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DS 3 Crossback, stile inconfondibile e di gran pregio!

Quando venne annunciata la DS 7 Crossback, con la presentazione in grande stile che meritava il primo modello interamente sviluppato da DS partendo da un progetto originale ed autonomo e non derivato o dipendente da “eredità” Citroën, l’A.D. di DS Automobiles Yves Bonnefont aveva anche annunciato un nuovo modello all’anno. In concomitanza con lo scorso Salone Internazionale dell’Automobile di Parigi, la promessa è stata mantenuta togliendo i veli alla DS 3 Crossback, nuovo SUV compatto di livello Premium che punta senza mezzi termini alla leadership nel suo segmento di riferimento, con buona pace delle concorrenti Audi, BMW, Mercedes: certo non avversari qualsiasi, e ciò significa un concreto impegno a voler fare sul serio.

Nessun timore reverenziale nei confronti dei mostri sacri, tanta bellezza sfoggiata ed ostentata ed un’ambizione alimentata dalla grandeur francese rendono la DS 3 Crossback molto più che credibile nelle sue intenzioni di partenza, per lo sviluppo sulla nuova piattaforma CMP del Gruppo PSA, un accorgimento che da solo vale il risparmio di 4 g/km di emissioni di CO2 rispetto all’architettura precedente.
Il resto delle virtù sostenibili, pur su un veicolo che mantiene dimensioni generose, ce lo mettono la maggior rigidità della struttura ed un alleggerimento di circa 30 kg, combinate con la versatilità di un progetto di partenza che consente di utilizzare lo stesso pianale per più versioni, anche quelle elettriche, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse.
Nella seconda metà del 2019 infatti questo compatto SUV lussuoso sarà il primo della sua categoria ad essere proposto ad emissioni ZERO, nella versione DS 3 Crossback E-Tense, che già si preannuncia rivoluzionaria perché non sacrificherà nemmeno un centimetro dello spazio interno alle batterie, dal momento che saranno alloggiate proprio sotto al pianale, e perché garantirà prestazioni sorprendenti sia come scatto che come autonomia con valori addirittura sdoganati secondo il nuovo e più restrittivo Protocollo WLTP.

Lo stile della DS 3 Crossback è semplicemente quello di una scultura nella quale assolutamente nulla sotto il lato estetico è stato trascurato, per ottenere una vettura le cui proporzioni sono di certo inedite ma a bordo della quale trovano alloggio alcune soluzioni tecniche all’avanguardia, come i fari Matrix LED Vision o le maniglie a scomparsa, oltre ad un comparto di sistemi di sicurezza ed assistenza alla guida da segmento superiore.
Manovre di parcheggio automatiche, frenata di emergenza di ultima generazione anche ad alte velocità, un livello 2 di guida autonoma classificano ad altissimi ranghi questa ultima nata dalla costola Citroën, che partita quasi in sordina ora si sta dimostrando vivacissima nell’aggredire il mercato.

I motori resi immediatamente disponibili già al debutto in primavera saranno i PureTech benzina in 3 diverse potenze fino a 155 cv, e 2 diesel BlueHDi. Dobbiamo ancora soffermarci però su uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano questo modello, le sue proporzioni che rispettano gli stilemi del marchio e che allo stesso tempo la rendono immediatamente riconoscibile ed inconfondibile rispetto alle altre: come non associare ad esempio la “pinna di squalo” visibile sulla fiancata a quanto già visto sulla stupenda DS 3?

 

 

DS 7 Crossback, charme e grandeur alla francese

È lo charme, accompagnato dal lusso, a costituire lo spirito aristocratico della DS 7 Crossback, un veicolo che rompe quella tradizione che voleva i marchi automobilistici francesi concentrarsi quasi esclusivamente su modelli dai grandi volumi (di vendite) e molto popolari.

Pensando alla manifattura transalpina in diversi campi, dall’enogastronomia all’haute couture passando per i gioielli o per i profumi, si ha sempre una percezione di grandeur, ma con DS 7 Crossback anche l’automotive entra a pieno titolo in questo circolo riservato a pochi fortunati, grazie ad un progetto che irrompe nella fascia Premium dei SUV di taglia media per fare da guastafeste tra i dominatori tedeschi del segmento.
Lo fa avanzando deciso con il suo look elegante e molto sopra le righe, portatore di dettagli raffinati e mai banali dedicati proprio ai più esigenti, coloro che in un’auto apprezzano non solo le prestazioni ma anche la cura artigianale, i materiali di prima qualità, o per dirla in una sola parola… il lusso.
DS 7 Crossback è a tutti gli effetti un’apripista, non solo per queste virtù che la rendono piacevolmente “barocca”, ma anche perché è il primo vero progetto totalmente autonomo ed originale e che non ha debiti nei confronti di una base di partenza Citroën; nella sua realizzazione meritano speciali elogi gli interni per i quali si è ottenuta un’abitabilità sorprendente per tutti i passeggeri.

Questo elegante SUV si fa valere anche per l’estrema silenziosità in marcia anche a regimi sostenuti, ottenuta con l’uso combinato di guarnizioni inappuntabili e di vetri più spessi degli standard a cui siamo abituati per una ottima insonorizzazione, ma è anche la sua precisa meccanica a contribuire ad un comfort di guida invidiabile.
I motori con i quali viene proposta sono il classico diesel BlueHDi 1.6 da 130 cv e con cambio manuale oppure l’ancora più apprezzato 2.0 con la trasmissione automatica, mentre sono 2 le versioni PureTech 1.6 a benzina, da 180 o 225 cavalli: proprio su questa base è allo studio la versione ibrida che vedrà la luce nel 2019, per un processo di elettrificazione che sta coinvolgendo tutto il Gruppo PSA.

 

Le 5 automobili più iconiche del mondo dei fumetti

Il mondo dei fumetti è popolato da eroi e personaggi che quasi sempre, per meglio imprimersi nell’immaginario collettivo e risultare subito riconoscibili, hanno bisogno di alcuni punti fermi e costanti che si ritrovano avventura dopo avventura per costituire una continuity ed uno scenario che sappia diventare “familiare”.
A questo scenario appartengono molto spesso anche le automobili, che per alcuni “eroi di carta” rappresentano un’estensione senza la quale, forse, non sarebbero gli stessi!

Vediamo insieme quali sono le 5 auto più iconiche nelle tavole a fumetti, cercando di restringere il campo ai veicoli realmente esistenti.

La Jaguar E-Type di Diabolik

 

È probabilmente la più iconica in assoluto tra tutte le automobili del fumetto italiano: le imprese criminali di Diabolik vengono compiute a bordo di una inconfondibile Jaguar E-Type nerissima come il travestimento del personaggio, e che è legata indissolubilmente alla sua figura. Il suo design è semplice, filante ed accattivante, ma naturalmente nelle avventure è equipaggiata anche di marchingegni ed accessori unici per sfuggire agli inseguitori. Proprio il suo più agguerrito nemico, l’ispettore Ginko, è fedelissimo ad un’altra vettura dal design molto speciale: vediamo quale!

La Citroën DS dell’ispettore Ginko

Proprio così… il principale avversario di Diabolik è sin dagli esordi al volante di una “dea”, la Citroën DS, manifestazione ed esternazione della sua giovanile passione per i motori. Il suo legame con la DS è strettissimo, hanno spesso provato a fargli cambiare auto, ma la silhouette inconfondibile di quest’auto sempre considerata paradigma di innovazione l’ha sempre fatta preferire anche ai lettori.
Solo la fedeltà al marchio del double chevron l’ha poi convinto a passare ad una Citroen XM, quando proprio il chilometraggio della “deesse” era diventato troppo elevato.

La Fiat 500 di Lupin III

Va detto che il ladro gentiluomo inventato in Giappone è sempre stato visto al volante di diversi veicoli, tutti però con la caratteristica di essere fedelissime riproduzioni, curate nei minimi particolari, degli originali, dalla Mercedez-Benz SSK fino all’Alfa Romeo Grand Sport. Tuttavia, da quando Hayao Miyazaki lo ha messo al volante di una scattante Fiat 500 nel lungometraggio “Il castello di Cagliostro”, la piccola utilitaria italiana ha iniziato ad affiancare Lupin in tutte le sue avventure, divenendo compagna perfetta per il suo stile ironico e scanzonato.

L’Alfa Romeo Giulietta Sprint di Valentina

Lei è senza alcun dubbio il più famoso personaggio femminile del fumetto italiano: la fotografa milanese Valentina Rossella, creata dal genio di Guido Crepax e più nota solo come Valentina, ha incarnato in maniera esemplare lo Zeitgeist – ossia lo spirito del tempo – dell’Italia tra il 1965 ed il 1995. Il contesto più che borghese nel quale si muoveva Valentina nelle sue storie molto cervellotiche e poco a base di azione imponeva una vettura capace di esprimere eleganza, sobrietà, un tocco di narcisismo e di sofisticazione. Nulla di meglio quindi della Alfa Romeo Giulietta Sprint, un vero capolavoro di design Made in Italy guidato da una irriducibile sognatrice.

Il maggiolone Volkswagen Typ 1 di Dylan Dog

Una relazione strettissima lega infine il fumetto più rivoluzionario degli ultimi 30 anni in Italia al suo scassatissimo e malmesso Beetle Volkswagen del 1967, con tanto di targa personalizzata DYD666. Per quest’auto va attuato il principio della sospensione dell’incredulità, in quanto non di rado viene sfasciata o distrutta per poi ripresentarsi intatta nell’albo successivo nonostante il suo proprietario sia perennemente in bolletta. Curiosa la storia su come L’indagatore dell’incubo ne sia venuto in possesso, svelata solo nell’albo N°200 della serie: fu la parcella per il suo primo caso risolto…
In un recentissimo albo sembra giunta l’ora di pensionare il vecchio maggiolone, che però per qualche arcano motivo non abbandona il suo proprietario prima che venga rescisso un “diabolico” incantesimo. A quel punto, proprio il maggiolone viene riassemblato e torna in possesso di Dylan, con la carrozzeria originaria ma finalmente messo a norma in quanto a motore!

DS 3 Crossback, lusso da ammirare e guidare

Stile ed estrema cura per i dettagli sono da sempre i tratti distintivi di DS Automobiles, virtù che hanno permesso a questo marchio di conquistarsi autonomia ed indipendenza all’interno della grande famiglia PSA sin dal 2014. È finita l’epoca in cui questi modelli rappresentavano solo una declinazione “chic” degli equivalenti veicoli Citroën, come testimonia anche il varo di un progetto totalmente inedito e non derivato come la DS 7 Crossback.

Lo spirito DS si fa molto più marcato nella rielaborazione in chiave crossover della DS 3, al fine di tenere il passo di concorrenti di pari grado come la Audi Q2 o la Mini Countryman con ricchezza di personalità e di dotazioni ed una linea da crossover compatto molto elaborata che si sviluppa su una lunghezza di 412 cm.
Un frontale con gigantesca mascherina anteriore, e poi linee eleganti e raffinate che sono state disegnate per renderla sinuosa e quasi scultorea con la sua carrozzeria all’avanguardia, nella quale sono integrate le maniglie a scomparsa – che fuoriescono avvicinandosi all’auto – e che eredita dalla DS 3 la pinna caratteristica sulla fiancata, inconfondibile tratto di stile che è in realtà anche un trucchetto nel quale sono alloggiati i tweeter posteriori dell’impianto stereo.

La sua silhouette imponente ma così raffinata trova come prevedibile negli interni una conferma della vocazione di questo progetto, rivolto a un pubblico esigente e dai gusti molto raffinati. L’abitacolo è curatissimo e con dotazioni rare per un modello di questa categoria, con una plancia che include cruscotto digitale, ampio schermo da 10,3 ” e head-up display, ma anche personalizzazioni derivate dalla ancora più lussuosa DS 7 Crossback come gli ambienti interni e gli interruttori a forma di diamante.
Molto composita anche la scelta degli esterni, con dieci tinte disponibili per la carrozzeria e 3 colori per il tetto che sembra quasi “sospeso” per via dei montanti neri.

Va detto però che la cura non è stata riservata al solo aspetto esteriore, perché a livello tecnico e meccanico la DS 3 Crossback si fa notare ad esempio per la nuova piattaforma CMP, che il Gruppo PSA sfrutterà anche per tutte le future crossover.
C’è poi un completissimo pacchetto di sistemi di sicurezza ed assistenza alla guida, uno dei suoi punti di forza: parcheggio semiautomatico DS Park Pilot, frenata automatica di emergenza, Cruise Control fino a 180 km/h e molto altro ancora, ed il tutto con un listino che parte da una cifra più che accettabile se si considerano queste premesse, ossia 24mila €.

I motori che saranno disponibili al debutto, previsto per il maggio del 2019, sono il turbo 1.2 benzina in 3 diverse versioni da 100, 130 e 1505 cavalli, e un diesel 1.5 da 100 o 150 cavalli.
Arriverà poi nella seconda metà del 2019 la DS 3 Crossback con motore elettrico, denominata E-Tense, con un motore da 136 cavalli alimentato dalle batterie alloggiate sotto il pavimento e che in base ai test del protocollo WLTP offrirà autonomia pari a 300 km ed una ricarica all’80% in soli 30 minuti.

Segnaliamo infine un’edizione limitata, la DS 3 Crossback La Premiére, ancora più curata se possibile nei dettagli, con interni dedicati e in materiali nobili ed uno spirito ancora più audace ed estroverso.

 

DS 7 Crossback, SUV esclusivo che sa stupire

Dopo aver lavorato duro ed essersi fatta largo prima come serie speciale delle Citroën, delle quali andava ad enfatizzare l’indole più chic e votata al lusso, e poi come marchio a sé stante all’interno della grande famiglia del Gruppo PSA, ora DS Automobiles inizia a fare ancora più sul serio con lo step successivo.

Non che fino ad ora abbia scherzato, perché come abbiamo già analizzato sia la DS 3 che la DS 4 si distinguono alla grande per caratteristiche di qualità, buon gusto ed eccellenti prestazioni, ma era palese la loro derivazione dalle “cugine” di pari segmento di casa Citroën, tuttavia l’ultima nata – la DS 7 Crossback – rappresenta il primo modello totalmente inedito, sviluppato a partire da un progetto proprio ed a sé stante per inserirsi con decisione e piglio sfrontato nel rovente segmento dei SUV di fascia C, frequentatissimo soprattutto dalle concorrenti tedesche ma non solo.

La personalità di DS 7 Crossback

Proprio dalle tedesche la DS 7 Crossback si differenzia con un impatto estetico molto scenografico, del tutto “francese”, con un’andatura poderosa delle sue linee lungo la carrozzeria che non risultano però mai troppo pesanti anche perché rese sfarzose da tanti particolari luccicanti ma mai eccessivi.

Non parliamo solo delle cromature, ma anche dei fari anteriori full LED (il giro di 180° che compiono all’accensione è un effetto scenografico pregevole) e di quelli posteriori con effetto 3D.
Gli interni sono il logico proseguimento di un’architettura così barocca eppure concreta ed efficace, a partire dai materiali dei quali si percepisce la qualità non solo al tatto, ma anche alla vista, e ci riferiamo anche alle morbide plastiche che tante volte trasmettono sensazioni sgradevoli.

Nel caso di DS 7 Crossback questo rischio non sussiste, per non parlare poi del complessivo senso di accuratezza che trasmettono gli assemblaggi, con un cruscotto dominato da una plancia che si merita 10 e lode sia per gli effetti speciali dei due display sia per l’utilità delle funzioni gestite e la possibilità di personalizzarli.
Spicca inoltre un tocco di design e di gran classe come l’orologio centrale BRM, ma per restare alle funzionalità diciamo subito che la tecnologia è assolutamente all’altezza: il DS Active Scan, che scandaglia il fondo stradale al fine di adattare in tempo reale gli ammortizzatori, è solo la punta di diamante di una lunga lista di sistemi di sicurezza ed assistenza alla guida che include la frenata di emergenza, il check sull’angolo cieco, il Lane Assist che corregge eventuali deviazioni dalla corsia e persino un visore a infrarossi che rileva imprevisti quando si guida di notte.

I diversi allestimenti

Gli allestimenti sono strutturati in 3 versioni, come da abitudine per il Gruppo PSA, ma ci sono poi le combinazioni da comporre (le chiamano Ispirazioni) per gli interni e i vari pacchetti di personalizzazioni, per cui è difficile sul serio riprodurne due uguali.
In tema di motori, DS 7 Crossback sfoggia il benzina PureTech 2.0 da 180 o 225 cavalli oppure gli apprezzatissimi diesel BlueHDi da 1.5 o 2.0, con quest’ultimo che conferma di essere un eccellente 4 cilindri silenzioso, dalla coppia generosa e poco assetato anche grazie al dolcissimo cambio automatico ad 8 rapporti che opera in massima precisione rendendo le cambiate impercettibili.

Siamo di fronte ad un nuovo SUV lussuoso, il cui listino parte da 31.100 € fino a superare i 40mila ma che riteniamo abbia tutte le prerogative per farsi amare!

 

DS 3 Cabrio, una vera dea di bellezza

Il processo di crescita costante, da semplice serie speciale a marchio autonomo e a sé stante, rappresenta per DS il riconoscimento del suo ruolo strategico all’interno del Gruppo PSA.
La sfida francese è molto ambiziosa, perché parliamo di un marchio che sfida apertamente quelli Premium soprattutto di matrice germanica, e che fanno il bello ed il cattivo tempo specie tra i SUV, secondo uno schema che ha assunto i crismi di un oligopolio.

Per mutuare un termine dal mondo del cinema o da quello dei fumetti, potremmo definire DS uno spin-off, anche se in realtà la sua nomenclatura affonda le radici in un passato ricco di fascino come quello della leggendaria Citroën DS, chiamata anche “La Dea” per assonanza con la sua pronuncia francese Déesse, oppure catalogata come “lo Squalo” dai più smaliziati.

Questo brand totalmente nuovo eredita dalla Dea il carisma e la voglia di sbalordire, e lo ha già fatto con le lussuose DS 3DS 4, già oggetto di nostre accurate analisi e recensioni.

Adesso la DS 3 viene riproposta con il restyling che già ben conosciamo, così come è palese il suo debito nei confronti della Citroën C3, ma nella sfiziosa variante Cabrio questa vettura acquista caratteristiche ancora più seducenti.
Contribuisce senza dubbio la nuova mascherina frontale con fari a LED integrati che le conferisce un’allure inconfondibile, ma il ruolo principale nel suo essere catalizzatrice di sguardi ed attenzioni è giocato dalla gamma praticamente sconfinata di possibili personalizzazioni, con ben 11 tinte disponibili per la carrozzeria e 4 per la capote da combinare con 10 diverse finiture per gli specchietti retrovisori e 13 disegni per i cerchi in lega, proposti in diametri 16, 17 o 18 pollici.

In parole povere, vi sfidiamo a trovare due DS 3 Cabrio identiche tra loro, se a questi preziosismi stilistici da scegliere per cucirsi addosso la francesina aggiungiamo anche la gamma diversificata di motori, dei quali 4 sono a benzina e 2 diesel.
Abbiamo però da suggerirvi la versione con il propulsore PureTech 1.2 a benzina, il miglior compromesso tra prestazioni brillanti in città come in autostrada e consumi che non pesano troppo nell’uso quotidiano.


Di certo, nell’attesa dei modelli sempre più lussuosi annunciati dai vertici DS, questa Cabrio assume per ora il ruolo di portabandiera di un gusto riservato a chi ama guidare mostrando charme e spregiudicatezza!

 

L’avanguardia del mondo DS ha le sue radici in una “Dea”

Come abbiamo avuto modo di analizzare in un paio di articoli dei giorni scorsi, da alcuni anni Citroën ha riportato in auge un nome che ha fatto la storia non solo del marchio in sé, ma del design dell’auto nel suo complesso.

DS, dopo essere stato proposto a partire dal 2008 come speciale allestimento “di lusso” che arricchiva la camma Citroën con modelli dall’immagine prestigiosa, ha via via riscontrato sempre maggiore successo fino a diventare marchio indipendente, un’entità autonoma e ben definita senza più il logo del double chevron, caratterizzata da ricercatissime scelte stilistiche molto personali sia per la carrozzeria che per l’abitacolo.

La “genesi” del nome DS ha radici lontanissime e gloriose: correva il 1955 quando venica presentata la Citroën DS, una vettura che con la sua linea anticonformista ha segnato un’epoca per il suo impatto estetico inconfondibile ancor oggi.
Slanciatissima e con l’impressione di essere “rannicchiata” sul posteriore pronta a scattare, con le ruote semi-carenate, godeva di un coefficiente di penetrazione aerodinamica strabiliante per l’epoca.

Il tutto fu opera dell’italiano Flaminio Bertone al design e del progetto di André Lèfebvre, due figure geniali la cui collaborazione ha fatto la fortuna del marchio francese.
Anche la meccanica della DS era per l’epoca rivoluzionaria, per le sospensioni oleopneumatiche che offrivano un’ottima azione ammortizzante e rendevano il veicolo autolivellante, ed inoltre la stessa frizione era idraulica per una trasmissione semiautomatica.
Simili innovazioni e le innegabili doti stradali hanno garantito alla Dea (la pronuncia della sua sigla in francese suona proprio come Déesse) un successo commerciale durato ben 20 anni, ed anche un’elevata competitività nel mondo dei Rally.
Ancor oggi questa vettura dalle linee inconfondibili ed iconiche è oggetto di collezionismo, in particolar modo nelle sue versioni più raffinate come la Pallas e nell’affascinante silhouette Cabrio.

È ancor oggi riconosciuta come uno dei modelli più influenti nella storia dell’auto, per la sua forza di innovazione tecnico-stilistica, basti pensare che il Premio Auto del Secolo l’ha vista piazzarsi al terzo posto, dietro solo alla Ford T ed alla Mini.

Nel 1955 la sua sigla stava per “Desiderata Speciale”: nel terzo millennio il nuovo corso che ha reso questa sigla un marchio di prestigio ha invece assunto il significato di Different Spirit, qualcosa di realmente diverso per chi ama distinguersi e guidare un veicolo che combini nobiltà e tecnologia, stile raffinato ed eccezionale dinamismo.

 

Con DS 4 due straordinarie declinazioni dell’eleganza

Dopo aver dedicato tanto spazio alla DS 3, non potevamo farci mancare altrettanta attenzione ad una sorella maggiore nella famiglia ormai del tutto autonoma rispetto alla casa madre Citroën, quella di DS Automobiles.

Le berline compatte Premium hanno una stupenda nuova invitata al gran ballo delle vetture di lusso e di personalità, con l’affascinante eleganza di DS 4. Tutti i paradigmi di questo segmento d’elite sono stati rivoluzionati fin dal suo primo lancio, nel 2011, quando DS ancora era una sorta di sottomarchio senza autonomia, quasi una semplice gamma trasversale di allestimenti più prestigiosi (un po’ come fa tutt’oggi la “cugina” Peugeot con le varie versioni GT e GT Line).

DS4 berlina, personalità e stile

Molte cose sono cambiate da allora, e DS Automobiles – se ricordate, come abbiamo visto parlando della DS 3, l’acronimo sta per Different Spirit – ha assunto definitivamente nel 2014 una identità ancora più definita, che oggi è favorevolmente riconosciuta a livello mondiale grazie agli innovativi stilemi estetici di DS 4, una vettura dalla personalità forte che nella sua più recente versione ha abbandonato anche nel frontale qualsiasi riferimento al “double chevron“, per rispettare il nuovo corso stilistico e presentarsi come entità a sé stante.

Imponente, larga e rialzata pur essendo di 5 cm più corta della C4 da cui deriva, si esprime con una silhouette raffinata che la avvicina ad una coupè, ed è offerta anche con 38 possibili combinazioni se si sceglie la carrozzeria bicolore.
Di gran pregio gli interni, con plancia e sedili rivestiti in pelle e contenuti tecnologici elevatissimi, che la equipaggiano con retrocamera, connessione permanente con lo smartphone gestita tramite l’ampio touschscreen da 7″, per una generale sensazione di comfort ed esclusività.
Tutte turbo le motorizzazioni, 3 a benzina e 3 con il pulitissimo BlueHDi, per una esperienza di guida brillante e molto incisiva.

DS 4 Crossback

DS 4 è affiancata dalla sua versione più grintosa nelle linee, con lo stile dinamico del crossover Crossback, con profili passaruota ben marcati, assetto rialzato ed un generale istinto per la guida più “avventurosa” esaltato anche dalle barre portatutto al tettuccio e da una gamma di tinte ancor più di forte personalità.
DS 4 Crossback mantiene gli stessi contenuti tecnologici della berlina ma manifesta, attraverso le sue linee ancor più dinamiche, il carisma tipico di un crossover declinato però in salsa chic, nel quale alle prestazioni agili e versatili si accompagna un’ineguagliabile eleganza.

L’avanguardia dello spirito innovativo DS Automobiles rende i suoi veicoli la sublimazione del concetto di lusso, e se ci lasciate passare il paragone azzardato, l’equivalente dell’haute couture francese a 4 ruote!

 

DS Automobiles viaggia su binari esclusivi: scopriamo la DS 3!

Da tempo stavamo valutando l’opportunità di proporvi un ricco e completo approfondimento su un marchio del tutto esclusivo ed elitario come DS, una sigla che in casa Citroën rievoca fasti antichi e gloriosi e che a partire dal 2014 è stata riportata in auge come marchio a sé stante, che gravita ovviamente in orbita Gruppo PSA per firmare modelli la cui immagine fosse più prestigiosa e quasi “d’élite”.

DS
è dunque una derivata della casa madre Citroën che propone veicoli con caratteristiche Premium, decisamente più lussuosi e posizionati quindi più in alto nel mercato, come gamma del tutto indipendente.

L’acronimo DS sta infatti per “Different Spirit“, e la seducente tecnologia in salsa chic della DS 3 lo incarna al meglio con uno stile inimitabile in cui il design è protagonista assoluto con nuovi codici, scritti tra gli altri con una linea di cintura a “pinna di squalo” ed un tetto che rende inconfondibile la sua carrozzeria. Una silhouette ancora più dinamica e compatta caratterizza la nuova generazione 2016 D S3, dopo quella di lancio del 2010.
Oggi il suo pianale è quello della Citroën C3, ma l’esperienza di viaggio una volta saliti a bordo è assolutamente unica perché le sue soluzioni tecnologiche all’avanguardia ne fanno un concentrato di hi-tech lungo meno di 4 metri.
Assistenza alla guida ed al parcheggio, cambio automatico, dotazioni estetiche e tecniche di gran lusso per un piacere di guida mai assaporato perché sa mescolare raffinatezza dei materiali a prestazioni sublimi, quelle della gamma PureTech o THP a benzina e dei diesel BlueHDi.

Chi proprio volesse esagerare e premiare il proprio ego potrebbe poi orientarsi sulla DS 3 Performance, la coniugazione sportiva di un modello che è già icona di stile e che offre prestazioni e comfort sublimi per la potenza dei suoi motori e tutto il corredo tecnico e meccanico che la rendono un must per la guida sportiva, con la sua unica motorizzazione benzina THP da 208 avalli e gli interni in Alcantara.

Per finire, gli esteti duri e puri possono trovare soddisfazione nella DS 3 Cabrio, la classica “bella scoperta” che si presenta come l’unica cabriolet del suo segmento con 5 posti effettivi e che garantisce un comfort dinamico difficilmente equagliabile.
Nel suo caso, la gamma di motori prevede 6 opzioni e la personalizzazione della carrozzeria come detto premia gli esteti, che possono giocare a comporla tra 10 tinte più quattro per il tetto.

In qualsiasi versione la si scelga, DS 3 è un regalo gratificante che si fa al proprio desiderio di apparire ed essere ammirati, perché comfort ed immagine di sé sono al massimo della sublimazione.
Non abbiamo di certo terminato, perché presto ci addentreremo nelle caratteristiche dell’intera gamma DS Automobiles anche con una chicca storica!

Citroën svela un suo lato selvaggio

La gamma DS di Citroën, di cui abbiamo già analizzato uno splendido esemplare come la DS 3 Cabrio, ha delle sue caratteristiche stilistiche inconfondibili, dettate dalla storia di un marchio sempre molto votato a design curati.
Spingendosi leggermente in controtendenza rispetto ad un mercato che sembra apprezzare soprattutto i veicoli compatti o comunque che si portino dietro la definizione di crossover, Citroën ha invece sfornato un SUV a tutti gli effetti, che punta sul prestigio degli allestimenti e sulle linee dai dettagli accentuatamente scolpiti, senza badare alle dimensioni.

Citroën DS Wild Rubis è infatti lunga 4,70 metri e larga quasi 2, un veicolo senza dubbio imponente dalla identità molto forte anche nelle firme visive luminose sia anteriori che posteriori, e nei dettagli cromati che la arricchiscono sia sui fianchi che sul tetto.
Il nome deriva proprio dalla sua colorazione, un intenso rosso rubino, unito ad una certa forza selvaggia che un SUV da 295 cavalli deve per forza avere.
Ciò che gli fa acquistare maggiore nobiltà è sapere che 70 di questi cavalli provengono da un motore elettrico, perchè DS Wild Rubis si configura come una ibrida in grado di percorrere ben 50 km a zero emissioni, salvo alternare o mescolare la propulsione elettrica con quella del motore turbo 1.6 per ottenere maggiore trazione, anche integrale.

Non vi abbiamo ancora detto che al momento Wild Rubis è “solo” un concept, questo perchè da quanto trapelato da casa Citroen, il suo arrivo sul mercato – con sigla definitiva ancora top secret – è previsto per fine 2014.