si minimizzerà l’impatto al momento della transizione, specialmente nei giorni più caldi.

Un altro trucchetto che in pochi conoscono e mettono in atto riguarda l’orientamento delle griglie dei bocchettoni di uscita dell’aria.
Molti fanno l’errore di tenere il flusso alla propria altezza o ancora peggio di indirizzarlo direttamente sulle persone o sul volto: nulla di più scorretto!
In questo viene in aiuto la fisica: l’aria fredda è più pesante dell’aria calda, per cui le griglie vanno puntate verso l’alto. Sarà il peso stesso differente dell’aria a generare il movimento di convezione utile a mantenere l’abitacolo fresco.

A questi accorgimenti aggiungiamo l’ultimo, forse il più importante di tutti: la manutenzione ed il regolare controllo dell’impianto di climatizzazione auto sono operazioni da compiere con cadenza periodica e senza deroghe, e sempre presso centri autorizzati. L’ideale sarebbe rivolgersi a quelli della rete ufficiale di assistenza di ciascun singolo marchio, perché sono gli unici a conoscere i giusti piani di manutenzione dell’auto e a possedere tecnologie e procedure più indicate per un perfetto intervento.

Questi semplici consigli sono validi per tutto l’anno, ma mantenere il sistema di climatizzazione auto in buone condizioni permette di sfruttarlo con ancora maggiori vantaggi durante i mesi estivi.

Cosa sono e a cosa servono gli ADAS

Si sente parlare con sempre maggiore insistenza, nelle descrizioni e nelle presentazioni di nuovi modelli di automobili, di sistemi ADAS. Che cosa significa esattamente questa sigla, e quali benefici apporta alla guida la presenza dei sistemi ADAS?
Ne parliamo nella maniera il più possibile esaustiva in questo articolo.

Scopri cosa sono gli ADAS e come funzionano

Chiariamo subito: la sigla ADAS sta per Advanced Driver Assistance Systems, e rappresenta la dimostrazione del continuo progresso tecnologico che interessa il mondo dell’automobile. Sono ausili elettronici messi a disposizione del guidatore in pacchetti più o meno completi, e che includono dispositivi pensati per incrementare sia il comfort di guida che i livelli di sicurezza al volante.

Sistemi ADAS

Quali sono i principali ADAS?

Gli ADAS, ossia i sistemi avanzati elettronici più diffusi, includono ad esempio l’avviso di cambio corsia, il cruise control adattivo, la frenata automatica di emergenza, i sensori di parcheggio, la retrocamera per l’angolo cieco.
Tutti sono studiati per ridurre al minimo i rischi di incidenti, incrementando la sicurezza attiva e passiva, ma come vedremo anche per rendere più piacevole e confortevole l’esperienza di guida, agevolando la vita a bordo dell’automobile e gratificando chi è al volante.

Avviso di collisione

Ormai presente anche a bordo delle city car per chi ha un budget più ristretto, l’avviso di collisione sia frontale che posteriore è di certo uno dei sistemi ADAS più apprezzati: radar o videocamere a seconda dei modelli riconoscono ostacoli o situazioni di pericolo poste in traiettoria ed avvisano il guidatore con un segnale acustico. Ne è ad esempio equipaggiata di serie una vettura di successo del segmento B come la Nuova Peugeot 208.

Mantenimento della carreggiata

È sbalorditiva invece la funzione relativa al mantenimento della carreggiata. Il computer di bordo interagisce con le telecamere e i radar, legge e analizza i dati che riceve interpretando le linee di demarcazione della carreggiata e avvisando il guidatore nel caso di invasione della corsia adiacente.
È particolarmente utile in autostrada, dove se non si è preventivamente attivato l’indicatore di direzione in fase di sorpasso l’ADAS interviene e segnala al situazione di pericolo. Ne esiste anche una versione più avanzata, il Lane Keeping System, che non si limita all’avviso acustico ma riporta gradualmente il veicolo nella giusta traiettoria scongiurando collisioni con auto che viaggiano su carreggiate adiacenti.

Cruise Control adattivo

Chiamato anche ACC, Il Cruise Control Adattivo fa riferimento al controllo della velocità: permette a seconda della strada percorsa e delle condizioni di scorrevolezza di impostare la distanza di sicurezza e la velocità di crociera.
A quel punto l’auto regolerà velocità e frenate in base alle condizioni di traffico, consentendo una guida più rilassata ma lasciando sempre la possibilità di intervenire, con la situazione sotto controllo.

Auto a rischio zero: obbligo degli ADAS

A partire dal maggio 2022 tutte le nuove auto omologate dovranno avere di serie alcuni ADAS obbligatori, tra i quali proprio la frenata di emergenza e gli altri che abbiamo descritto, oltre a molti altri ancora.
Questo nuovo Regolamento, valido a livello europeo, è stato stilato al fine di prevenire e ridurre incidenti stradali: l’unico obiettivo è abbassare drasticamente il numero di vittime della strada e feriti tutelando i passeggeri e tutti gli altri utenti.
È previsto da parte dell’Unione Europea un plafond di 450 milioni di euro volto a favorire la collaborazione degli stati membri ed evitare l’aumento dei prezzi dei veicoli.

Bulli Volkswagen, un mito ora in versione elettrica

Uno dei più iconici simboli degli anni ’60, vero punto di riferimento per tutta una irriducibile generazione di hippies, è il mitico furgoncino Bulli di Volkswagen. Parliamo di un modello storico, un van che per più di una generazione ha rappresentato evasione, condivisione e libertà di vagare senza meta alla ricerca di avventure o più semplicemente di spensieratezza.

Volkswagen e-Bulli

Oggi il marchio tedesco recupera un T1 Samba prodotto nel 1966 e in collaborazione con la connazionale eClassics lo restaura in una nuova veste regalandoci un mitico Bulli in versione ecosostenibile e green perché elettrico.
L’azienda eClassics è esperta proprio nelle conversioni di veicoli, e per questo modello ha sciorinato tutte le sue competenze per un processo di retrofit (ossia, l’applicazione di tecnologie attuali ad un modello di impronta classica) realmente sensazionale.

Il motore elettrico del nuovo e-Bulli Volkswagen

La rivoluzione vera e propria sta nella rimozione del motore originale, un boxer a 4 cilindri da 44 cavalli, che è stato sostituito con un propulsore elettrico Volkswagen da 83 cv con motricità sull’asse posteriore ed alimentato da una batteria agli ioni di litio da 45 kWh montata sul pianale, che garantisce 200 km di autonomia.
Questo motore permette di raggiungere una velocità massima autolimitata di 130 km/h, mentre la ricarica avviene tramite corrente continua (bastano 40 minuti per arrivare all’80%) oppure alternata fino a 22kW. Il propulsore che spinge questo e-Bulli è silenziosissimo e confortevole per il guidatore, che può beneficiare anche di una fluida trasmissione ad una sola velocità.

Design retrò e nostalgico

La mutazione genetica di questo e-Bulli non ne ha stravolto l’estetica, perché ciò avrebbe significato tradire il progetto originario: si tenga conto che oggi un Bulli originale raggiunge, sul mercato delle auto d’epoca, quotazioni fantascientifiche che dipendono anche dallo stato di conservazione, ed alcuni collezionisti sono pronti a valutarne uno anche 250mila euro: sono cifre in genere riservate alle auto sportive!
Niente male per un semplice furgoncino che all’epoca nacque sullo stesso telaio del Maggiolino Volkswagen sull’onda del travolgente successo planetario del più noto veicolo del marchio tedesco.
Gli esterni sono stati semplicemente modernizzati, applicando una finitura bicolore arancio e dorata dall’impronta fortemente vintage sulla quale sono stati innestati dettagli di stile e fari e fanali a LED.

Sono gli interni ad aver subito il restyling più profondo e consistente, perché pur mantenendosi fedele alla classica impostazione ad 8 posti, eClassics ha creato un abitacolo elegante dal sapore vagamente retrò, introducendo materiali pregiati quali la pelle o il legno.
Anche il cruscotto è stato rivisto richiamando forme e linee di quello tradizionale ma inserendo come d’obbligo una strumentazione digitale che permette di gestire tutte le informazioni sul veicolo, specie per quanto riguarda la carica e l’autonomia, oltre a tutti gli apparati di connessione dell’era moderna.

Non siamo certo di fronte a una novità destinata a generare grandi numeri di vendita, anche perché il prezzo di partenza non è alla portata di tutti essendo fissato a sui 64.900 €, ma la consideriamo una lodevole iniziativa di Volkswagen per sensibilizzare il mercato nei confronti della propulsione elettrica sfruttando come “strumento” di persuasione un modello che suscita tanta nostalgia ed emozioni positive.

Nuova Toyota Yaris 2020, rivoluzione ibrida

Con il suo progetto e la sua prima serie Toyota Yaris sin dal 1999 ha saputo rappresentare un vero crack all’interno del segmento B, facendo da clamoroso traino al prestigio di tutta la gamma del marchio giapponese.
A oltre 20 anni di distanza, dopo aver scavallato il millennio mantenendo sostanzialmente inalterato l’apprezzamento da parte del grande pubblico, Toyota Yaris arriva in questo 2020 alla sua quarta generazione, che sarà disponibile nelle concessionarie italiane a partire dal mese di giugno.

Le prerogative perché questa Yaris nuova serie 2020 metta ancor di più in atto un autentico game-changing ci sono tutte, perché i suo sistema Full Hybrid Electric fisserà nuovi standard di riferimento in termini di consumi e di emissioni senza che questo vada minimamente a penalizzare il divertimento alla guida.
Rispetto alle vetture dei diretti concorrenti generalisti, la Nuova Yaris 2020 va in controtendenza: il suo aspetto è più compatto rispetto alla precedente versione, e dà l’idea di maggiore sportività con la revisione delle dimensioni che la fanno apparire più schiacciata al suolo, con un cofano imponente e un frontale aggressivo.
Il cambio di passo, anche nelle linee della carrozzeria, è evidentissimo, forse il più marcato mai impresso da Toyota ad un modello di successo, e ciò testimonia anche la fiducia riposta nel progetto specie perché è in arrivo anche un SUV compatto che riprende lo stesso concept.

L’abitacolo della Nuova Yaris 2020

Gli interni della Nuova Yaris 2020 si presentano spaziosi ed accoglienti, con una postazione di guida che è stata ritoccata per migliorarne l’ergonomia, mentre l’assemblaggio complessivo dei materiali ed il loro design sono convincenti sotto ogni aspetto: gli ingombri sono ridotti e le finiture colpiscono per il loro pregio. È stata dedicata estrema attenzione allo sviluppo di questo aspetto della Nuova Yaris per garantire a tutti i passeggeri il giusto spazio e anche per consentire a chi è alla guida di avere sempre tutto sotto controllo sul nuovo quadro strumenti, senza inutili distrazioni.

Il motore della Nuova Yaris Hybrid

Nonostante la Toyota Yaris abbia fatto da vera apripista a livello mondiale per l’introduzione della tecnologia Full Hybrid nel segmento B, evento che risale al 2012, oggi il nuovo progetto non è proposto come una evoluzione adeguata di tale criterio ma come qualcosa di totalmente nuovo, una motorizzazione ibrida di quarta generazione che va a combinare un eccellente 3 cilindri 1.5 da 91 cavalli con un nuovo propulsore elettrico da 79 cv che permette un maggiore dinamismo all’intero sistema.

Oltre ad aver reso più leggera la batteria, Toyota ha fatto in modo che il motore erogasse maggiore potenza beneficiando inoltre di un’accresciuta autonomia: si pensi che nel traffico urbano è possibile utilizzare per l’80% del tempo la sola trazione elettrica!

Nuova Toyota Yaris 2020

Nuova Yaris, quadro d’insieme promettente

Ci sono alcuni numeri a rendere questa city car un probabile oggetto del desiderio di tantissimi automobilisti urbani, come ad esempio i 30 km di percorrenza dichiarati con 1 litro di benzina, la velocità massima di 130 km/h in modalità zero emissioni, la riduzione delle emissioni fino a 64 g/km di CO2, il tutto su un veicolo che è una soluzione razionale e intelligente con dei costi di gestione anche per il carburante abbattuti in maniera sensibile.
La Nuova Yaris è tuttavia anche capace di dare belle sensazioni alla guida per la sua meccanica particolarmente curata che permette un’eccezionale precisione dell’inserimento in traiettoria, in entrata come in uscita dalle curve.

Il potenziale di questa Nuova Toyota Yaris 2020 si prospetta dunque molto elevato, con maggiore rigidità complessiva senza penalizzare il comfort e la precisione dello sterzo che risulta molto reattivo assecondando la vivacità del motore del tutto superiore alle aspettative considerata la propulsione ibrida.
Sarà quasi certamente una delle super protagoniste sul mercato nella seconda metà del 2020!

Peugeot Landtrek, un pick-up di grande sostanza

L’internazionalizzazione della gamma Peugeot, un processo attivo e vivace e in pieno svolgimento, passa anche attraverso modelli che se in alcune zone del pianeta vengono difficilmente presi in considerazione per la loro ridotta attitudine, trovano invece sbocchi consistenti in determinate aree, sulla base degli appositi studi di mercato.

Ne è un esempio lampante il nuovissimo Peugeot Landtrek, un pick-up che andrà a soddisfare tutti i requisiti fondamentali di questo settore da alcuni ritenuto di nicchia, ma che è invece per molti professionisti un vero punto di riferimento soprattutto per le condizioni nelle quali si trovano a lavorare.
Per queste ragioni, il Peugeot Landtrek sarà inizialmente commercializzato, entro la fine di questo 2020, solo in America Latina e nell’Africa subsahariana, due territori di elezione per le sue caratteristiche uniche.

Peugeot ha usufruito per la sua progettazione della collaborazione di diversi partner internazionali da tutti i continenti, giungendo così ad un modello totalmente nuovo nel suo segmento ed in linea con gli standard più avanzati. Parliamo di un mezzo da lavoro funzionale, robusto e resistente, che però ben si presta ad attività off-road durante il tempo libero e che non viene meno a istanze stilistiche ben precise e definite che lo caratterizzano in maniera innovativa, proponendolo con un design molto deciso.

Il suo aspetto si integra alla perfezione negli attuali codici del marchio francese, con un’imponente calandra verticale, firma luminosa ed ispirazione complessiva che riprende numerosi aspetti di altre versioni di serie ottimizzandoli ed irrobustendoli, per un efficace utilizzo in qualsiasi condizione, anche la più estrema.

La capacità di carico è uno degli altri punti a favore del Peugeot Landtrek, veicolo che va incontro a chi abbia consistenti necessità di trasporto offrendo il più spazioso cassone del suo segmento, oltre ad un cospicuo numero di accessori per la personalizzazione delle diverse configurazioni di carico.

Eppure in termini di comfort non manca nulla nemmeno a bordo, all’interno dell’abitacolo, che è stato progettato per essere modulare al massimo anche sfruttando l’ampiezza: gli acquirenti potranno scegliere la configurazione che meglio li soddisfa, ma avranno comunque ampio spazio di manovra per modificare l’assetto a seconda del numero di passeggeri o del carico da trasportare, per degli interni di prestigio che ripropongono numerose delle soluzioni viste sulle Peugeot di serie più in alto nella gamma degli allestimenti.

Infine, la gamma delle motorizzazioni, che ovviamente risponde a richieste abbastanza estreme considerata la mole del veicolo e gli usi ai quali è destinato.
Si potrà optare per il diesel 1.9 da 150 cavalli con cambio manuale GeTrag a 6 rapporti ed una rumorosità molto contenuta, oppure per il benzina sovralimentato da 2.4 con turbocompressore che eroga 210 cavalli.

La polivalenza di questo pick-up Peugeot gli consente di essere a proprio agio in qualsiasi condizione, e si rivelerà per i professionisti un partner estremamente solido!

DS3 Crossback E-Tense, il futuro elettrico

Il piacevole silenzio che deriva dalla guida di un’auto elettrica è solo una delle componenti di questa inevitabile rivoluzione, anzi transizione energetica che il Gruppo PSA ha messo in atto su tutti i veicoli della sua gamma, a partire dalla Nuova Peugeot 208.
Questo sguardo lanciato su un futuro elettrificato dell’automobile coinvolge anche il brand di lusso del gruppo, quello denominato DS, che ha presentato la DS3 Crossback E-Tense come brillante soluzione di stile ispirato all’haute–couture applicata all’automotive.

Il vantaggio di aver progettato una comune piattaforma multienergia capace di accogliere sia veicoli dal motore tradizionale che elettrici è evidente, perché consente di razionalizzare i costi e di offrire soluzioni articolate e convincenti: l’autonomia dichiarata per la DS3 Crossback E-Tense è di 320 km a piena carica secondo il ciclo di omologazione WLTP, con batterie che possono essere ricaricate in soli 30 minuti all’80% se collegate a colonnine da 100 kWh, mentre per la ricarica domestica servono circa 5 ore.
La libertà di movimento e il piacere di viaggiare rappresentano il fulcro di questa delicata strategia che ha compreso la direzione intrapresa dal mercato verso l’elettrificazione, anche se è presto per stabilire in quanto tempo e con quali volumi di adegueranno le richieste degli acquirenti.

Le virtù della DS3 Crossback E-Tense

Motore 100% elettrico non vuol dire oggi in nessun caso rinunce, ed al volante di questa DS lo si comprende al volo perché si scopre un’efficienza energetica di primissimo livello, supportata da una potenza di 136 cavalli. Non si scende a compromessi e non si rinuncia a nulla nemmeno in termini di abitabilità, perché la piattaforma consente di integrare al meglio le batterie senza sottrarre spazio ai passeggeri, e ci si sposta in totale assenza di rumori o vibrazioni scoprendo un comfort di viaggio inedito.
L’isolamento acustico è quello già assicurato dalla versione tradizionale DS3 Crossback, come abbiamo visto in un nostro precedente articolo, ma naturalmente la propulsione elettrica contribuisce a renderlo ancora più efficace, permettendo tra l’altro di scegliere 3 modalità di guida a seconda dei gusti e delle situazioni: Eco, Comfort e Sport, con quest’ultima che accresce all’istante la coppia e regala inattese soddisfazioni, il tutto in totale libertà di spostarsi dove e quando si vuole anche in presenza di blocchi della circolazione per motivi ambientali.

Tanto sfoggio di tecnologia fa il paio con degli interni se possibile ancora più sofisticati, ricchi di dettagli raffinati e sobri e con una gamma di materiali, sellerie e tinte in grado di soddisfare anche i più esigenti.
È uno sguardo fiducioso gettato sul futuro, perché la mobilità non può essere insensibile alle tematiche ambientali, ed un simile sforzo conferma la consapevolezza di tutto il Gruppo PSA in materia.

La dinamica ascesa 100% Made in Italy di Lamborghini

Una grande passione, estrema competenza nel settore, e il desiderio di costruire sempre grandi auto. È questa la sintesi della filosofia Lamborghini, e c’è una frase storica di Ferruccio Lamborghini che testimonia l’impegno e lo “status”, ancora oggi, della casa di Sant’Agata Bolognese: “Questo è stato il momento in cui ho finalmente deciso di creare un’auto perfetta”.

In realtà è possibile dire che negli ultimi 4 anni Lamborghini ha saputo crescere soprattutto in immagine, proponendosi come un brand ben identificabile e posizionato strategicamente, al quale in molti ora iniziano a guardare come esempio anche all’interno dello stesso gruppo Volkswagen di cui fa parte.
C’è stato un processo inarrestabile di ascesa sotto l’aspetto della credibilità, corroborato dai risultati, sin da quando nel marzo del 2016 Stefano Domenicali ha assunto il ruolo di presidente e amministratore delegato di Lamborghini, senza la minima intenzione di trasferire qualcosa della sua esperienza ben nota in Ferrari nell’azienda bolognese, ben consapevole della profonda differenza tra i due brand.
Di certo le conoscenze gli sono tornate utili, ma sono state applicate per raggiungere una nuova dimensione più sportiva, dinamica e giovanile anche grazie all’abbassamento dell’età media dei dipendenti.

Oggi dagli stabilimenti Lamborghini escono circa 40 auto prodotte al giorno, distribuite tra Urus, Huracan e Aventador, mentre le vendite si sono assestate sulle oltre 8.000 unità all’anno. È evidente che si tratti di una nicchia di mercato, ma di una nicchia importante che ha mutato assetto pur mantenendosi fedele ai criteri del suo DNA.

Il successo del SUV Lamborghini Urus

Prima di questa era l’azienda bolognese sembrava quasi “fossilizzata” sul suo ruolo di esemplare esponente dei migliori esercizi tecnici e stilistici, senza guardare oltre. Oggi invece Lamborghini riesce ad intercettare i favori e gli apprezzamenti anche di un pubblico più giovane e dinamico, e ne è il migliore esempio il successo di Lamborghini Urus, il primo SUV mai prodotto dal marchio.

In tantissimi erano diffidenti su questa scelta, considerata troppo avventata se confrontata con i trascorsi storici aziendali, eppure basti sapere che 3 acquirenti su 4 della Lamborghini Urus sono al loro primo approccio con la casa. Ciò significa aver attirato la curiosità al punto da acquisire nuovi clienti rispetto a quelli tradizionali: se non è una strategia vincente questa…

Grazie a questa felice intuizione la casa ha saputo aprirsi un nuovo sbocco sul mercato, componente essenziale di un successo che orgogliosamente ostenta la sua matrice al 100% italiana, un vero valore assoluto da queste parti.

Con DS3 Crossback il lusso è accessibile

Citroën DS3 Crossback è un piccolo SUV compatto ma di categoria Premium provvisto di un’identità stilistica elegante, moderna e accattivante, ma che nasconde sorprese tecnologiche da vera prima della classe.


È un autentico simbolo di lusso e di eccellenza motoristica declinato alla francese, che con il suo design del tutto peculiare va a rompere gli schemi già noti del segmento grazie a linee raffinate e sinuose che raramente si vedono su auto di pari categoria, il tutto esaltato dall’impiego di materiali più pregiati del consueto e da una maniacale cura per i singoli dettagli che la rendono un punto di ispirazione al quale guardare come riferimento per l’avanguardia dello stile, delle prestazioni ma anche del comfort di bordo.

Linea e abitacolo della DS3 Crossback

Questo modello incarna tutto lo spirito del brand “di nicchia” DS all’interno del Gruppo PSA, distintivo nelle sue linee fluide ma che lo fanno comunque apparire maestoso a partire dall’ampio frontale che si sviluppa poi in una carrozzeria finemente scolpita nella quale fari anteriori e posteriori sono come incastonati, quasi fossero dei gioielli, e contribuiscono all’identità complessiva del veicolo.

Gli interni e l’abitacolo tutto della DS3 Crossback viaggiano nel futuro con un quadro strumenti totalmente digitale e una plancia derivata da quella della lussuosa sorella maggiore DS7 Crossback: tutto è progettato per essere comodo ed avvolgente, in materiali di alta qualità e con tecnologie volte ad esaltare il comfort, basti pensare al riscaldamento ed alla regolazione elettrica dei sedili ma anche all’impeccabile insonorizzazione dell’abitacolo ottenuta attraverso speciali stratagemmi per le lamiere e i vetri ma anche con un estrattore d’aria appositamente disegnato.

I motori di DS3 Crossback

Il pacchetto dei propulsori disponibili è molto ben assortito, e se i benzina PureTech sono disponibili in versioni 1.2 3 cilindri da 100, 130 o 155 cv, per i diesel BlueHDi ci sono versioni da 100 o 130 cv: tutte si distinguono per l’efficienza e il basso impatto ambientale anche ad elevati regimi, in special modo quando coniugate con il cambio automatico EAT8.

In sintesi si può riassumere che questo spazioso SUV rappresenta una validissima alternativa a proposte di pari segmento di categoria Premium, per il concorso tra prestazioni soddisfacenti ed appaganti erogate da tutti i motori della gamma e un carattere spigliato e deciso sia delle linee esterne che di un abitacolo moderno, impreziosito da una strumentazione digitale di primissimo livello. Il cruscotto è infatti innovativo nel design ma anche nella completezza di tutte le funzioni di infotainment e di assistenza alla guida, che mettono il guidatore in condizioni di estrema sicurezza.

Lo stop alla produzione di Fiat 124 Spider

Una decisione che ci rattrista, ma che era nell’aria da qualche tempo, si è concretizzata in questi giorni e riguarda la Fiat 124, un modello di nicchia che ha rappresentato un piccolo sogno ma per un periodo di tempo limitato.

Ricorderete probabilmente il nostro entusiasmo quando abbiamo parlato della Spider Fiat 124 al momento della sua presentazione, ma ora esce di scena e viene sospesa la produzione per questo modello nato dalla collaborazione di FCA con Mazda, appena 4 anni dopo la sua presentazione ufficiale al Salone di Los Angeles nel 2015.
L’obiettivo del suo ambizioso progetto era rinverdire i fasti della storica 124 Sport Spider del 1966 disegnata da Pininfarina, con la suggestione di offrire nuovamente al pubblico una cabrio a marchio Fiat nonostante fosse realizzata sulla piattaforma della Mazda Mx-5 e assemblata negli stabilimenti giapponesi. Le iniziali intenzioni di Sergio Marchionne prevedevano in realtà di proporla come spider a marchio Alfa Romeo quale tassello della strategia di rilancio del marchio, ma la decisione di non delocalizzare la produzione dei nuovi modelli del Biscione trattenendola in Italia ha fatto virare su questa conversione, capace di rievocare le linee della storica 124 in special modo per le gobbe sul cofano e per l’accenno di “coda di rondine” sul posteriore.

Fiat è però un marchio generalista che punta al mercato di massa, e la vendita di soli 4.000 esemplari in totale, includendo anche la speciale versione più “cattiva” Abarth 124, ha decretato a conti fatti l’abbandono del sogno.
Le caratteristiche per incuriosire c’erano tutte, anche per la sua meccanica studiata ad hoc con il motore 1.4 Twinair Turbo da 140 cavalli e con una specifica taratura di sospensioni e sterzo pensata per esaltare una guida brillante, ma il mercato non ha risposto come ci si aspettava.

Lo stop alla produzione non implica però l’interruzione delle vendite, anzi: sui piazzali delle Concessionarie Fiat in tutta Italia sarà facile imbattersi in esemplari invenduti della 124 Spider, il cui smaltimento verrà di certo incentivato con prezzi molto appetibili e la prevedibile immatricolazione di molti di essi come offerte a km zero, con prezzi ancora più allettanti.
Non deve scoraggiare la motorizzazione non in line con il nuovo standard Euro 6d-Temp per le emissioni, perché al momento non sono all’orizzonte specifiche restrizioni. Chi è alla ricerca di uno spassoso “giocattolo” da esibire e può permetterselo, oppure ne ha bisogno perché coinvolto in competizioni sportive, potrà di certo trovare occasioni e promozioni molto interessanti.

Tutta la grinta di Nuova Abarth 595 Pista

La gamma delle Abarth 595 è estremamente composita, studiata per offrire un diverso ventaglio di opzioni a chi proprio non sa fare a meno del caratteristico rombo emesso dalle sue elaborazioni, forse le più famose al mondo.

Oggi ci soffermiamo sulla Nuova Abarth 595 Pista, che va ad aggiungersi alle altre varianti quali la 595 Competizione proponendosi in una veste molto sbarazzina, con performance di alto livello, e rivolgendosi in special modo ai più giovani appassionati delle auto dello Scorpione.
Questa Nuova Abarth 595 Pista si distingue per la nuova tinta Grigio Opaco per un look moderno e impreziosito dai dettagli in verde fluo che rifiniscono specchietti, paraurti e coprimozzo. Il suo look ha l’obiettivo di risultare se possibile ancora più sportivo delle sue “sorelle”, offrendo divertimento e soddisfazione già al primo sguardo, ma come ovvio anche gli interni sono stati elaborati per emozionare.
La plancia color grigio opaco vuole richiamare esattamente il colore dell’asfalto, mentre per le sellerie sono state studiate nuove finiture ancora più seducenti.

Un motore entusiasmante

Ciò che maggiormente colpisce della Abarth 595 Pista è però ciò che accade quando si gira la chiavetta dell’accensione e si inizia a pigiare sull’acceleratore.
Parte all’istante quel graffiante rumore, unico e inconfondibile, che al salire dei giri si fa sempre più aggressivo e stimolante: dietro a tanta potenza (165 cavalli) ci sono una nuova turbina Garrett ma anche lo scarico Record Monza Attivo, per un turbo maggiorato che innalza la velocità di punta fino a 218 km/h e che assicura divertimento e soddisfazioni, il tutto da gestire in un abitacolo votato alla sportività con volante tagliato e possibilità di intervenire sulla coppia massima.

Come ovvio, per essere al passo coi tempi e non deludere i più giovani, la 595 Pista è equipaggiata con il meglio oggi disponibile in fatto di connettività. Sul display da 7” si gestisce il sistema Uconnect HD di serie, con navigatore, radio digitale DAB e l’immancabile interfaccia con Android Auto e Apple CarPlay.
In più, con Abarth Telemetry, una app dedicata e integrata, si possono misurare e tenere d’occhio le proprie prestazioni.

Super connessa per il massimo del divertimento, la Abarth 595 Pista permette di gestire tutte queste funzioni in maniera intelligente e sicura senza mai staccare le mani dal volante o distogliere gli occhi dalla strada.
Le emozioni sono assicurate con questa compatta sportivissima!