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Saltiamo a bordo di Vespa Elettrica!

Lei è l’indiscussa ed incontestabile regina tra gli scooter, e non solo per la sua longevità: Vespa è entrata nell’iconografia collettiva di più di una generazione, ha segnato un’epoca e tracciato nuove strade e tendenze, è stata presa come punto di riferimento e modello da imitare e al quale guardare come esempio di progettualità.

Proposta attraverso i decenni in tutte le possibili declinazioni, solo una mancava all’appello ma quel vuoto è stato ora colmato dalla Vespa Elettrica, un’innovazione la cui rilevanza è davvero epocale. A Pontedera si erano resi conto da tempo dell’urgenza di una simile svolta, ed hanno lavorato in maniera costante per raggiungerla senza mai tradire il passato, anzi usandolo come affidabilissima base di partenza.
Zero rumore, zero emissioni, vibrazioni inesistenti, la Vespa Elettrica ha tutto (tranne un aspetto, che analizzeremo in seguito) per essere un crack sul mercato della mobilità a due ruote ed essere desideratissima da tutti, un po’ come accadde negli anni ’50 con la Vespa 50 indirizzata ai giovanissimi o successivamente con l’esplosione del fenomeno Vespa Primavera 125.

Caratteristiche della Vespa Elettrica 2019

 

Tutto sulla Vespa Elettrica è stato studiato per non far minimamente rimpiangere la versione a motore termico: lo spunto è pari a quello di uno scooter di cilindrata 100, agilità e fluidità di manovra si esaltano nel traffico urbano che viene affrontato con la massima disinvoltura. Ci spingiamo ancora più in là se sosteniamo che la vera sostanziale differenza è quella di muoversi in silenzio e senza minimamente contribuire all’inquinamento, con la possibilità e la libertà di circolare sempre, ovunque e comunque.
Il lavoro è stato ottimo, a conti fatti, perché il peso del veicolo resta invariato rispetto ad una Vespa tradizionale, con interventi che hanno bilanciato al meglio il posizionamento della batteria agli ioni di litio senza che questa sottraesse spazio al vano sottosella.

Per l’accensione basta premere un pulsante, e forse qualche nostalgico sarà istintivamente portato, almeno per le prime volte, a tirare anche la leva del freno… ma non è più necessario!
A quel punto, va selezionata la modalità di guida Power oppure Eco, ed il suo motore da 3,5 kW vi porterà in giro dove volete per 100 km, con tempi di ricarica completa dichiarati di circa 4 ore anche su presa domestica da 220 v.
Molto indovinata inoltre, come spunto di design, la scelta di far sbucare dallo spazio prima occupato dal bocchettone per la benzina il cavo lungo 2 metri per la ricarica.

Chi può guidare Vespa Elettrica… e chi no

 

Vespa Elettrica ha la stessa omologazione di un cinquantino, e può essere guidata a partire dai 14 anni di età, anche se… accennavamo ad un “ma”.
Il suo prezzo non è quel che si direbbe popolare, visto che da listino Vespa Elettrica costa 6.390 €.

L’innovazione stavolta è un po’ meno abbordabile, non proprio alla portata di tutti, anche se ci sentiamo convinti che una mirata strategia di marketing riuscirà ad abbattere anche questa diffidenza. Del resto, la mobilità elettrica rappresenta a tutti gli effetti il futuro, ed ignorarne prospettive e potenzialità non è più concesso!

 

Lexus CT, quando l’ibrido diventa la norma

Abbiamo già avuto modo di parlare della scelta di Lexus, il luxury brand di casa Toyota, che in Italia ha deciso di non offrire alternative: o motore ibrido, o niente. Per tutti i 5 modelli della gamma.

Oggi ci vogliamo soffermare sulla più piccola della famiglia, la Lexus CT Hybrid, quella dal prezzo più abbordabile che vuole sfidare le pari livello tedesche quali Audi A3 o BMW Serie 1; per farsi recepire come validissima alternativa, in casa Lexus hanno sforbiciato nettamente sui prezzi, e sono intervenuti sul progetto iniziale per dare alla CT uno stile da berlinetta più elegante, in sintonia con il family feeling, senza per questo rinunciare al brio caratteristico del segmento.

Anche la meccanica ha subito ritocchi, perché ora il telaio è più rigido, viene offerta una sterzata più precisa e reattiva e l’aerodinamica è stata sensibilmente rifinita.
Tutto ciò non basta a farne una sportiva, ma di certo è una vettura che fa divertire alla guida, anche grazie alle revisioni estetiche nell’abitacolo sottoposto ad un evidente maquillage per accontentare anche i più esigenti.

Lexus CT Hybrid, con il suo motore 1.8 abbinato all’elettrico sincrono, permette anche di divertirsi ogni tanto, soprattutto quando si sfruttano tutti i 136 cavalli innestando la modalità Sport.
Basterà a convincere gli italiani che l’ibrido non è più una scelta di nicchia?

Etropolis Bel Air, scossa elettrica!

Se si osserva lo scooter Etropolis Bel Air Lithium, si ha tutta l’impressione di avere davanti un modello molto classico e tradizionale, senza alcun estremismo estetico ed anzi con una certa aria un po’ vintage in alcune soluzioni tecniche.

Eppure l’apparenza inganna perché è spinto da un modernissimo motore elettrico da 3000 Watt, il che lo rende uno strumento preziosissimo sotto numerosi punti di vista, non ultimo il risparmio energetico: pensate che 50 centesimi di energia elettrica consentono di percorrere 100 km!
A corredo di un motore così virtuoso, che lascia la massima libertà di circolare anche nelle ZTL ed abbatte a zero le emissioni, troviamo anche uno speciale dispositivo per gestire e dosare al meglio l’energia, erogandola secondo le necessità e lo stile di guida e variando di conseguenza sia la percorrenza che le prestazioni. Tale gestione passa attraverso 3 diverse modalità, dalla più grintosa Sport passando per quella intermedia sino alla Economy, quella per la massima autonomia e parsimonia.

Il pacchetto batteria da 36 ampere permette anche di aumentare tale autonomia, ed inoltre è presente la possibilità di ridurre i tempi di ricarica.
Se si considera il prezzo di listino (esclusa IVA, il Bel Air Lithium non supera i 3.000 euro!) si tratta di una soluzione altamente consigliabile anche perché in quanto veicolo 100% elettrico si è esentati dal bollo per i primi 5 anni e si beneficia del 50% di sconto sulla RCA!

Toyota Yaris Hybrid byD: glamour per pochi!

Sappiamo molto bene che il marchio Toyota è stato tra i primi a credere nelle motorizzazioni ibride, al punto da proporre oggi alcuni veicoli della sua gamma esclusivamente in questa versione.
La primavera del 2014 è stata l’occasione per presentare una limited edition di Yaris, in collaborazione con il settimanale D di repubblica e dedicata espressamente alle donne più “fashion addicted”.

La Yaris Hybrid byD si presenta con carrozzeria argentata e finiture black mat, ed è ricavata partendo dall’allestimento Lounge+, il più ricco in listino, impreziosendolo con tanti accessori che la rendono unica, come i cerchi in lega da 16″, i battitacchi cromati ma soprattutto il badge “byD” che la identifica e la personalizza.
Uno splendido tocco rivolto proprio alle donne che possono avere le mani impegnate da borse e pacchetti è il meccanismo Smart Entry, per aprire la portiera senza chiave!

Una vettura così glam ha però anche un animo che pensa al rispetto per l’ambiente, con il suo propulsore ibrido da 100 cavalli che emette appena 79 g al km di CO2 e consuma con incredibile parsimonia: in media, permette 28,6 km con un litro!
Nei suoi scarsi 4 metri di lunghezza questa cittadina modello nasconde un 1.5 da 74 cavalli benzina che si accompagna al motore elettrico, per una velocità massima dichiarata di 165 km/h.

Scopriamo poi che anche le altre dotazioni, quelle tecniche e di servizio e non solo estetiche sono eccellenti, perché includono controllo elettronico di stabilità e trazione, 7 airbag ed un cambio gestito elettronicamente.
Nell’abitacolo poi ecco lo schermo touch con telecamera posteriore, il Cruise Control ed i sensori per pioggia e crepuscolo. Non è insomma solo un veicolo che strizza l’occhio al fashion style, ma è solido e razionale.

Sono attualmente ben 24 i modelli ibridi che Toyota ha in gamma in tutto il mondo, a sottolineare quanto il mercato sia prioritario per l’azienda giapponese. Solo l’Europa dimostra ancora di credere poco a questo tipo di propulsione, pur con numeri in crescita per le immatricolazioni, ma Toyota non demorde e prevede altri lanci per raggiungere una fetta di mercato pari al 20%.
Una scommessa azzardata? Noi crediamo di no!

Mobilità sostenibile: dagli scooter elettrici cittadini a quelli per anziani e disabili.

Un tema sempre attuale che non ci stancheremo mai di affrontare: quello dell’ambiente e della sua salvaguardia, dove anche nel nostro paese inizia a muoversi qualcosa con gli ecoincentivi per i veicoli elettrici; ne abbiamo già discusso su questo blog e continuiamo a farlo vista l’importanza dell’argomento.

Non sono solo le case automobilistiche a credere in questo tipo di motore ma anche i produttori di veicoli a due ruote; scooter elettrici classici per muoversi in città anche nelle zone limitate al traffico ma anche scooter per anziani e disabili pensati per svolgere in autonomia tutte le attività quotidiane per chi ha problemi di mobilità.
Oltre a questo tipo di vantaggi “pratici”, non bisogna mai sottovalutare quelli economici; un “pieno”, che garantisce un’autonomia di circa 100km, costa poco più di 50 centesimi.

Ma il risparmio non viene solo da qui, infatti i mezzi elettrici (non solo a 2 ruote) godono di tariffe RC agevolate e dell’esenzione da bollo per 5 anni; e nel caso degli scooter elettrici per disabili c’è la totale esenzione da assicurazione, visto che rientrano nella categoria degli ausili per anziani e disabili, dove l’IVA è ridotta al 4%.

Insomma essere ecologici conviene!

Il grande colpo della BMW i3

Non ci sono più tanti cavilli a cui appigliarsi, ormai il motore elettrico è diventato una realtà e tanti marchi se ne stanno accorgendo correndo ai ripari anche con modelli di rilievo.
Proprio a novembre ha debuttato la prima BMW di questo tipo, la i3, compattissima e pronta a dare battaglia in un settore che forse resta ancora di nicchia, ma che soprattutto nelle grandi metropoli è destinato per forza a crescere.

Zero emissioni per la BMW i3, una autovettura con linee ed equipaggiamenti di primo piano alla quale manca solo 1 centimetro per raggiungere la fatidica quota di 4 metri di lunghezza, e che vuole portare l’elettromobilità in tutto il mondo mantenendo forte l’immagine di marchio premium ma a prezzi accessibili.
I cavalli del suo motore alimentato dalle batterie agli ioni di litio sono 170, per cui le prestazioni non sono quelle di una city car: la velocità massima è 150 km/h e l’autonomia, guidando in modalità ECO PRO, può arrivare fino a 200 km.
Va detto che BMW, per non scontentare nessuno e potersi accaparrare una una fetta di mercato ancora più ampia, ha previsto di poter equipaggiare i3, a scelta, anche con un contenuto motore termico da due cilindri, un 650cc che aggiunge altri 34 cavalli, aumenta l’autonomia di altri 150 km ma fa lievitare il prezzo finale di circa 400 euro.

Leggerissima la scocca, per l’uso di alluminio e fibra di carbonio che compongono la struttura LifeDrive pensata per il miglior bilanciamento possibile e naturalmente per aumentare la sua maneggevolezza.
Non si deve pensare ad una vettura di secondo piano quanto a prestazioni, perché si tratta a tutti gli effetti di una BMW, con tutto ciò che il nome si porta dietro. La guida è semplificata, i rumori completamente assenti, ed a bordo ci si diverte anche con il ConnectedDrive, sistema multimediale che interagisce con lo smartphone attraverso l’apposita app BMW iRemote.

La casa tedesca aveva previsto 10.000 vendite entro il 2014: ebbene le prospettive saranno ampiamente superate, se si considera che le prenotazioni sono state già prima della messa in vendita ben 8000!
I bavaresi sembrano aver colto nel segno, indirizzandosi su una strada, quella delle autovetture EV, ormai irrinunciabile, perché le previsioni circa l’accentramento della popolazione mondiale nelle megalopoli spingono verso una mobilità a basso impatto.

Toyota Auris Hybrid sa come vendersi!

Toyota ha scoperto la strada, probabilmente l’unica percorribile, per mettere le vetture ibride sullo stesso piano di quelle a carburante tradizionale e solo motore termico, almeno in fatto di vendite. Come intuibile, lo si è potuto ottenere solo limando i prezzi di listino, operazione grazie alla quale la nuova Auris Hybrid è riuscita addirittura a vendere di più delle sue “gemelle” a combustibile tradizionale: è la prima ibrida nel suo segmento, quello C, a riuscirci.

Il risultato è stato favorito anche dalla “revisione” cui Toyota ha sottoposto la Auris, che ha coinvolto il suo profilo estetico che adesso è più filante e quasi votato alla sportività, ma anche il comfort interno e la guidabilità.
Va detto che in questa versione Hybrid la Auris regala grandi soddisfazioni quando si guida in città senza emettere rumori e gas e senza consumare benzina, con un’autonomia di qualche decina di chilometri. Un altro suo punto a favore è che in questa nuova versione le batterie sono state trasferite sotto l’abitacolo, il che ha fatto guadagnare sensibilmente in capacità del bagagliaio.

Tutto infine nella norma quando si marcia in modalità tradizionale, il motore 1.8 fa sentire tutti i suoi 99 cavalli (che diventano 136 quando combinato con l’elettrico) e risponde di conseguenza, aumentando la rumorosità quando si viaggia in autostrada a ritmi abbastanza sostenuti.
In definitiva, possiamo ritenerla al momento l’indiscussa star, nel segmento di appartenenza, nella categoria delle ibride.

Nissan Leaf, vera auto ma zero emissioni

Nel panorama delle vetture 100% elettriche ed a zero emissioni esiste un marchio che ha scelto di proporre un’auto “vera“, ossia di dimensioni pari ad una normale compatta, poco più di 4 metri, e non la solita microcar esclusivamente da città.
Ci riferiamo a Nissan, che negli scorsi mesi ha presentato una revisione della sua Leaf che in realtà è molto più sostanziale che estetica, visto che quasi tutte le migliorie riguardano l’aspetto tecnico e prestazionale ed il solo frontale è stato leggermente ritoccato.

La Leaf vanta adesso un’autonomia dichiarata di ben 199 km, ed un’assetto molto più rigido con un sterzo più sensibile, il che fa sfruttare al meglio i suoi 80 cavalli. Molto significativa l’introduzione della versione Brake, che sfrutta anche il recupero di energia in frenata con un effetto freno del tutto simile ad un tradizionale motore.
Imprescindibile la sua connessione al sistema che permette di conoscere l’ubicazione delle più vicine postazioni di ricarica ed anche se sono in uso o meno.

La proposta di Nissan di noleggiare ad un canone mensile le batterie piuttosto che acquistarle contribuisce ad abbassare il prezzo di listino, che resta ancora abbastanza alto (circa 30mila euro per la versione base) e purtroppo gli ecoincentivi 2013 disponibili per i privati sono andati immediatamente in esaurimento, restando ad oggi quelli per le sole flotte aziendali.

Il meccanico per le elettriche

Alcuni segnali della diffusione di un nuovo modo di concepire l’auto e di usufruirne, basati su una lenta ma generalmente costante diffusione della mobilità a zero emissioni perché elettrica, iniziano ad essere sempre più evidenti.

Forse non ci avete pensato, ma la meccanica di un’auto elettrica ha delle specifiche caratteristiche le quali rendono necessaria un’adeguata preparazione per poter intervenire in caso di guasti o avarie. Non si può infatti trascurare che simili vetture vanno prima di tutto messe in sicurezza, scaricandone la tensione; inoltre, non possono essere trainate come vetture normali, con le ruote anteriori sollevate, in quanto ciò genererebbe corrente ad alta tensione.

Il mercato, come detto, sta lentamente crescendo, ed iniziative come quella del gruppo Ima Italia Assistance, che ha allestito il primo servizio di assistenza stradale specializzato, non fanno che confermare le potenzialità della propulsione elettrica; le fa eco la Regione Veneto, che a partire dal 2014 esenterà per tre anni dal pagamento del bollo auto tutte le vetture elettriche e quelle ibride.

Un marchio che sembra credere in maniera davvero convinta a questo futuro dell’auto è senza dubbio Renault, che ne ha già 4 in gamma, ultima arrivata la Zoe. Volkswagen dal canto suo sta lavorando alla grande, e ce ne accorgeremo al Salone di Francoforte di settembre quando sarà presentata la e-Up!, interamente elettrica.
Il futuro di cui dicevamo, per l’automobile ed il suo mercato che vuole cercare di uscire dall’attuale stasi, potrebbe essere anche elettrico.

Volkswagen lavora al miracolo 1L/100km

Il futuro del’automobile che vuole essere ecosostenibile passa necessariamente attraverso le ibridazioni ed i motori elettrici, come sa bene anche Ferdinand Piëch, grande capo del gruppo Volkswagen, il quale ha fortemente voluto il progetto XL1.

In primavera Volkswagen ne ha presentato la versione definitiva durante il Salone di Ginevra, ed ha decisamente vinto la sfida catalizzando le attenzioni del pubblico su questa vettura dallo stile estremo che non passa inosservato, grazie alla forma che ricorda quella di un delfino e l’altezza di appena 1,15 metri.
I primi indicatori di un veicolo che vuole dimenticare le soste al distributore sono rappresentati dalla carrozzeria in fibra di carbonio dal peso di soli 230 kg, dal Cx di 0,189 e dalle gomme studiate per opporre la minima resistenza al rotolamento.

Tutto ciò ovviamente non basta a giustificare i suoi record: 1 litro di carburante è sufficiente per percorrere 100 km, ed il motore termico a gasolio da 48 cavalli ne sfrutta appena 8,4 per viaggiare a velocità di crociera di 100 km/h. Viene aggiunta l’ibridazione plug-in, che permette la ricarica con una semplice spina elettrica, e che con i suoi 27 cavalli aggiuntivi fa contenere le emissioni di CO2 entro lo stratosferico valore di 21 g/km.

Volkswagen XL1 sembra essere in tutto e per tutto la macchina del futuro, ma…ha ancora i suoi inevitabili difetti, relativi in questo caso al prezzo che si attesta ancora su cifre elevate.
Ciò è dovuto anche alla sua tiratura limitata, appena 50 esemplari, che obbliga ad una produzione artigianale per cui anche se dichiarata come tale è ancora difficile pensare ad XL1 come vettura di serie.