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DS 3 Crossback, stile inconfondibile e di gran pregio!

Quando venne annunciata la DS 7 Crossback, con la presentazione in grande stile che meritava il primo modello interamente sviluppato da DS partendo da un progetto originale ed autonomo e non derivato o dipendente da “eredità” Citroën, l’A.D. di DS Automobiles Yves Bonnefont aveva anche annunciato un nuovo modello all’anno. In concomitanza con lo scorso Salone Internazionale dell’Automobile di Parigi, la promessa è stata mantenuta togliendo i veli alla DS 3 Crossback, nuovo SUV compatto di livello Premium che punta senza mezzi termini alla leadership nel suo segmento di riferimento, con buona pace delle concorrenti Audi, BMW, Mercedes: certo non avversari qualsiasi, e ciò significa un concreto impegno a voler fare sul serio.

Nessun timore reverenziale nei confronti dei mostri sacri, tanta bellezza sfoggiata ed ostentata ed un’ambizione alimentata dalla grandeur francese rendono la DS 3 Crossback molto più che credibile nelle sue intenzioni di partenza, per lo sviluppo sulla nuova piattaforma CMP del Gruppo PSA, un accorgimento che da solo vale il risparmio di 4 g/km di emissioni di CO2 rispetto all’architettura precedente.
Il resto delle virtù sostenibili, pur su un veicolo che mantiene dimensioni generose, ce lo mettono la maggior rigidità della struttura ed un alleggerimento di circa 30 kg, combinate con la versatilità di un progetto di partenza che consente di utilizzare lo stesso pianale per più versioni, anche quelle elettriche, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse.
Nella seconda metà del 2019 infatti questo compatto SUV lussuoso sarà il primo della sua categoria ad essere proposto ad emissioni ZERO, nella versione DS 3 Crossback E-Tense, che già si preannuncia rivoluzionaria perché non sacrificherà nemmeno un centimetro dello spazio interno alle batterie, dal momento che saranno alloggiate proprio sotto al pianale, e perché garantirà prestazioni sorprendenti sia come scatto che come autonomia con valori addirittura sdoganati secondo il nuovo e più restrittivo Protocollo WLTP.

Lo stile della DS 3 Crossback è semplicemente quello di una scultura nella quale assolutamente nulla sotto il lato estetico è stato trascurato, per ottenere una vettura le cui proporzioni sono di certo inedite ma a bordo della quale trovano alloggio alcune soluzioni tecniche all’avanguardia, come i fari Matrix LED Vision o le maniglie a scomparsa, oltre ad un comparto di sistemi di sicurezza ed assistenza alla guida da segmento superiore.
Manovre di parcheggio automatiche, frenata di emergenza di ultima generazione anche ad alte velocità, un livello 2 di guida autonoma classificano ad altissimi ranghi questa ultima nata dalla costola Citroën, che partita quasi in sordina ora si sta dimostrando vivacissima nell’aggredire il mercato.

I motori resi immediatamente disponibili già al debutto in primavera saranno i PureTech benzina in 3 diverse potenze fino a 155 cv, e 2 diesel BlueHDi. Dobbiamo ancora soffermarci però su uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano questo modello, le sue proporzioni che rispettano gli stilemi del marchio e che allo stesso tempo la rendono immediatamente riconoscibile ed inconfondibile rispetto alle altre: come non associare ad esempio la “pinna di squalo” visibile sulla fiancata a quanto già visto sulla stupenda DS 3?

 

 

DS 7 Crossback, charme e grandeur alla francese

È lo charme, accompagnato dal lusso, a costituire lo spirito aristocratico della DS 7 Crossback, un veicolo che rompe quella tradizione che voleva i marchi automobilistici francesi concentrarsi quasi esclusivamente su modelli dai grandi volumi (di vendite) e molto popolari.

Pensando alla manifattura transalpina in diversi campi, dall’enogastronomia all’haute couture passando per i gioielli o per i profumi, si ha sempre una percezione di grandeur, ma con DS 7 Crossback anche l’automotive entra a pieno titolo in questo circolo riservato a pochi fortunati, grazie ad un progetto che irrompe nella fascia Premium dei SUV di taglia media per fare da guastafeste tra i dominatori tedeschi del segmento.
Lo fa avanzando deciso con il suo look elegante e molto sopra le righe, portatore di dettagli raffinati e mai banali dedicati proprio ai più esigenti, coloro che in un’auto apprezzano non solo le prestazioni ma anche la cura artigianale, i materiali di prima qualità, o per dirla in una sola parola… il lusso.
DS 7 Crossback è a tutti gli effetti un’apripista, non solo per queste virtù che la rendono piacevolmente “barocca”, ma anche perché è il primo vero progetto totalmente autonomo ed originale e che non ha debiti nei confronti di una base di partenza Citroën; nella sua realizzazione meritano speciali elogi gli interni per i quali si è ottenuta un’abitabilità sorprendente per tutti i passeggeri.

Questo elegante SUV si fa valere anche per l’estrema silenziosità in marcia anche a regimi sostenuti, ottenuta con l’uso combinato di guarnizioni inappuntabili e di vetri più spessi degli standard a cui siamo abituati per una ottima insonorizzazione, ma è anche la sua precisa meccanica a contribuire ad un comfort di guida invidiabile.
I motori con i quali viene proposta sono il classico diesel BlueHDi 1.6 da 130 cv e con cambio manuale oppure l’ancora più apprezzato 2.0 con la trasmissione automatica, mentre sono 2 le versioni PureTech 1.6 a benzina, da 180 o 225 cavalli: proprio su questa base è allo studio la versione ibrida che vedrà la luce nel 2019, per un processo di elettrificazione che sta coinvolgendo tutto il Gruppo PSA.

 

DS 3 Crossback, lusso da ammirare e guidare

Stile ed estrema cura per i dettagli sono da sempre i tratti distintivi di DS Automobiles, virtù che hanno permesso a questo marchio di conquistarsi autonomia ed indipendenza all’interno della grande famiglia PSA sin dal 2014. È finita l’epoca in cui questi modelli rappresentavano solo una declinazione “chic” degli equivalenti veicoli Citroën, come testimonia anche il varo di un progetto totalmente inedito e non derivato come la DS 7 Crossback.

Lo spirito DS si fa molto più marcato nella rielaborazione in chiave crossover della DS 3, al fine di tenere il passo di concorrenti di pari grado come la Audi Q2 o la Mini Countryman con ricchezza di personalità e di dotazioni ed una linea da crossover compatto molto elaborata che si sviluppa su una lunghezza di 412 cm.
Un frontale con gigantesca mascherina anteriore, e poi linee eleganti e raffinate che sono state disegnate per renderla sinuosa e quasi scultorea con la sua carrozzeria all’avanguardia, nella quale sono integrate le maniglie a scomparsa – che fuoriescono avvicinandosi all’auto – e che eredita dalla DS 3 la pinna caratteristica sulla fiancata, inconfondibile tratto di stile che è in realtà anche un trucchetto nel quale sono alloggiati i tweeter posteriori dell’impianto stereo.

La sua silhouette imponente ma così raffinata trova come prevedibile negli interni una conferma della vocazione di questo progetto, rivolto a un pubblico esigente e dai gusti molto raffinati. L’abitacolo è curatissimo e con dotazioni rare per un modello di questa categoria, con una plancia che include cruscotto digitale, ampio schermo da 10,3 ” e head-up display, ma anche personalizzazioni derivate dalla ancora più lussuosa DS 7 Crossback come gli ambienti interni e gli interruttori a forma di diamante.
Molto composita anche la scelta degli esterni, con dieci tinte disponibili per la carrozzeria e 3 colori per il tetto che sembra quasi “sospeso” per via dei montanti neri.

Va detto però che la cura non è stata riservata al solo aspetto esteriore, perché a livello tecnico e meccanico la DS 3 Crossback si fa notare ad esempio per la nuova piattaforma CMP, che il Gruppo PSA sfrutterà anche per tutte le future crossover.
C’è poi un completissimo pacchetto di sistemi di sicurezza ed assistenza alla guida, uno dei suoi punti di forza: parcheggio semiautomatico DS Park Pilot, frenata automatica di emergenza, Cruise Control fino a 180 km/h e molto altro ancora, ed il tutto con un listino che parte da una cifra più che accettabile se si considerano queste premesse, ossia 24mila €.

I motori che saranno disponibili al debutto, previsto per il maggio del 2019, sono il turbo 1.2 benzina in 3 diverse versioni da 100, 130 e 1505 cavalli, e un diesel 1.5 da 100 o 150 cavalli.
Arriverà poi nella seconda metà del 2019 la DS 3 Crossback con motore elettrico, denominata E-Tense, con un motore da 136 cavalli alimentato dalle batterie alloggiate sotto il pavimento e che in base ai test del protocollo WLTP offrirà autonomia pari a 300 km ed una ricarica all’80% in soli 30 minuti.

Segnaliamo infine un’edizione limitata, la DS 3 Crossback La Premiére, ancora più curata se possibile nei dettagli, con interni dedicati e in materiali nobili ed uno spirito ancora più audace ed estroverso.

 

Citroën C4 Cactus cambia per accontentare tutti

All’epoca del suo debutto la Citroën C4 Cactus venne definita eccentrica ed originale nelle valutazioni più bonarie, perché furono in molti a storcere il naso di fronte ad un progetto che in realtà per la prima volta da anni proponeva qualcosa di realmente innovativo nel design, mutuandolo da una precedente concept car i cui crismi sono stati concretizzati nella produzione di serie.

Oggi, giunta a metà ciclo di vita, la C4 Cactus ha saputo comunque conquistarsi il suo pubblico e far cambiare idea a tanti, ma viene comunque riproposta in un restyling che non è un semplice ritocco di make-up ma una vera rivoluzione che coinvolge circa il 90% della precedente carrozzeria, permettendoci di parlare di una nuova generazione a tutti gli effetti.
Gli Airbump che tanto avevano fatto discutere, ossia quelle protezioni molto vistose in plastica applicate sulle portiere, sono stati visibilmente ridotti nelle misure, ridimensionati nell’impatto estetico e relegati nel sottoporta, ma la linea complessiva della C4 Cactus si mantiene comunque bel al di sopra degli standard del “già visto”, e si fa riconoscere al primo sguardo con l’obiettivo dichiarato di raggiungere una clientela che sia il più possibile vasta e trasversale.

All’interno dell’abitacolo si scoprono delle linee molto rassicuranti e comode, fatte per indurre a pensare al salotto di casa, con sedili molto ben riusciti ed ampi che in più possono essere combinati nelle fantasie praticamente all’infinito, tra diversi colori, texture ed inserti e rivestimenti anche variopinti in Alcantara.
Se vogliamo proprio trovare un tasto che non ci convince nell’abitacolo, è rappresentato dai finestrini posteriori disponibili solo con apertura a compasso.

Sotto la carrozzeria poi la nuova Citroën C4 Cactus fa valere un lavoro di sviluppo enorme portato avanti sui sistemi di ammortizzazione, che grazie agli smorzatori idraulici la rendono praticamente “molleggiata” e capace di planare con dolcezza su qualsiasi buca, con un comfort di guida eccellente che però non compromette il piacere di essere al volante.

Davvero silenziosissima, questa Citroën si presta alle più diverse tipologie di impiego anche grazie ad una gamma di motori completa e ben assortita. A chi macina tanti chilometri e vuole farlo in economia è dedicato il motore diesel 1.6 BlueHDi da 100 cv, un perfetto passista, mentre la vocazione urbana più scattante viene esaltata dal turbo benzina PureTech 1.2, che con 110 cavalli permette anche di divertirsi e riesce a dare il meglio di sé se accoppiato al cambio automatico EAT6.
Il Gruppo PSA sembra avere ancora una volta colpito nel segno con questa francese che di certo si farà notare!

 

Nuova Citroën Berlingo mantiene le promesse

Se Citroën ha spesso puntato sulla sua capacità di distinguersi ed emergere rispetto ad altri brand generalisti, la sua CEO inglese Linda Jackson ha anche voluto fare di più: infondere e trasmettere positività attraverso ciascun veicolo di cui si compone la gamma, un obiettivo tanto ambizioso quanto già ben radicato nella casa francese.

Già, perché il brand del double chevron, storia alla mano, ha sempre fatto della vivacità e deglli insoliti ritrovati progettuali un vero marchio di fabbrica, riproposto ad ogni nuovo lancio o ad ogni restyling, e la storica vettura multispazio della casa, la Berlingo, non si è sottratta a tanta intraprendenza appena giunta alla sua terza generazione.

 

Spazio e stile sono le parole d’ordine a bordo di questa multispazio, che ha mantenuto intatto il suo spirito originario pur subendo vistosi miglioramenti a partire dallo sdoppiamento delle proposte quanto a dimensioni. Se Berlingo M cresce di 2 centimetri rispetto all’antenata ed amplifica la sua modularità, Berlingo XL si presenta addirittura con 3 file di sedili.
All’esterno ritroviamo linee che ricalcano l’ormai familiare refrain, con muso molto più alto e lunga modanatura orizzontale ad incorporare gruppi ottici e logo, mentre gli spazi interni su Berlingo versione 2018 possono essere configurati in diversi temi estetici di pari passo con la carrozzeria.

Gli accessori sono tutti all’avanguardia e garantiscono un buon intrattenimento a bordo ed eccellente assistenza alla guida, con un supporto composto tra gli altri dal nuovo sterzo assistito, schermo touch da 8″, sistema Connect NAV e molto altro ancora.
Il tutto compone la risposta Citroën ad un mercato che si dimostra sempre più preparato, attento ed esigente ed è in cerca di eccellenza quando fa il passo di immatricolare un nuovo veicolo.
Anche la gamma dei motori è allineata a queste richieste, perché sia i PureTech che i BlueHDi (range di potenza tra i 75 ed i 130 cv) sono proposti con cambio normale o automatico, e soddisfano le richieste di bassi consumi e basse emissioni.

 

DS 7 Crossback, SUV esclusivo che sa stupire

Dopo aver lavorato duro ed essersi fatta largo prima come serie speciale delle Citroën, delle quali andava ad enfatizzare l’indole più chic e votata al lusso, e poi come marchio a sé stante all’interno della grande famiglia del Gruppo PSA, ora DS Automobiles inizia a fare ancora più sul serio con lo step successivo.

Non che fino ad ora abbia scherzato, perché come abbiamo già analizzato sia la DS 3 che la DS 4 si distinguono alla grande per caratteristiche di qualità, buon gusto ed eccellenti prestazioni, ma era palese la loro derivazione dalle “cugine” di pari segmento di casa Citroën, tuttavia l’ultima nata – la DS 7 Crossback – rappresenta il primo modello totalmente inedito, sviluppato a partire da un progetto proprio ed a sé stante per inserirsi con decisione e piglio sfrontato nel rovente segmento dei SUV di fascia C, frequentatissimo soprattutto dalle concorrenti tedesche ma non solo.

La personalità di DS 7 Crossback

Proprio dalle tedesche la DS 7 Crossback si differenzia con un impatto estetico molto scenografico, del tutto “francese”, con un’andatura poderosa delle sue linee lungo la carrozzeria che non risultano però mai troppo pesanti anche perché rese sfarzose da tanti particolari luccicanti ma mai eccessivi.

Non parliamo solo delle cromature, ma anche dei fari anteriori full LED (il giro di 180° che compiono all’accensione è un effetto scenografico pregevole) e di quelli posteriori con effetto 3D.
Gli interni sono il logico proseguimento di un’architettura così barocca eppure concreta ed efficace, a partire dai materiali dei quali si percepisce la qualità non solo al tatto, ma anche alla vista, e ci riferiamo anche alle morbide plastiche che tante volte trasmettono sensazioni sgradevoli.

Nel caso di DS 7 Crossback questo rischio non sussiste, per non parlare poi del complessivo senso di accuratezza che trasmettono gli assemblaggi, con un cruscotto dominato da una plancia che si merita 10 e lode sia per gli effetti speciali dei due display sia per l’utilità delle funzioni gestite e la possibilità di personalizzarli.
Spicca inoltre un tocco di design e di gran classe come l’orologio centrale BRM, ma per restare alle funzionalità diciamo subito che la tecnologia è assolutamente all’altezza: il DS Active Scan, che scandaglia il fondo stradale al fine di adattare in tempo reale gli ammortizzatori, è solo la punta di diamante di una lunga lista di sistemi di sicurezza ed assistenza alla guida che include la frenata di emergenza, il check sull’angolo cieco, il Lane Assist che corregge eventuali deviazioni dalla corsia e persino un visore a infrarossi che rileva imprevisti quando si guida di notte.

I diversi allestimenti

Gli allestimenti sono strutturati in 3 versioni, come da abitudine per il Gruppo PSA, ma ci sono poi le combinazioni da comporre (le chiamano Ispirazioni) per gli interni e i vari pacchetti di personalizzazioni, per cui è difficile sul serio riprodurne due uguali.
In tema di motori, DS 7 Crossback sfoggia il benzina PureTech 2.0 da 180 o 225 cavalli oppure gli apprezzatissimi diesel BlueHDi da 1.5 o 2.0, con quest’ultimo che conferma di essere un eccellente 4 cilindri silenzioso, dalla coppia generosa e poco assetato anche grazie al dolcissimo cambio automatico ad 8 rapporti che opera in massima precisione rendendo le cambiate impercettibili.

Siamo di fronte ad un nuovo SUV lussuoso, il cui listino parte da 31.100 € fino a superare i 40mila ma che riteniamo abbia tutte le prerogative per farsi amare!

 

Evoluzione crossover anche per la C3: ecco Aircross!

Evolversi in crossover sembra ormai essere diventato un passaggio chiave per tutti i veicoli generalisti e di successo, e così in casa Citroën hanno cucito il vestito Aircross anche sulla Nuova C3!

Resta immutata quell’aria scanzonata ed allegra che ha fatto della berlinetta un gran successo, ed anche nel caso della crossover vengono presentate infinite possibilità di personalizzazione e diverse combinazioni di colori, per la carrozzeria e per il tetto a contrasto. Anche l’abitacolo rispecchia lo stesso brio e si segnala per la praticità e per i diversi kit di accessori, ma anche per la gran dose di spazio offerta sia ai passeggeri che al carico, per un veicolo che così diventa il massimo della versatilità pur essendo lungo solo 4,15 metri.

Le sue misure le permettono agilità nel traffico urbano ma ovviamente di destreggiarsi alla grande con ottime prestazioni sull’extraurbano, con un buon molleggio e la spinta degli ottimi turbodiesel 1.6 BlueHDi, in varianti da 100 o 120 cavalli, che fanno egregiamente il loro dovere anche a pieno carico.
Per chi invece non viaggia tantissimo, può essere sufficiente il più che valido 1.2 benzina, sul quale troviamo anche il cambio automatico EAT6.

Questo SUV compatto della gamma Citroën è una vera ventata di freschezza nel suo comparto, con uno stile robusto ma originale e tutta la personalità necessaria per dominare la strada distinguendosi!

 

DS 3 Cabrio, una vera dea di bellezza

Il processo di crescita costante, da semplice serie speciale a marchio autonomo e a sé stante, rappresenta per DS il riconoscimento del suo ruolo strategico all’interno del Gruppo PSA.
La sfida francese è molto ambiziosa, perché parliamo di un marchio che sfida apertamente quelli Premium soprattutto di matrice germanica, e che fanno il bello ed il cattivo tempo specie tra i SUV, secondo uno schema che ha assunto i crismi di un oligopolio.

Per mutuare un termine dal mondo del cinema o da quello dei fumetti, potremmo definire DS uno spin-off, anche se in realtà la sua nomenclatura affonda le radici in un passato ricco di fascino come quello della leggendaria Citroën DS, chiamata anche “La Dea” per assonanza con la sua pronuncia francese Déesse, oppure catalogata come “lo Squalo” dai più smaliziati.

Questo brand totalmente nuovo eredita dalla Dea il carisma e la voglia di sbalordire, e lo ha già fatto con le lussuose DS 3DS 4, già oggetto di nostre accurate analisi e recensioni.

Adesso la DS 3 viene riproposta con il restyling che già ben conosciamo, così come è palese il suo debito nei confronti della Citroën C3, ma nella sfiziosa variante Cabrio questa vettura acquista caratteristiche ancora più seducenti.
Contribuisce senza dubbio la nuova mascherina frontale con fari a LED integrati che le conferisce un’allure inconfondibile, ma il ruolo principale nel suo essere catalizzatrice di sguardi ed attenzioni è giocato dalla gamma praticamente sconfinata di possibili personalizzazioni, con ben 11 tinte disponibili per la carrozzeria e 4 per la capote da combinare con 10 diverse finiture per gli specchietti retrovisori e 13 disegni per i cerchi in lega, proposti in diametri 16, 17 o 18 pollici.

In parole povere, vi sfidiamo a trovare due DS 3 Cabrio identiche tra loro, se a questi preziosismi stilistici da scegliere per cucirsi addosso la francesina aggiungiamo anche la gamma diversificata di motori, dei quali 4 sono a benzina e 2 diesel.
Abbiamo però da suggerirvi la versione con il propulsore PureTech 1.2 a benzina, il miglior compromesso tra prestazioni brillanti in città come in autostrada e consumi che non pesano troppo nell’uso quotidiano.


Di certo, nell’attesa dei modelli sempre più lussuosi annunciati dai vertici DS, questa Cabrio assume per ora il ruolo di portabandiera di un gusto riservato a chi ama guidare mostrando charme e spregiudicatezza!

 

Tutto il meglio di Citroën a bordo della Nuova C3

Che cosa rappresenta per il marchio Citroën la sigla C3? Moltissimo, e non solo in termini di vendite, trattandosi del suo best-seller anche nella nuovissima versione che ha debuttato sul finire dello scorso anno, ma anche come icona costitutiva della complessiva immagine aziendale.

Sin dall’inizio della sua carriera la C3 è sempre stata una vettura sbarazzina e seducente che strizzava l’occhio ai più giovani e non solo con le sue forme così arrotondate e prive di spigoli, si è poi evoluta con una seconda generazione più “matura” e quasi seriosa, ha confermato negli anni il suo ottimo impianto generale che l’ha resa una delle regine del segmento B.
Del resto non è un caso che abbia fatto da struttura sulla quale è stata sviluppata la ben più lussuosa DS 3, assurta a modello autonomo ed indipendente ma che ha evidentissimi debiti nei confronti della generalista C3.

Il segreto di questo modello è sempre stato proporsi con una personalità fresca e giovanile, pensata per un pubblico anche abbastanza estroverso, capace di uscire dai canoni tradizionali: si tratta per la verità di una sorta di ritorno alle origini per Citroën, che da quando ha alla sua guida Carlos Tavares ha preso a ricalcare strade già percorse e fatte di valori quali il comfort e il design innovativo ed a volte bizzarro. Un marchio che annovera tra i suoi successi icone quali la 2CV, la DS o la Tracion Avant si è sempre dichiarato anticonformista, ed anche in questo terzo millennio le scelte vengono effettuate per distinguersi.

A rendere così vivace ed interessante la terza generazione di Citroën C3 ci pensa il suo look scanzonato e disponibile in 30 combinazioni di colori per carrozzeria e tettuccio e con un tocco ereditato dalla C4 Cactus, quegli Airbump sulle portiere che sono diventati un manifesto di stile del nuovo corso della casa del double chevron.
Non sono piaciuti subito, e non a tutti, e per questo sono stati ridimensionati e almeno per la C3 vengono offerti come optional.
Possiamo però dire che compongono la tipicità dell’aspetto crossover della Nuova C3, riuscendo anche a farla spiccare tra tante berlinette pari grado del segmento B.

Le sue misure sono leggermente cresciute raggiungendo ora i 4 metri ma con 4 centimetri di altezza in meno, mentre all’abitacolo è stata riservata una cura del tutto specifica, al fine di renderlo confortevole, riconoscibile ed iperconnesso, con un impianto tecnologico di prim’ordine.
La Nuova C3 infatti sfoggia la Connected Cam, telecamera con grandangolo che permette di scattare splendide foto panoramiche, ma se questo è solo un “giocattolo” allettante, ben più concrete sono le altre tecnologie tra le quali la navigazione connessa 3D, la retrocamera che facilita le manovre di parcheggio, l’avviso di superamento carreggiata, anche se la vera ciliegina sulla torta è il cambio automatico di nuova generazione Efficient Automatic Transmission (EAT6) che rende la guida, in collaborazione con le tecnologie Quick Shift e Stop&Start, estremamente morbida e con un rendimento eccezionale ed anche brillante.

La Nuova C3 viene proposta in 3 allestimenti (Live, Feel e Shine, a salire) e con 3 motori benzina PureTech 1.2 da 3 cilindri più due diesel. Basta sedersi all’ampio e comodo posto di guida, dal quale si padroneggia una plancia pratica e lineare, per rendersi conto che anche sotto l’aspetto dei consumi la Nuova C3 si porta dietro una grande ambizione, e del resto le immatricolazioni già effettuate stanno a confermare il livello di gradimento già raggiunto da questa allegra francesina!

 

L’avanguardia del mondo DS ha le sue radici in una “Dea”

Come abbiamo avuto modo di analizzare in un paio di articoli dei giorni scorsi, da alcuni anni Citroën ha riportato in auge un nome che ha fatto la storia non solo del marchio in sé, ma del design dell’auto nel suo complesso.

DS, dopo essere stato proposto a partire dal 2008 come speciale allestimento “di lusso” che arricchiva la camma Citroën con modelli dall’immagine prestigiosa, ha via via riscontrato sempre maggiore successo fino a diventare marchio indipendente, un’entità autonoma e ben definita senza più il logo del double chevron, caratterizzata da ricercatissime scelte stilistiche molto personali sia per la carrozzeria che per l’abitacolo.

La “genesi” del nome DS ha radici lontanissime e gloriose: correva il 1955 quando venica presentata la Citroën DS, una vettura che con la sua linea anticonformista ha segnato un’epoca per il suo impatto estetico inconfondibile ancor oggi.
Slanciatissima e con l’impressione di essere “rannicchiata” sul posteriore pronta a scattare, con le ruote semi-carenate, godeva di un coefficiente di penetrazione aerodinamica strabiliante per l’epoca.

Il tutto fu opera dell’italiano Flaminio Bertone al design e del progetto di André Lèfebvre, due figure geniali la cui collaborazione ha fatto la fortuna del marchio francese.
Anche la meccanica della DS era per l’epoca rivoluzionaria, per le sospensioni oleopneumatiche che offrivano un’ottima azione ammortizzante e rendevano il veicolo autolivellante, ed inoltre la stessa frizione era idraulica per una trasmissione semiautomatica.
Simili innovazioni e le innegabili doti stradali hanno garantito alla Dea (la pronuncia della sua sigla in francese suona proprio come Déesse) un successo commerciale durato ben 20 anni, ed anche un’elevata competitività nel mondo dei Rally.
Ancor oggi questa vettura dalle linee inconfondibili ed iconiche è oggetto di collezionismo, in particolar modo nelle sue versioni più raffinate come la Pallas e nell’affascinante silhouette Cabrio.

È ancor oggi riconosciuta come uno dei modelli più influenti nella storia dell’auto, per la sua forza di innovazione tecnico-stilistica, basti pensare che il Premio Auto del Secolo l’ha vista piazzarsi al terzo posto, dietro solo alla Ford T ed alla Mini.

Nel 1955 la sua sigla stava per “Desiderata Speciale”: nel terzo millennio il nuovo corso che ha reso questa sigla un marchio di prestigio ha invece assunto il significato di Different Spirit, qualcosa di realmente diverso per chi ama distinguersi e guidare un veicolo che combini nobiltà e tecnologia, stile raffinato ed eccezionale dinamismo.