Archive for Novità

Ford Mustang HPP: com’è fatta

Ford Mustang: è sufficiente il nome per scatenare nella nostra redazione un misto di emozioni che vanno dall’esaltazione alla bramosia di possederne o quantomeno guidarne una.
Il suo fascino non accenna a calare, anzi, e da quando è disponibile in Europa nella versione riveduta ed adeguata ai nostri standard ed alle nostre normative, qualche speranza in più ce l’abbiamo.

Tra l’altro i riscontri in termini di vendite stanno pienamente dando ragione a Ford, premiando l’investimento compiuto, perché se si paragonano i primi trimestri dell’anno in corso e di quello precedente balza subito all’occhio un +29% in termini di immatricolazioni, con un miglioramento continuo e costante.

Ford Mustang High Performance Package

Il momento per celebrare la sportiva più venduta al mondo – numeri alla mano, con oltre 100.000 unità acquistate – non poteva che essere questo, per cui il marchio dell’ovale blu ha realizzato una versione High Performance Package presentandola al Salone di New York.
Il suo progetto è stato portato a termine in nemmeno 10 mesi, sfruttando il motore 2.3 EcoBoost più potente e derivato dalla Focus RS, da ben 330 cavalli, che naturalmente è stato sottoposto ad opportune modifiche e adeguamenti.

Le prestazioni della Ford Mustang HPP sono superlative, con velocità di punta pari a 248 km/h ma soprattutto con un equipaggiamento che garantisce la migliore gestione possibile di tutta questa potenza.
Il pacchetto completo va infatti ad includere uno specifico impianto di scarico a 4 uscite, ma anche trucchi che accrescono la tenuta di strada, con sospensioni rinforzate, impianto frenante maggiorato, cerchi da 19″.

La sua connotazione estetico-dinamica è volta ad esaltare al massimo il suo carattere aggressivo, per un modello a 4 cilindri che nasce esattamente a 55 anni di distanza dal debutto della prima Ford Mustang, pronto per essere distribuito sul mercato a partire dall’autunno sia in versione coupé che cabrio.

Ecotassa in vigore da oggi: chi paga, e quanto?

Scatta oggi in tutta Italia ed in tutta la sua detestabilità la tanto annunciata ecotassa di circolazione o ecotassa auto, un’imposta volta a colpire le auto più inquinanti ed i loro proprietari, anche se per fortuna solo al momento dell’acquisto, essendo da versare una tantum.

La manovra economica, su esplicita richiesta dell’Unione Europea, ha dovuto subire una profonda revisione rispetto a come era inizialmente stata concepita soprattutto per il meccanismo bonus-malus che in essa era incluso.
La versione definitiva ed approvata ha così coinvolto solo le super-car, le auto di lusso ed i SUV, lasciando in pace vetture di piccola cilindrata (ad esempio Panda, Ka ed altre) che in un primo momento sembravano interessate dalla manovra: fortunatamente ha prevalso il buon senso, e le city-car oltre ai segmenti più “modesti” non sono stati inclusi.

In più, la manovra ha anche confermato in via definitiva il bonus per chi acquista auto a più bassi livelli di emissioni, una cifra che nel caso di veicoli ibridi ed elettrici arriva fino a 6.000 €.

Chi deve pagare l’ecotassa

Il gettito aggiuntivo che entrerà nelle casse statali, stimato intorno ai 300 milioni di € per l’anno in corso ma destinato a crescere in seguito servirà proprio a finanziare il meccanismo degli ecoincentivi sui quali tutti i principali marchi stanno basando le campagne pubblicitarie per attrarre i clienti con corposi sconti.
Come abbiamo detto, ad essere colpiti sono soprattutto gli acquirenti dei SUV, non tanto in base al valore di acquisto della loro automobile quanto nella misura relativa all’impatto che essa ha sull’ambiente. A tale proposito è stata stilata un’apposita tabella impostata su 4 scaglioni specifici, con la sovrattassa che scatta a partire da un livello di emissioni pari a 160 g/km di CO2.

La tabella scaglioni dell’ecotassa

 

  • Da 160 e fino a 174 g/km di CO2 l’importo fissato è di 1.100 €;
  • Sopra i 175 e fino a 199, la tassa ammonterà a 1.600 €;
  • A partire da 200 e fino a 249 g/km di CO2, si sale fino ad una tassa di 2.000 €;
  • Infine, i veicoli che superano i 250 g/km di CO2 sono i più penalizzati, con una tassa pari a 2.500 €.

I valori che faranno testo ai fini della determinazione dello scaglione di appartenenza possono essere reperiti sulla carta di circolazione del veicolo alla voce V7, e sono stati rilevati secondo il ciclo NEDC (anche se a tal proposito non si comprende bene perché non sia stato preso in considerazione il nuovo protocollo WLTP).

Il restringimento della platea ai soli SUV ed auto di lusso comporterà ovviamente anche un contenimento di coloro che potranno accedere al cosiddetto ecosconto o ecobonus.

Chi può usufruire dell’ecobonus?

Anche nel caso dell’emendamento alla manovra sul fronte bonus è stata stilata una tabella di riferimento per conoscere gli importi.
Vetture con emissioni comprese tra 70 e 90 g/km di CO2 avranno accesso ad un bonus di 1.500 €, che sale a 3.000 € nel caso di emissioni di CO2 comprese tra i 20 e i 70 g/km (ad esempio, la Toyota Yaris 1.5 Hybrid, per darvi un’idea più chiara); l’incentivo più elevato e pari come detto a 6.000 € riguarderà veicoli particolarmente virtuosi con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km di CO2, ovvero tutte le auto elettriche e poche altre.

Le reazioni restano contrarie

Il settore automotive, nonostante queste sostanziali modifiche apportate alla manovra rispetto alla sua versione iniziale, ha mantenuto comunque una valutazione negativa sulla manovra nel suo complesso.
Associazioni di categoria quali la Federauto, l’Anfia e l’Unrae si sono mantenute scettiche su una tassa che hanno paragonato al Superbollo, aggiungendo la critica sulla inefficacia dal punto di vista dell’inquinamento.
Viene semplicemente considerato un nuovo, ulteriore gravame fiscale che in più metterà in difficoltà sia il bilancio statale che il settore dell’occupazione.
Viene portato come esempio la minaccia da parte del Gruppo FCA di una revisione del piano industriale riservato agli stabilimenti italiani per i prossimi 5 anni nel caso di approvazione dell’ecotassa nella sua prima versione, anche se nessun commento è giunto dallo stesso Gruppo, almeno per ora, sulla versione entrata in vigore.

Allestimento speciale S-Design per Fiat 500L e Fiat 500X

Se con i modelli 500L e soprattutto 500X Fiat ha saputo spiazzare il mercato uscendo dai propri consueti binari e conquistando favori da parte degli utenti (sottraendo quindi piccole quote di mercato ai concorrenti) non deve certo stupire l’attenzione dedicata dal Gruppo FCA a proporre delle versioni più accattivanti ed arricchite negli allestimenti.

Arriva per queste ragioni, e rivolgendosi soprattutto ai più giovani, l’allestimento S-Design che avevamo già potuto ammirare su Fiat Tipo e Fiat 124 Spider: un gruppo di accessori e personalizzazioni che rendono la vettura più sportiva nel look, con un equipaggiamento che ne esalta le prestazioni.

Fiat 500L S-Design

La 500L S-Design è venduta in combinazione con la variante Cross, con una dotazione che prevede finiture esterne Myron, interni di tipo sportivo ed un immancabile sistema di infotainment Uconnect HD Live compatibile con Apple Car Play e Android Auto.
In opzione è possibile selezionare la speciale tinta esterna color bronzo opaco abbinata al tetto nero lucido, per aggiungere vivacità ad un look già molto aggressivo.
Per i motori ci si potrà orientare sul benzina aspirato da 1.4 oppure per chi preferisce il diesel su una delle versioni da 1.3 o 1.6.

Fiat 500X S-Design

Anche per la 500X l’abbinamento esclusivo è con la versione Cross, con una personalizzazione composta da barre al tetto, vetri oscurati, modanature esterne in tinta Bronzo con finiture Myron e la possibilità di scegliere tra una palette di colori composta da Nero Cinema, Bianco Gelato, Grigio Moda oppure la tinta dedicata e opacizzata Verde Alpi.
Nel caso della 500X i motori disponibili sono tutti quelli della gamma, dai benzina 1.6 e-Torq 1.0 T3 e 1.4 T4 fino ai diesel MultiJet da 1.3, 1.6 o 2.0, anche con la possibilità di avere la trasmissione automatica.
La dotazione si arricchisce in questo caso di finiture interne di pregio, come la plancia nero opaco e i sedili Black Castiglio, oltre all’infotainment identico a quello della 500L e ad un pacchetto di sistemi ADAS davvero completo, per sicurezza ed assistenza alla guida.

La gamma S-Design parte da un prezzo di listino di 22.000 €, ma Fiat ha previsto delle speciali formule di acquisto decisamente vantaggiose.

 

Kia ProCeed, una gran bella shooting brake

La gamma Ceed di Kia si arricchisce e si evolve, assecondando il successo che stanno riscuotendo la berlina e la station wagon.
Sappiamo che nella nomenclatura Kia ha preferito abbandonare l’apostrofo, ma adesso va fatta ancora più attenzione a non confondere la nuova Kia ProCeed con la sua vecchia generazione, la grintosa 3 porte dal nome quasi identico (Pro_Ceed) ma con nulla altro in comune.

Quella che debutta adesso è un’auto particolare, con doti da familiare (per esempio la pratica capacità di carico) ma linee dinamiche e sportive ereditate dal mondo coupé. A questo punto la sua perfetta definizione è shooting brake, e va a comporre uno dei tasselli per una gamma completa alla quale, sul finire del 2019, verrà aggiunta anche la variante crossover.

L’estrema sportività del frontale della nuova Kia ProCeed viene esaltata dal profilo filante e da una coda molto più inclinata rispetto alla wagon, il che la rende slanciatissima. Anche il particolare disegno dei fanali LED contribuisce ad accentuare la larghezza percepita di questo modello, che appare così ancor più schiacciato al suolo.
L’abitacolo della ProCeed si mostra assemblato con cura ed allestito con i materiali giusti per trasmettere sensazioni di qualità, ma non mancano moderni comandi e una plancia multimediale che la rendono anche molto hi-tech.

Numerosi i dispositivi di serie per la sicurezza alla guida, partendo da frenata anti-tamponamento, sensore di attenzione alla guida, sensori per l’angolo cieco e fino al centraggio nella corsia con guida semiautomatica e Cruise Control adattivo, a patto di tenere sempre almeno una mano sul volante per avere tutto sotto controllo.
Gli allestimenti disponibili sono 2, GT Line e GT, a seconda del grado di sportività che si desidera, con diverse motorizzazioni sia diesel che benzina. Molto curato è stato lo sviluppo del motore 1.6 turbo benzina da 204 cavalli che spinge la GT, la più grintosa, che beneficia anche di uno sterzo più reattivo. È possibile in tutti i casi scegliere tra cambio manuale a 6 rapporti oppure quello a doppia frizione e a sette rapporti.

Kia ProCeed è giunta nelle concessionarie ad inizio febbraio con dei listini che partono da 29.000 €, ma sono numerose le agevolazioni sia in caso di rottamazione che di leasing con partita IVA, oltre alla curiosa iniziativa Bold Society Kia che permette di tenere la vettura gratis per 6 mesi, pagando solo l’imposta di trascrizione ed eventuali danni, in una sorta di noleggio a lungo termine ibrido e senza impegno.

 

La Scala verso il successo per Skoda

Il suo nome è una riuscitissima metafora: la nuova Skoda si chiama Scala, proprio come lo strumento che gradino dopo gradino si utilizza per ascendere, in questo caso di qualità.

Skoda Scala rappresenta un perno della nuova strategia di attacco ancora più globale dell’azienda ceca, una 5 porte berlina realizzata a partire dalla piattaforma MQB A0 messa a disposizione dal Gruppo Volwswagen, e posta in comune ad altri modelli come Ibiza e Polo, due “cugine” non di poco conto.
Su essa però è stato costruito un modello del tutto nuovo a partire dallo stile, che si presenta molto più aggressivo di quanto Skoda con il suo fare rassicurante ci aveva sempre proposto, con frontale pronunciato e fiancate scolpite da profonde nervature che vogliono renderla muscolosa oltre che slanciata grazie alla sua lunghezza di 4,36 metri, che in realtà sembrano essere addirittura di più.


L’ampio abitacolo si presenta con sedili comodi ed una eccellente luminosità naturale che accresce le sensazioni si spazio a bordo, e con un impianto generale sobrio ma funzionale come il marchio ci ha abituati. A tanto spazio si assomma un bagagliaio da record per la categoria, con stazza di 467 litri.
Sulla plancia dal design molto leggero e che può essere personalizzata con un fascione in diversi materiali a scelta tra cui il legno spicca il grande schermo da 9,2″, posizionato perfettamente per la sua lettura.

Per i motori invece le scelte possono ricadere sui benzina 1.0 a 3 cilindri, da 95 o 116 cavalli, oppure sul tradizionale 4 cilindri 1.5 da 150 cavalli. Arriverà anche una versione eco a metano per il motore 1.0, ed infine a listino c’è anche il TDI diesel 1.6. Molto interessante la possibilità di dotarla di cambio robotizzato a doppia frizione, disponibile per tutti i propulsori tranne che per il mille meno potente.

Dotazioni ed allestimenti per questo veicolo che debutterà nelle concessionarie in primavera sono già stati annunciati ricchi, con strumentazioni di sicurezza ormai immancabili quali il mantenimento della carreggiata, la frenata automatica d’emergenza e il cruise control adattivo.

 

La Nuova Mazda CX-3 prosegue sulla strada del termico

Chi credeva che il cosiddetto “dieselgate” mettesse la parola fine o quantomeno ridimensionasse in maniera sostanziale la produzione di motori a gasolio è stato costretto a rivedere le proprie previsioni dall’impulso che numerosi marchi anche generalisti hanno impresso a questo tipo di propulsori nella loro gamma.
Input decisivo è stato senza alcun dubbio il varo del nuovo e più rigoroso Protocollo WLTP che ha costretto i veicoli a controlli più severi ed attendibili, in condizioni più aderenti a quelle che realmente si affrontano su strada, e non rese quindi “asettiche” dalle misurazioni effettuate in laboratorio.


Mazda conferma la sua indole di marchio che ama viaggiare in “controtendenza”, e gioca quindi d’anticipo con la sua nuova CX-3 che rispetta già tutti i parametri che andranno in vigore in questo 2019, per un SUV compatto destinato a competere in un segmento che nella sola Europa rappresenta il 15% delle vendite, e lo fa senza tener conto dell’impegno di altri marchi verso l’ambita definizione zero emissioni perché il suo nuovo motore diesel 1.8 da 115 cavalli (che sostituisce in toto quello 1.5 da 105 cavalli) sa dimostrarsi un propulsore pulito, brillante e conveniente, sviluppato secondo un know-how che tiene perfettamente conto delle normative Euro 6.2 d-Temp per assicurare basse emissioni e consumi contenuti. Le stesse virtù sono possedute dalle due motorizzazioni benzina, denominate Skyactiv G 2.0 in versioni da 121 o 150 cavalli.

Secondo Mazda il parco di autovetture circolanti è destinato a restare, almeno per altri 15 anni, composto in prevalenza da veicoli spinti da un motore tradizionale di tipo termico. Gli automobilisti infatti sembrano ancora scettici, nonostante i progressi compiuti dal processo di elettrificazione, riguardo l’impegno degli enti e dei comuni nel mettere a disposizione adeguate infrastrutture e postazioni di ricarica, e proprio a loro la Mazda CX-3 offre il motore con il più basso rapporto di compressione al mondo.
Non ci sentiamo di dare del tutto torto alla casa giapponese perché, dati alla mano, le emissioni di CO2 totali che vanno ad impattare sull’ambiente provengono per appena il 10% o poco più dal settore automotive, che troppo spesso viene demonizzato in maniera superiore rispetto alle sue reali colpe.
Si è quindi preferito lavorare, e sodo, sullo sviluppo di tecnologie di propulsione tradizionali, ma capaci di ottimizzare gli effetti della combustione, piuttosto che investire troppe risorse in una tecnologia come quella elettrica che al momento presenta ancora dei grossi interrogativi.

Mazda CX-3 non è comunque stata rivoluzionata soltanto sotto il cofano, perché si presenta con un incisivo restyling che pur mantenendole dimensioni compatte (4,28 metri di lunghezza, 1,72 metri di larghezza ed un’altezza di 1,53 metri da terra) è comoda, confortevole e perfetta anche per lunghi viaggi.
Sono state sviluppate tecnologie di bordo che migliorano la trazione e la resa, per una vettura che si rivela coinvolgente e dall’aspetto velatamente sportivo ma con un abitacolo che è stato sottoposto a sensibili ritocchi sul fronte dell’insonorizzazione, anche a regimi sostenuti.


I prezzi di listino arrivano a 23mila euro per la versione diesel, ma includono un valore garantito dell’auto fino a 3 anni come ulteriore invito a fidarsi: ci sarà davvero da divertirsi nell’assistere a questa sfida senza quartiere lanciata alle concorrenti!

 

Protocollo WLTP per le nuove auto ed ecotassa 2019

Se hai già sentito pronunciare la sigla WLTP oppure ne hai letto sui giornali ma soprattutto sui cartelloni pubblicitari, sei di certo stato incuriosito dal suo significato e da ciò che può rappresentare per il futuro prossimo venturo per chiunque abbia intenzione di acquistare una nuova automobile.


Noi vogliamo spiegarti non solo che cosa significa, ma anche come e perché si è arrivati a questo autentico giro di vite nell’ambito dell’Unione Europea e delle normative legate alle caratteristiche che i veicoli devono possedere per essere messi in commercio, perché il protocollo di omologazione WLTP va a sostituire la vecchia procedura di certificazione NEDC datata addirittura 1992.
È già da settembre del 2017 in vigore il controllo per i veicoli messi in commercio per la prima volta, mentre dal mese di settembre 2018 tutti i veicoli commercializzati devono obbligatoriamente essere omologati secondo il Worldwide Harmonized Vehicle Test Procedure, un protocollo di test di laboratorio accompagnato dalla valutazione RDE (Real Driving Emission) per misurare le emissioni inquinanti.

La principale caratteristica di questa vera rivoluzione risiede nella concreta comunicazione ai consumatori di una visione molto più precisa ed attendibile dei consumi di carburante e delle emissioni di CO2.

Caratteristiche del protocollo WLTP

Il protocollo prevede sostanzialmente 5 passaggi chiave:

  • Una misurazione delle emissioni per informazioni più precise ed attendibili
  • Cicli di test effettuati su distanza ben più lunghe
  • Velocità più elevate durante i test
  • Comportamento di guida “a scatti”, più nervoso e vicino alla realtà
  • Cicli protratti anche nel tempo.

Da tali presupposti scaturisce una rappresentazione più realistica ed attendibile di quelle che sono le effettive condizioni di utilizzo di un veicolo, tenendo quindi conto anche delle variabili e delle diverse tecnologie di bordo di cui è munito.
Il profilo di guida portato avanti durante i test è più dinamico e severo, e prevede di mettere “alla frusta” la vettura oggetto d’esame, ottenendo dati che non sono affatto teorici come accadeva con il NEDC ma corrispondenti al reale impatto del motore sull’ambiente, con un ciclo di prova di riferimento molto più rigoroso, in situazioni dinamiche ed eterogenee e non standardizzate o rese “asettiche” dal loro rilevamento in laboratorio, che così meglio riflettono la situazione effettiva.

Conseguenze del WLTP sull’ecotassa 2019

In presenza di modifiche normative e fiscali quali la cosiddetta ecotassa, che andrà in vigore nel corso del 2019, possiamo però tranquillizzare parte dei nostri lettori con due considerazioni ben distinte.
L’ecotassa riguarderà solo i SUV e le cosiddette auto di lusso, e non coinvolgerà altri segmenti riservati ad automobilisti dalle pretese più morigerate.
La seconda considerazione concerne i valori ottenuti dal protocollo, che in alcuni casi possono risultare più elevati rispetto a quelli misurati in precedenza con il NEDC, ma questa è diretta conseguenza della maggior severità e maggior durata dei test WLTP e RDE.
A ciò stanno ovviando praticamente tutti i marchi generalisti e non, che non possono rischiare di farsi tagliar fuori dal mercato e stanno quindi mettendo in atto tutte le procedure di adeguamento tecnologiche, tecniche e meccaniche necessarie per essere in regola, in molti casi anche con un discreto anticipo.

Siamo invasi proprio da spot che puntano su questo aspetto, il che costituisce anche un impegno concreto del quale non possiamo che essere soddisfatti.

 

Nuova T-Cross è il crossover che mancava

Si fa largo lo “stile social” anche tra le autovetture, soprattutto in concomitanza con le presentazioni dei nuovi modelli. Fanno ormai parte della comunicazione integrata figure come i blogger, gli influencer, le star in genere e tutti coloro che possono garantire un nutrito seguito sul web.
Siamo sempre connessi, ed il gruppo Volkswagen ha intrapreso una strada in linea con i tempi per veicolare il messaggio del lancio di un modello destinato a fare storia come la T-Cross, affidando alla modella e attrice Cara Delevingne il ruolo di ambasciatrice dall’alto dei suoi 40 milioni di followers.

La campagna è così stata globale e giovane, esattamente come la platea alla quale T-Cross, del tutto innovativa nel suo concept, si rivolge: parliamo infatti di un mini-crossover, ossia di un SUV compattissimo (è lungo appena 411 cm) che segna un punto si svolta per il gruppo, finalmente entrato nell’ottica giusta per essere competitivo in un settore che se oggi rappresenta circa il 20% delle vendite a livello mondiale, molto presto con gli attuali ritmi di crescita potrebbe anche raggiungere il 50%.

Tra l’altro T-Cross si presenta come “cugina” nemmeno troppo lontana di un grande successo commerciale dello stesso gruppo, la Seat Arona, che in questo senso ha fatto da apripista vagliando le risposte del mercato e confermando che il pubblico chiede esattamente questo: freschezza, versatilità, agilità, il tutto concentrato in veicoli dalle linee nette e personalissime, che nel caso della T-Cross si fanno davvero cool ricordando l’identità della Touareg con il suo frontale e l’impostazione generale.
Il tutto è naturalmente rivisto in misure compatte: si potrebbe dire che in questo nuovo modello troviamo l’interpretazione al rialzo e in chiave SUV della categoria Polo!

La nuova T-Cross sarà disponibile a partire da maggio con 2 motori benzina TSI da 3 cilindri 1.0 (con 95 o 115 cv) e con il classico 1.6 diesel TDI, ed inoltre si potrà scegliere anche la trasmissione partendo dalla manuale a 5 o 6 marce fino al cambio automatico DSG a doppia frizione e 7 rapporti.
Dotazioni molto importanti ed ai massimi livelli già nelle versioni base per quanto riguarda assistenza alla guida e sicurezza: controllo della marcia in corsia, riconoscimento dei pedoni con frenata di emergenza, assistenza in parcheggio per l’angolo cieco sono parte dell’entry level, per poi salire di categoria con le versioni più equipaggiate che avranno anche touch screen da 8″.
Scopriremo in primavera se Volkswagen ci ha visto giusto!

 

 

DS 3 Crossback, lusso da ammirare e guidare

Stile ed estrema cura per i dettagli sono da sempre i tratti distintivi di DS Automobiles, virtù che hanno permesso a questo marchio di conquistarsi autonomia ed indipendenza all’interno della grande famiglia PSA sin dal 2014. È finita l’epoca in cui questi modelli rappresentavano solo una declinazione “chic” degli equivalenti veicoli Citroën, come testimonia anche il varo di un progetto totalmente inedito e non derivato come la DS 7 Crossback.

Lo spirito DS si fa molto più marcato nella rielaborazione in chiave crossover della DS 3, al fine di tenere il passo di concorrenti di pari grado come la Audi Q2 o la Mini Countryman con ricchezza di personalità e di dotazioni ed una linea da crossover compatto molto elaborata che si sviluppa su una lunghezza di 412 cm.
Un frontale con gigantesca mascherina anteriore, e poi linee eleganti e raffinate che sono state disegnate per renderla sinuosa e quasi scultorea con la sua carrozzeria all’avanguardia, nella quale sono integrate le maniglie a scomparsa – che fuoriescono avvicinandosi all’auto – e che eredita dalla DS 3 la pinna caratteristica sulla fiancata, inconfondibile tratto di stile che è in realtà anche un trucchetto nel quale sono alloggiati i tweeter posteriori dell’impianto stereo.

La sua silhouette imponente ma così raffinata trova come prevedibile negli interni una conferma della vocazione di questo progetto, rivolto a un pubblico esigente e dai gusti molto raffinati. L’abitacolo è curatissimo e con dotazioni rare per un modello di questa categoria, con una plancia che include cruscotto digitale, ampio schermo da 10,3 ” e head-up display, ma anche personalizzazioni derivate dalla ancora più lussuosa DS 7 Crossback come gli ambienti interni e gli interruttori a forma di diamante.
Molto composita anche la scelta degli esterni, con dieci tinte disponibili per la carrozzeria e 3 colori per il tetto che sembra quasi “sospeso” per via dei montanti neri.

Va detto però che la cura non è stata riservata al solo aspetto esteriore, perché a livello tecnico e meccanico la DS 3 Crossback si fa notare ad esempio per la nuova piattaforma CMP, che il Gruppo PSA sfrutterà anche per tutte le future crossover.
C’è poi un completissimo pacchetto di sistemi di sicurezza ed assistenza alla guida, uno dei suoi punti di forza: parcheggio semiautomatico DS Park Pilot, frenata automatica di emergenza, Cruise Control fino a 180 km/h e molto altro ancora, ed il tutto con un listino che parte da una cifra più che accettabile se si considerano queste premesse, ossia 24mila €.

I motori che saranno disponibili al debutto, previsto per il maggio del 2019, sono il turbo 1.2 benzina in 3 diverse versioni da 100, 130 e 1505 cavalli, e un diesel 1.5 da 100 o 150 cavalli.
Arriverà poi nella seconda metà del 2019 la DS 3 Crossback con motore elettrico, denominata E-Tense, con un motore da 136 cavalli alimentato dalle batterie alloggiate sotto il pavimento e che in base ai test del protocollo WLTP offrirà autonomia pari a 300 km ed una ricarica all’80% in soli 30 minuti.

Segnaliamo infine un’edizione limitata, la DS 3 Crossback La Premiére, ancora più curata se possibile nei dettagli, con interni dedicati e in materiali nobili ed uno spirito ancora più audace ed estroverso.

 

Con la cura Moschino, Renault Clio si fa ancora più bella!

Le collaborazioni tra i grandi marchi del panorama automobilistico internazionale e le case di alta moda più affermate conducono spesso alla realizzazione di modelli dal design intrigante, seducente ed in grado di attirare i più narcisisti.

È il caso di Renault Clio Moschino, per un’auto che rappresenta la regina del segmento B in Italia e che in questa personalizzazione che rinomina l’intera gamma ora disponibile acquista un fascino ancora più irresistibile.
Il marchio francese ha colpito nel segno mescolando lo stile del tutto peculiare di questo brand alla moda con una personalizzazione sobria per gli esterni, con speciali pattern Black&Gold su modanature, specchietti ma anche su alcuni dettagli degli interni, con in più i badge identificativi.
L’intera gamma come dicevamo è così rinominata in allestimenti Moschino Life, Moschino Zen e Moschino Intens, il top assoluto per le dotazioni, e sebbene sappiamo molto bene che si tratta degli ultimi mesi di vita commerciale per questa generazione di Renault Clio (vedremo successivamente il perché) l’operazione non sembra affatto rappresentare una banale manovra di marketing per “smaltire” qualche unità in eccesso, perché il modello è stato arricchito non solo di stile ma anche di ritrovati tecnici e tecnologici (si pensi al nuovo motore turbo benzina entry-level) che raramente vengono riservati ad un veicolo a fine carriera.

Clio resta e si conferma uno dei veicoli di segmento B meglio disegnati, con le sue proporzioni sportiveggianti e linee sensuali. Il progetto è ambizioso per entrambi i marchi e sancisce una condivisione di valori fatta di riconoscibilità e del desiderio di raggiungere un pubblico molto ampio, già ben convinto dalla qualità non solo estetica ed ora invogliato da un listino particolarmente allettante che parte da soli 14.400 €.
La cifra, per quanto offerto fin dall’allestimento base, è sorprendente perché include telecamera con sensori di parcheggio, schermo touch da 7″ e radio MP3 per poi chiaramente salire negli equipaggiamenti e nei prezzi.

Tra i motori, oltre al già descritto e debuttante benzina TCe Turbo da 75 cavalli e 3 cilindri che sostituisce il vecchio aspirato, troviamo il TCe90 anche con alimentazione GPL oltre al grande classico di casa, il diesel 1.5 dCi, anche con cambio automativo a doppia frizione.

Stilisticamente, Clio è un modello ancora del tutto attuale con delle peculiarità uniche, e per l’evoluzione tecnologica in atto è forse solo stata messa al passo con i tempi in questi nuovi allestimenti, in attesa di ammirare l’annunciata nuova generazione che sarà presentata nel massimo sfarzo al prossimo Salone di Ginevra, nel mese di marzo 2019.