Bulli Volkswagen, un mito ora in versione elettrica

Uno dei più iconici simboli degli anni ’60, vero punto di riferimento per tutta una irriducibile generazione di hippies, è il mitico furgoncino Bulli di Volkswagen. Parliamo di un modello storico, un van che per più di una generazione ha rappresentato evasione, condivisione e libertà di vagare senza meta alla ricerca di avventure o più semplicemente di spensieratezza.

Volkswagen e-Bulli

Oggi il marchio tedesco recupera un T1 Samba prodotto nel 1966 e in collaborazione con la connazionale eClassics lo restaura in una nuova veste regalandoci un mitico Bulli in versione ecosostenibile e green perché elettrico.
L’azienda eClassics è esperta proprio nelle conversioni di veicoli, e per questo modello ha sciorinato tutte le sue competenze per un processo di retrofit (ossia, l’applicazione di tecnologie attuali ad un modello di impronta classica) realmente sensazionale.

Il motore elettrico del nuovo e-Bulli Volkswagen

La rivoluzione vera e propria sta nella rimozione del motore originale, un boxer a 4 cilindri da 44 cavalli, che è stato sostituito con un propulsore elettrico Volkswagen da 83 cv con motricità sull’asse posteriore ed alimentato da una batteria agli ioni di litio da 45 kWh montata sul pianale, che garantisce 200 km di autonomia.
Questo motore permette di raggiungere una velocità massima autolimitata di 130 km/h, mentre la ricarica avviene tramite corrente continua (bastano 40 minuti per arrivare all’80%) oppure alternata fino a 22kW. Il propulsore che spinge questo e-Bulli è silenziosissimo e confortevole per il guidatore, che può beneficiare anche di una fluida trasmissione ad una sola velocità.

Design retrò e nostalgico

La mutazione genetica di questo e-Bulli non ne ha stravolto l’estetica, perché ciò avrebbe significato tradire il progetto originario: si tenga conto che oggi un Bulli originale raggiunge, sul mercato delle auto d’epoca, quotazioni fantascientifiche che dipendono anche dallo stato di conservazione, ed alcuni collezionisti sono pronti a valutarne uno anche 250mila euro: sono cifre in genere riservate alle auto sportive!
Niente male per un semplice furgoncino che all’epoca nacque sullo stesso telaio del Maggiolino Volkswagen sull’onda del travolgente successo planetario del più noto veicolo del marchio tedesco.
Gli esterni sono stati semplicemente modernizzati, applicando una finitura bicolore arancio e dorata dall’impronta fortemente vintage sulla quale sono stati innestati dettagli di stile e fari e fanali a LED.

Sono gli interni ad aver subito il restyling più profondo e consistente, perché pur mantenendosi fedele alla classica impostazione ad 8 posti, eClassics ha creato un abitacolo elegante dal sapore vagamente retrò, introducendo materiali pregiati quali la pelle o il legno.
Anche il cruscotto è stato rivisto richiamando forme e linee di quello tradizionale ma inserendo come d’obbligo una strumentazione digitale che permette di gestire tutte le informazioni sul veicolo, specie per quanto riguarda la carica e l’autonomia, oltre a tutti gli apparati di connessione dell’era moderna.

Non siamo certo di fronte a una novità destinata a generare grandi numeri di vendita, anche perché il prezzo di partenza non è alla portata di tutti essendo fissato a sui 64.900 €, ma la consideriamo una lodevole iniziativa di Volkswagen per sensibilizzare il mercato nei confronti della propulsione elettrica sfruttando come “strumento” di persuasione un modello che suscita tanta nostalgia ed emozioni positive.

Nuova Toyota Yaris 2020, rivoluzione ibrida

Con il suo progetto e la sua prima serie Toyota Yaris sin dal 1999 ha saputo rappresentare un vero crack all’interno del segmento B, facendo da clamoroso traino al prestigio di tutta la gamma del marchio giapponese.
A oltre 20 anni di distanza, dopo aver scavallato il millennio mantenendo sostanzialmente inalterato l’apprezzamento da parte del grande pubblico, Toyota Yaris arriva in questo 2020 alla sua quarta generazione, che sarà disponibile nelle concessionarie italiane a partire dal mese di giugno.

Le prerogative perché questa Yaris nuova serie 2020 metta ancor di più in atto un autentico game-changing ci sono tutte, perché i suo sistema Full Hybrid Electric fisserà nuovi standard di riferimento in termini di consumi e di emissioni senza che questo vada minimamente a penalizzare il divertimento alla guida.
Rispetto alle vetture dei diretti concorrenti generalisti, la Nuova Yaris 2020 va in controtendenza: il suo aspetto è più compatto rispetto alla precedente versione, e dà l’idea di maggiore sportività con la revisione delle dimensioni che la fanno apparire più schiacciata al suolo, con un cofano imponente e un frontale aggressivo.
Il cambio di passo, anche nelle linee della carrozzeria, è evidentissimo, forse il più marcato mai impresso da Toyota ad un modello di successo, e ciò testimonia anche la fiducia riposta nel progetto specie perché è in arrivo anche un SUV compatto che riprende lo stesso concept.

L’abitacolo della Nuova Yaris 2020

Gli interni della Nuova Yaris 2020 si presentano spaziosi ed accoglienti, con una postazione di guida che è stata ritoccata per migliorarne l’ergonomia, mentre l’assemblaggio complessivo dei materiali ed il loro design sono convincenti sotto ogni aspetto: gli ingombri sono ridotti e le finiture colpiscono per il loro pregio. È stata dedicata estrema attenzione allo sviluppo di questo aspetto della Nuova Yaris per garantire a tutti i passeggeri il giusto spazio e anche per consentire a chi è alla guida di avere sempre tutto sotto controllo sul nuovo quadro strumenti, senza inutili distrazioni.

Il motore della Nuova Yaris Hybrid

Nonostante la Toyota Yaris abbia fatto da vera apripista a livello mondiale per l’introduzione della tecnologia Full Hybrid nel segmento B, evento che risale al 2012, oggi il nuovo progetto non è proposto come una evoluzione adeguata di tale criterio ma come qualcosa di totalmente nuovo, una motorizzazione ibrida di quarta generazione che va a combinare un eccellente 3 cilindri 1.5 da 91 cavalli con un nuovo propulsore elettrico da 79 cv che permette un maggiore dinamismo all’intero sistema.

Oltre ad aver reso più leggera la batteria, Toyota ha fatto in modo che il motore erogasse maggiore potenza beneficiando inoltre di un’accresciuta autonomia: si pensi che nel traffico urbano è possibile utilizzare per l’80% del tempo la sola trazione elettrica!

Nuova Toyota Yaris 2020

Nuova Yaris, quadro d’insieme promettente

Ci sono alcuni numeri a rendere questa city car un probabile oggetto del desiderio di tantissimi automobilisti urbani, come ad esempio i 30 km di percorrenza dichiarati con 1 litro di benzina, la velocità massima di 130 km/h in modalità zero emissioni, la riduzione delle emissioni fino a 64 g/km di CO2, il tutto su un veicolo che è una soluzione razionale e intelligente con dei costi di gestione anche per il carburante abbattuti in maniera sensibile.
La Nuova Yaris è tuttavia anche capace di dare belle sensazioni alla guida per la sua meccanica particolarmente curata che permette un’eccezionale precisione dell’inserimento in traiettoria, in entrata come in uscita dalle curve.

Il potenziale di questa Nuova Toyota Yaris 2020 si prospetta dunque molto elevato, con maggiore rigidità complessiva senza penalizzare il comfort e la precisione dello sterzo che risulta molto reattivo assecondando la vivacità del motore del tutto superiore alle aspettative considerata la propulsione ibrida.
Sarà quasi certamente una delle super protagoniste sul mercato nella seconda metà del 2020!

Peugeot Landtrek, un pick-up di grande sostanza

L’internazionalizzazione della gamma Peugeot, un processo attivo e vivace e in pieno svolgimento, passa anche attraverso modelli che se in alcune zone del pianeta vengono difficilmente presi in considerazione per la loro ridotta attitudine, trovano invece sbocchi consistenti in determinate aree, sulla base degli appositi studi di mercato.

Ne è un esempio lampante il nuovissimo Peugeot Landtrek, un pick-up che andrà a soddisfare tutti i requisiti fondamentali di questo settore da alcuni ritenuto di nicchia, ma che è invece per molti professionisti un vero punto di riferimento soprattutto per le condizioni nelle quali si trovano a lavorare.
Per queste ragioni, il Peugeot Landtrek sarà inizialmente commercializzato, entro la fine di questo 2020, solo in America Latina e nell’Africa subsahariana, due territori di elezione per le sue caratteristiche uniche.

Peugeot ha usufruito per la sua progettazione della collaborazione di diversi partner internazionali da tutti i continenti, giungendo così ad un modello totalmente nuovo nel suo segmento ed in linea con gli standard più avanzati. Parliamo di un mezzo da lavoro funzionale, robusto e resistente, che però ben si presta ad attività off-road durante il tempo libero e che non viene meno a istanze stilistiche ben precise e definite che lo caratterizzano in maniera innovativa, proponendolo con un design molto deciso.

Il suo aspetto si integra alla perfezione negli attuali codici del marchio francese, con un’imponente calandra verticale, firma luminosa ed ispirazione complessiva che riprende numerosi aspetti di altre versioni di serie ottimizzandoli ed irrobustendoli, per un efficace utilizzo in qualsiasi condizione, anche la più estrema.

La capacità di carico è uno degli altri punti a favore del Peugeot Landtrek, veicolo che va incontro a chi abbia consistenti necessità di trasporto offrendo il più spazioso cassone del suo segmento, oltre ad un cospicuo numero di accessori per la personalizzazione delle diverse configurazioni di carico.

Eppure in termini di comfort non manca nulla nemmeno a bordo, all’interno dell’abitacolo, che è stato progettato per essere modulare al massimo anche sfruttando l’ampiezza: gli acquirenti potranno scegliere la configurazione che meglio li soddisfa, ma avranno comunque ampio spazio di manovra per modificare l’assetto a seconda del numero di passeggeri o del carico da trasportare, per degli interni di prestigio che ripropongono numerose delle soluzioni viste sulle Peugeot di serie più in alto nella gamma degli allestimenti.

Infine, la gamma delle motorizzazioni, che ovviamente risponde a richieste abbastanza estreme considerata la mole del veicolo e gli usi ai quali è destinato.
Si potrà optare per il diesel 1.9 da 150 cavalli con cambio manuale GeTrag a 6 rapporti ed una rumorosità molto contenuta, oppure per il benzina sovralimentato da 2.4 con turbocompressore che eroga 210 cavalli.

La polivalenza di questo pick-up Peugeot gli consente di essere a proprio agio in qualsiasi condizione, e si rivelerà per i professionisti un partner estremamente solido!

DS3 Crossback E-Tense, il futuro elettrico

Il piacevole silenzio che deriva dalla guida di un’auto elettrica è solo una delle componenti di questa inevitabile rivoluzione, anzi transizione energetica che il Gruppo PSA ha messo in atto su tutti i veicoli della sua gamma, a partire dalla Nuova Peugeot 208.
Questo sguardo lanciato su un futuro elettrificato dell’automobile coinvolge anche il brand di lusso del gruppo, quello denominato DS, che ha presentato la DS3 Crossback E-Tense come brillante soluzione di stile ispirato all’haute–couture applicata all’automotive.

Il vantaggio di aver progettato una comune piattaforma multienergia capace di accogliere sia veicoli dal motore tradizionale che elettrici è evidente, perché consente di razionalizzare i costi e di offrire soluzioni articolate e convincenti: l’autonomia dichiarata per la DS3 Crossback E-Tense è di 320 km a piena carica secondo il ciclo di omologazione WLTP, con batterie che possono essere ricaricate in soli 30 minuti all’80% se collegate a colonnine da 100 kWh, mentre per la ricarica domestica servono circa 5 ore.
La libertà di movimento e il piacere di viaggiare rappresentano il fulcro di questa delicata strategia che ha compreso la direzione intrapresa dal mercato verso l’elettrificazione, anche se è presto per stabilire in quanto tempo e con quali volumi di adegueranno le richieste degli acquirenti.

Le virtù della DS3 Crossback E-Tense

Motore 100% elettrico non vuol dire oggi in nessun caso rinunce, ed al volante di questa DS lo si comprende al volo perché si scopre un’efficienza energetica di primissimo livello, supportata da una potenza di 136 cavalli. Non si scende a compromessi e non si rinuncia a nulla nemmeno in termini di abitabilità, perché la piattaforma consente di integrare al meglio le batterie senza sottrarre spazio ai passeggeri, e ci si sposta in totale assenza di rumori o vibrazioni scoprendo un comfort di viaggio inedito.
L’isolamento acustico è quello già assicurato dalla versione tradizionale DS3 Crossback, come abbiamo visto in un nostro precedente articolo, ma naturalmente la propulsione elettrica contribuisce a renderlo ancora più efficace, permettendo tra l’altro di scegliere 3 modalità di guida a seconda dei gusti e delle situazioni: Eco, Comfort e Sport, con quest’ultima che accresce all’istante la coppia e regala inattese soddisfazioni, il tutto in totale libertà di spostarsi dove e quando si vuole anche in presenza di blocchi della circolazione per motivi ambientali.

Tanto sfoggio di tecnologia fa il paio con degli interni se possibile ancora più sofisticati, ricchi di dettagli raffinati e sobri e con una gamma di materiali, sellerie e tinte in grado di soddisfare anche i più esigenti.
È uno sguardo fiducioso gettato sul futuro, perché la mobilità non può essere insensibile alle tematiche ambientali, ed un simile sforzo conferma la consapevolezza di tutto il Gruppo PSA in materia.

La dinamica ascesa 100% Made in Italy di Lamborghini

Una grande passione, estrema competenza nel settore, e il desiderio di costruire sempre grandi auto. È questa la sintesi della filosofia Lamborghini, e c’è una frase storica di Ferruccio Lamborghini che testimonia l’impegno e lo “status”, ancora oggi, della casa di Sant’Agata Bolognese: “Questo è stato il momento in cui ho finalmente deciso di creare un’auto perfetta”.

In realtà è possibile dire che negli ultimi 4 anni Lamborghini ha saputo crescere soprattutto in immagine, proponendosi come un brand ben identificabile e posizionato strategicamente, al quale in molti ora iniziano a guardare come esempio anche all’interno dello stesso gruppo Volkswagen di cui fa parte.
C’è stato un processo inarrestabile di ascesa sotto l’aspetto della credibilità, corroborato dai risultati, sin da quando nel marzo del 2016 Stefano Domenicali ha assunto il ruolo di presidente e amministratore delegato di Lamborghini, senza la minima intenzione di trasferire qualcosa della sua esperienza ben nota in Ferrari nell’azienda bolognese, ben consapevole della profonda differenza tra i due brand.
Di certo le conoscenze gli sono tornate utili, ma sono state applicate per raggiungere una nuova dimensione più sportiva, dinamica e giovanile anche grazie all’abbassamento dell’età media dei dipendenti.

Oggi dagli stabilimenti Lamborghini escono circa 40 auto prodotte al giorno, distribuite tra Urus, Huracan e Aventador, mentre le vendite si sono assestate sulle oltre 8.000 unità all’anno. È evidente che si tratti di una nicchia di mercato, ma di una nicchia importante che ha mutato assetto pur mantenendosi fedele ai criteri del suo DNA.

Il successo del SUV Lamborghini Urus

Prima di questa era l’azienda bolognese sembrava quasi “fossilizzata” sul suo ruolo di esemplare esponente dei migliori esercizi tecnici e stilistici, senza guardare oltre. Oggi invece Lamborghini riesce ad intercettare i favori e gli apprezzamenti anche di un pubblico più giovane e dinamico, e ne è il migliore esempio il successo di Lamborghini Urus, il primo SUV mai prodotto dal marchio.

In tantissimi erano diffidenti su questa scelta, considerata troppo avventata se confrontata con i trascorsi storici aziendali, eppure basti sapere che 3 acquirenti su 4 della Lamborghini Urus sono al loro primo approccio con la casa. Ciò significa aver attirato la curiosità al punto da acquisire nuovi clienti rispetto a quelli tradizionali: se non è una strategia vincente questa…

Grazie a questa felice intuizione la casa ha saputo aprirsi un nuovo sbocco sul mercato, componente essenziale di un successo che orgogliosamente ostenta la sua matrice al 100% italiana, un vero valore assoluto da queste parti.

Con DS3 Crossback il lusso è accessibile

Citroën DS3 Crossback è un piccolo SUV compatto ma di categoria Premium provvisto di un’identità stilistica elegante, moderna e accattivante, ma che nasconde sorprese tecnologiche da vera prima della classe.


È un autentico simbolo di lusso e di eccellenza motoristica declinato alla francese, che con il suo design del tutto peculiare va a rompere gli schemi già noti del segmento grazie a linee raffinate e sinuose che raramente si vedono su auto di pari categoria, il tutto esaltato dall’impiego di materiali più pregiati del consueto e da una maniacale cura per i singoli dettagli che la rendono un punto di ispirazione al quale guardare come riferimento per l’avanguardia dello stile, delle prestazioni ma anche del comfort di bordo.

Linea e abitacolo della DS3 Crossback

Questo modello incarna tutto lo spirito del brand “di nicchia” DS all’interno del Gruppo PSA, distintivo nelle sue linee fluide ma che lo fanno comunque apparire maestoso a partire dall’ampio frontale che si sviluppa poi in una carrozzeria finemente scolpita nella quale fari anteriori e posteriori sono come incastonati, quasi fossero dei gioielli, e contribuiscono all’identità complessiva del veicolo.

Gli interni e l’abitacolo tutto della DS3 Crossback viaggiano nel futuro con un quadro strumenti totalmente digitale e una plancia derivata da quella della lussuosa sorella maggiore DS7 Crossback: tutto è progettato per essere comodo ed avvolgente, in materiali di alta qualità e con tecnologie volte ad esaltare il comfort, basti pensare al riscaldamento ed alla regolazione elettrica dei sedili ma anche all’impeccabile insonorizzazione dell’abitacolo ottenuta attraverso speciali stratagemmi per le lamiere e i vetri ma anche con un estrattore d’aria appositamente disegnato.

I motori di DS3 Crossback

Il pacchetto dei propulsori disponibili è molto ben assortito, e se i benzina PureTech sono disponibili in versioni 1.2 3 cilindri da 100, 130 o 155 cv, per i diesel BlueHDi ci sono versioni da 100 o 130 cv: tutte si distinguono per l’efficienza e il basso impatto ambientale anche ad elevati regimi, in special modo quando coniugate con il cambio automatico EAT8.

In sintesi si può riassumere che questo spazioso SUV rappresenta una validissima alternativa a proposte di pari segmento di categoria Premium, per il concorso tra prestazioni soddisfacenti ed appaganti erogate da tutti i motori della gamma e un carattere spigliato e deciso sia delle linee esterne che di un abitacolo moderno, impreziosito da una strumentazione digitale di primissimo livello. Il cruscotto è infatti innovativo nel design ma anche nella completezza di tutte le funzioni di infotainment e di assistenza alla guida, che mettono il guidatore in condizioni di estrema sicurezza.

Lo stop alla produzione di Fiat 124 Spider

Una decisione che ci rattrista, ma che era nell’aria da qualche tempo, si è concretizzata in questi giorni e riguarda la Fiat 124, un modello di nicchia che ha rappresentato un piccolo sogno ma per un periodo di tempo limitato.

Ricorderete probabilmente il nostro entusiasmo quando abbiamo parlato della Spider Fiat 124 al momento della sua presentazione, ma ora esce di scena e viene sospesa la produzione per questo modello nato dalla collaborazione di FCA con Mazda, appena 4 anni dopo la sua presentazione ufficiale al Salone di Los Angeles nel 2015.
L’obiettivo del suo ambizioso progetto era rinverdire i fasti della storica 124 Sport Spider del 1966 disegnata da Pininfarina, con la suggestione di offrire nuovamente al pubblico una cabrio a marchio Fiat nonostante fosse realizzata sulla piattaforma della Mazda Mx-5 e assemblata negli stabilimenti giapponesi. Le iniziali intenzioni di Sergio Marchionne prevedevano in realtà di proporla come spider a marchio Alfa Romeo quale tassello della strategia di rilancio del marchio, ma la decisione di non delocalizzare la produzione dei nuovi modelli del Biscione trattenendola in Italia ha fatto virare su questa conversione, capace di rievocare le linee della storica 124 in special modo per le gobbe sul cofano e per l’accenno di “coda di rondine” sul posteriore.

Fiat è però un marchio generalista che punta al mercato di massa, e la vendita di soli 4.000 esemplari in totale, includendo anche la speciale versione più “cattiva” Abarth 124, ha decretato a conti fatti l’abbandono del sogno.
Le caratteristiche per incuriosire c’erano tutte, anche per la sua meccanica studiata ad hoc con il motore 1.4 Twinair Turbo da 140 cavalli e con una specifica taratura di sospensioni e sterzo pensata per esaltare una guida brillante, ma il mercato non ha risposto come ci si aspettava.

Lo stop alla produzione non implica però l’interruzione delle vendite, anzi: sui piazzali delle Concessionarie Fiat in tutta Italia sarà facile imbattersi in esemplari invenduti della 124 Spider, il cui smaltimento verrà di certo incentivato con prezzi molto appetibili e la prevedibile immatricolazione di molti di essi come offerte a km zero, con prezzi ancora più allettanti.
Non deve scoraggiare la motorizzazione non in line con il nuovo standard Euro 6d-Temp per le emissioni, perché al momento non sono all’orizzonte specifiche restrizioni. Chi è alla ricerca di uno spassoso “giocattolo” da esibire e può permetterselo, oppure ne ha bisogno perché coinvolto in competizioni sportive, potrà di certo trovare occasioni e promozioni molto interessanti.

Ferrari Roma, supercar dalle linee uniche

Il momento in cui viene presentata una nuova Ferrari ha sempre qualcosa di magico e addirittura di mistico: si tratta di un evento al quale periodicamente si assiste quasi con religiosa devozione, nell’attesa che all’impatto visivo sempre considerevole vengano poi associate le caratteristiche tecniche e meccaniche di ciascun nuovo gioiello.

Il 2019 è stato un anno particolarmente florido di novità a Maranello, che dopo la F8 Tributo, la Ferrari SF90 Stradale, la F8 Tributo Spider e la Ferrari 812 Gts ha presentato il 13 novembre scorso (nemmeno a dirlo, proprio nella Capitale) la nuovissima Ferrari Roma, un veicolo che ha delle ascendenze a dir poco nobili visto che è stata accostata per linee e caratteristiche alla 250 GT berlinetta Lusso e alla 250 GT 2+2, auto che sul mercato dei collezionisti dei veicoli d’epoca raggiungono quotazioni a dir poco spaventose.

Il tributo si deve riconoscere che è evidente, a partire dalla disposizione con motore anteriore centrale, ma questa nuova belva del Cavallino rampante rappresenta un connubio esaltante tra tecnica costruttiva e stile tale da garantirle un’eleganza pari solo al prestigio del suo nome. La sua linea slanciata ed affusolata è un vero capolavoro del Centro stile Ferrari, con una silhouette da fastback dal design attualissimo, e dove i gruppi ottici sia anteriori che posteriori sono caratterizzati da un look inedito.

L’abitacolo invece è stato pensato, per questa 2 posti, come un cockpit a due cellule in cui ciascuno ha il suo guscio, e durante la guida il pilota non ha mai alcun bisogno di staccare le mani dal volante grazie ai comandi touch.

Sotto il cofano trova alloggio il pluripremiato motore V8 a 90° turbo da 3.855 cc e da 620 cavalli, un mostro di potenza che reagisce all’istante al pedale dell’acceleratore e con un sound particolarmente curato ed inconfondibile, che viene supportato ed assecondando nella sua potenza dal nuovo cambio a doppia frizione ed 8 rapporti.

Parliamo di un bolide capace di viaggiare ad oltre 320 km/h con un’accelerazione da 0 a 100 in soli 3,4 secondi, nulla di meno di quanto in genere ci si attende da una Ferrari ma con in più un eccezionale equilibrio tra linee eleganti e prestazioni da sogno, quelle di una vera sportiva di razza!

La Nuova Yaris, modello esemplare e globale

Dal 1999 ad oggi sono state vendute in tutta Europa oltre 4 milioni di Toyota Yaris: si tratta di una cifra che ne fa una delle city car di maggiore successo degli ultimi 20 anni, e non stupisce quindi che il marchio giapponese insista nel riproporre un concept rivelatosi fino ad ora apprezzato e vincente.

La strategia ora si fa ancora più aggressiva, e prevede di entrare a gamba tesa nel segmento B, quello che traina il mercato europeo con i suoi volumi di vendite; questo assalto viene compiuto in sella alla motorizzazione ibrida, capace di raggiungere da sola l’80% delle scelte, e che giustifica quindi pienamente l’investimento nella sua direzione.

L’impegno speso per la Yaris di quarta generazione riguarda una progettazione nuova sia nella meccanica che in molte sezioni della scocca, al fine di ottenere dei tocchi personali di stile che rendano il modello sempre riconoscibile piazzandolo in controtendenza rispetto alle concorrenti, visto che continua a mantenersi sotto i 4 metri di lunghezza (3,94, per la precisione) ma si allarga e si schiaccia al suolo, allungando il passo, guadagnando moltissimo sia in abitabilità di bordo che in aggressività dell’aspetto.
Anche Toyota mette a punto una piattaforma (la GA-B) che sa essere globale, flessibile ed universale, un eccellente trucco per ridurre i costi di sviluppo di altri modelli ma ottenendo al contempo ottime prestazioni in termini di guidabilità, sicurezza ed anche rigidità strutturale.

Lo stile di questa Nuova Toyota Yaris edizione 2020, che raggiungerà le concessionarie italiane a metà del prossimo anno, si basa su una smaccata evoluzione in chiave occidentale proprio per mostrarsi più slanciata ed attraente, senza alcuni degli eccessi degli ultimi modelli del marchio: se un mercato come quello europeo ti “premia” così tanto, sei costretto ad andare incontro ai suoi gusti ed esigenze, e del resto sappiamo anche che Toyota ha dislocato una sua sede produttiva proprio in Francia, dove addirittura la Yaris risulta essere il modello più prodotto in quella nazione per il segmento B.

Evoluzione del motore Yaris

Moltissime sono le novità anche per i motori, perché la versione ibrida è spinta da un propulsore totalmente rinnovato. Il nuovo 1.5 a 3 cilindri, abbinato al nuovo motore elettrico e ad una trasmissione originale in ogni sua componente è stato studiato per essere nel suo complesso più compatto e leggero. Speciali e rivoluzionarie sono anche le batterie, alleggerite e in grado di fornire anche una apprezzabile autonomia in modalità zero emissioni. Si tratta del salto di generazione dal momento che si passa alle più moderne e performanti batterie agli ioni di litio abbandonando il nichel.

Se in Italia le vendite attuali della Yaris sono orientate al 100% sulla Hybrid, alcuni mercati continuano però a richiedere le versioni a ciclo standard, per cui saranno disponibili anche i motori convenzionali 1.0 e 1.5. Dover a tutti i costi diventare il riferimento nella sua categoria ha comportato per questa Nuova Yaris anche uno sfoggio di sistemi di assistenza alla guida e sicurezza integrati, offerti rigorosamente di serie per nobilitare la gamma sin dalla base. Fa il suo esordio il blocco degli airbag centrali, una prima assoluta, mentre il Toyota Safety Sense gestisce guida, avvisi e parcheggi con un inedito comfort per tutti gli occupanti.

Abarth celebra i 70 anni con una speciale 695

Il 2019 è stato un anno molto speciale per il marchio Abarth, impegnato nelle celebrazioni per i 70 anni di attività. La scuderia sportiva che porta il nome del fondatore Carlo Abarth ha infatti mosso i primi passi nel 1949, e a 70 anni di distanza resta uno degli elaboratori più conosciuti e apprezzati per l’accessibilità dei suoi modelli sempre brillanti ed altamente prestazionali, contraddistinti da un sound a dir poco inconfondibile.

FCA, nella cui orbita il marchio gravita, ha organizzato a Milano gli Abarth Days, un festeggiamento che è stato anche l’occasione per svelare la speciale e nuovissima Abarth 695 70° Anniversario con il suo look grintoso ed aggressivo: un veicolo affascinante e appagante da guidare, spinto da un motore 1.4 tjet da 180 cavalli e impreziosito nel look da un alettone ad assetto variabile che influisce ovviamente anche sulle prestazioni.

Abarth 695 70 anniversario

Le differenze rispetto ad una “normale” Abarth 500 di serie sono evidenti, e non solo perché questa versione 70° è prodotta in numero limitato di esemplari, che sono esattamente 1949: spicca un aspetto ancora più racing, con passaruota allargati, grandi prese d’aria e soprattutto come dicevamo un vistoso spoiler posteriore che nella massima inclinazione conferisce un carico aerodinamico di 40 kg se lanciata a 200 km/h.
È stata prodotta in un’unica tinta di carrozzeria, denominata Verde Monza 1958 in omaggio alla prima 500 Abarth che fece registrare record internazionali sullo storico circuito lombardo.

Il sound del motore è reso più accattivante e coinvolgente anche dallo scarico Monza attivo a 4 terminali: non appena si gira la chiavetta dell’accensione si viene avvolti da una sinfonia ruvida, grezza, appagante, che si traduce quando in movimento in doti interessanti di spunto ed accelerazione come consentito dai 180 cavalli del motore e dal peso di appena 1.045 kg. Anche ad alti regimi si apprezzano la stabilità e la precisione dell’inserimento in curva, con il lavoro coordinato degli affidabili freni a disco Brembo specifici per una guida sportiva su pista.

Naturalmente su strada, in città e tra un semaforo e l’altro questa Abarth 695 70° mostra un po’ il fianco in termini di comodità, perché l’assetto è studiato per essere molto rigido e i sedili Sabelt da pista per quanto contenitivi nno aiutano in una guida più ordinaria su una strada con un minimo di dissesti.
Il gusto però è quello di sgusciare, con accelerazioni vigorose, tra le altre vetture: un divertimento che sarà riservato a pochi, considerando la tiratura limitata ma con un prezzo non del tutto inaccessibile e stabilito in 34.600 €. Nella sua indole così scenografica costituisce il giusto tributo ad un marchio storico dell’automobilismo tricolore, perfetto per gli appassionati.