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Saltiamo a bordo di Vespa Elettrica!

Lei è l’indiscussa ed incontestabile regina tra gli scooter, e non solo per la sua longevità: Vespa è entrata nell’iconografia collettiva di più di una generazione, ha segnato un’epoca e tracciato nuove strade e tendenze, è stata presa come punto di riferimento e modello da imitare e al quale guardare come esempio di progettualità.

Proposta attraverso i decenni in tutte le possibili declinazioni, solo una mancava all’appello ma quel vuoto è stato ora colmato dalla Vespa Elettrica, un’innovazione la cui rilevanza è davvero epocale. A Pontedera si erano resi conto da tempo dell’urgenza di una simile svolta, ed hanno lavorato in maniera costante per raggiungerla senza mai tradire il passato, anzi usandolo come affidabilissima base di partenza.
Zero rumore, zero emissioni, vibrazioni inesistenti, la Vespa Elettrica ha tutto (tranne un aspetto, che analizzeremo in seguito) per essere un crack sul mercato della mobilità a due ruote ed essere desideratissima da tutti, un po’ come accadde negli anni ’50 con la Vespa 50 indirizzata ai giovanissimi o successivamente con l’esplosione del fenomeno Vespa Primavera 125.

Caratteristiche della Vespa Elettrica 2019

 

Tutto sulla Vespa Elettrica è stato studiato per non far minimamente rimpiangere la versione a motore termico: lo spunto è pari a quello di uno scooter di cilindrata 100, agilità e fluidità di manovra si esaltano nel traffico urbano che viene affrontato con la massima disinvoltura. Ci spingiamo ancora più in là se sosteniamo che la vera sostanziale differenza è quella di muoversi in silenzio e senza minimamente contribuire all’inquinamento, con la possibilità e la libertà di circolare sempre, ovunque e comunque.
Il lavoro è stato ottimo, a conti fatti, perché il peso del veicolo resta invariato rispetto ad una Vespa tradizionale, con interventi che hanno bilanciato al meglio il posizionamento della batteria agli ioni di litio senza che questa sottraesse spazio al vano sottosella.

Per l’accensione basta premere un pulsante, e forse qualche nostalgico sarà istintivamente portato, almeno per le prime volte, a tirare anche la leva del freno… ma non è più necessario!
A quel punto, va selezionata la modalità di guida Power oppure Eco, ed il suo motore da 3,5 kW vi porterà in giro dove volete per 100 km, con tempi di ricarica completa dichiarati di circa 4 ore anche su presa domestica da 220 v.
Molto indovinata inoltre, come spunto di design, la scelta di far sbucare dallo spazio prima occupato dal bocchettone per la benzina il cavo lungo 2 metri per la ricarica.

Chi può guidare Vespa Elettrica… e chi no

 

Vespa Elettrica ha la stessa omologazione di un cinquantino, e può essere guidata a partire dai 14 anni di età, anche se… accennavamo ad un “ma”.
Il suo prezzo non è quel che si direbbe popolare, visto che da listino Vespa Elettrica costa 6.390 €.

L’innovazione stavolta è un po’ meno abbordabile, non proprio alla portata di tutti, anche se ci sentiamo convinti che una mirata strategia di marketing riuscirà ad abbattere anche questa diffidenza. Del resto, la mobilità elettrica rappresenta a tutti gli effetti il futuro, ed ignorarne prospettive e potenzialità non è più concesso!

 

La Vespa Elettrica in arrivo a ottobre

I detrattori della mobilità elettrica iniziano sempre qualsiasi argomentazione con la più gettonata delle critiche: “questi veicoli hanno senso solo in città“. Per quanto abbia una sua logica, questa obiezione può facilmente essere smontata, dati alla mano, dalla concentrazione percentuale della popolazione nei grandi centri urbani, e da quanto tali metropoli contribuiscano a bruciare energia e produrre PIL.
Certo, anche la mobilità extraurbana genera problemi di vivibilità, eppure è proprio nel traffico urbano che marchi top e marchi più generalisti hanno individuato il primo problema da affrontare verso una mobilità che sia più sostenibile e che guardi al futuro.

Evitare il collasso sociale è una missione alla quale ora prende parte anche il Gruppo Piaggio: tra i tanti veicoli elettrici che ormai affollano il mercato, dalle auto agli autobus fino alle biciclette, a partire dal mese di ottobre si aggiungerà anche l’attesissima versione elettrica di Vespa, presentata come il modello più silenzioso della storia e progettata in modo da soddisfare al 100% tutte le esigenze dell’uso cittadino.

Caratteristiche della Vespa Elettrica

Per la prima volta su un suo scooter, Piaggio adotta innovative soluzioni di interconnettività tra veicolo e persone, con la presenza di sensori in grado di distinguere la prossimità di altri veicoli o di pedoni e che quindi aiuteranno il conducente ad anticipare tutti i potenziali rischi connessi al traffico.
Per circolare nella giungla urbana è più che sufficiente un’autonomia come quella della Vespa Elettrica, pari a 100 km, con prestazioni che sono addirittura superiori a quelle di un classico cinquantino. Si tenga poi presente che la ricarica completa avviene in sole 4 ore e collegandosi ad una comunissima presa di corrente… come se si stesse caricando lo smartphone!
Consumi ridotti, ricarica veloce, e poi una eccellente interfaccia con qualsiasi smartphone ed estrema facilità di guida sono i grandi punti di forza di questo scooter elettrico, ai quali aggiungiamo la comodissima retromarcia che facilita le manovre e la possibilità di scegliere tra due modalità di guida, Eco e Power.
Lo spazio lasciato libero dal tradizionale motore termico, proprio sotto il vano portacasco che quindi non ha subito modifiche, è stato occupato proprio dal motore elettrico per mantenere invariati il bilanciamento dello scooter e lo stile di guida.

Quanto costa la Vespa Elettrica?


Quello lanciato da Vespa è un messaggio moderno, pulito, un bel contributo alla mobilità nelle città che in queste forme forse solo Piaggio poteva permettersi. Del resto si parla di uno scooter, per il quale viene meno quella componente legata al coinvolgimento emotivo che il sound aggressivo del motore di una motocicletta può offrire.
Il prezzo al quale viene presentata la Vespa Elettrica nelle Concessionarie è di 6.000 €, ma per rendersi conto della portata anche economica di un simile evento, vi basti sapere che subito dopo il suo annuncio la Piaggio ha guadagnato un +2,62 in borsa.

 

BMW C 400 X, comfort e fluidità in marcia

Sarà disponibile da settembre 2018 e metterà a disposizione dei centauri una tecnologia all’avanguardia il nuovo scooter BMW C 400 X.
Tutto naturalmente incastonato su una struttura di gran pregio tecnico e meccanico come da tradizione del marchio tedesco, per un due ruote generoso nelle forme e nell’accoglienza e nel quale comfort e sicurezza alla guida sono al primo posto nella scala dei valori.

Il BMW C 400 X è uno scooter solido e robusto, con una complessiva buona tenuta di strada sia su percorsi “soft” e scorrevoli come quelli in tangenziale che su sinuosi tornanti collinari, con in più un’agilità che non ti aspetti.
Il merito va a pneumatici abbondanti dalla consistente impronta ed alle ruote ben calibrate, rispettivamente da 15 e da 14 pollici, ma anche ad un collaudatissimo ABS e ad un controllo della trazione più che pronto nella risposta a situazioni di emergenza come un’improvvisa perdita di aderenza sul posteriore.

Il motore monocilindrico da 350 cc scarica a terra in maniera fluida e senza scossoni i suoi 34 cavalli, senza troppe vibrazioni e senza reagire mai con bruschi strappi nemmeno in accelerazione, comportandosi con brillantezza in ogni situazione.

Vanno spese molte parole di elogio per il corredo che contribuisce a tutte le funzioni “accessorie” di questo scooter, in primis la capienza del serbatoio da quasi 13 litri e l’ampiezza della comoda sella, sotto la quale trova alloggio un vano talmente ampio e abbondante da contenere un casco integrale ed uno di tipo jet grazie al volume supplementare del vano a soffietto che si sfrutta all’occorrenza.


Sulla ben imbottita sella si sta comodi, in una posizione del tutto naturale ed impugnando il manubrio senza minimamente stancarsi, ma soprattutto si ha la possibilità di tenere sempre tutto sotto attento controllo grazie al sistema Connectivity che su un grande display da 6,5″ mostra le funzioni del navigatore e tutte quelle del proprio smartphone, con il quale si interfaccia costantemente permettendo anche di parlare al telefono o selezionare una playlist senza togliere le mani dal manubrio.

Tanta funzionalità ha però un costo, perché aggiungere questo dispositivo al proprio BMW C 400 X significa pagare 600 € in più rispetto al prezzo di listino, quello di 6.950 € al quale sarà proposto a partire dal mese di settembre.

Scooter per disabili, una guida alla scelta

Il nostro blog come ben sapete tratta un range di argomenti tutti incentrati sui motori in genere e sulle novità nel mondo delle quattro ruote ma anche nell’affascinante settore delle due ruote, come moto o scooter.
I nostri approfondimenti riguardano spesso anche le evoluzioni della tecnica e della tecnologia e non solo gli aspetti estetici: oggi abbiamo pensato di dire la nostra su degli strumenti virtuosi e che sempre più spesso vediamo circolare sulle strade urbane!

scooter per disabili

Gli scooter per disabili, strumenti di libertà

Stiamo parlando degli scooter per disabili, mezzi di trasporto appositamente progettati per consentire a chi soffra di difficoltà nella deambulazione, ad esempio a seguito di acciacchi dovuti all’età o a disabilità permanenti, di riconquistare una piena autonomia senza più essere costretti a chiedere aiuti dall’esterno, e li vogliamo analizzare tecnicamente perché è l’aspetto che più ci incuriosisce.
Pur essendo dei veicoli a tutti gli effetti, spinti da una batteria elettrica e capaci di superare pendenze fino al 20% con autonomia che raggiunge, a seconda dei modelli, anche i 60 km, questi scooter sono soggetti all’articolo 190 del Codice della strada: ciò significa che sono equiparati ai pedoni e pertanto non necessitano né di bollo governativo né di assicurazione RCA.

L’introduzione di questi scooter elettrici per disabili ha rivoluzionato il mondo dei trasporti, mettendo a disposizione di categorie svantaggiate dei mezzi di spostamento sicuri ed all’avanguardia, che vengono proposti in tantissime varianti, a 3 o 4 ruote in base alle esigenze, con in più la possibilità di scegliere anche il modello secondo la “capienza” necessaria, ovvero lo spazio a bordo per ospitare effetti personali o oggetti da trasportare.

Quanto costa uno scooter per disabili?

Qualche riga la vogliamo anche sfruttare per sottolineare vantaggi ed agevolazioni economiche e fiscali alle quali chi acquista questo tipo di scooter per disabili ha accesso.
In primo luogo, l’IVA agevolata al 4%, in quanto classificati come ausili medici; e poi, la possibilità di detrarre dall’IRPEF il 19% della spesa sostenuta, sempre in virtù dello status di ausilio medico.

È completamente fuori strada quindi chi considera gli scooter elettrici per anziani e disabili dei “lussi” riservati solo a facoltosi: riconquistare una propria indipendenza e migliorare quindi la propria qualità della vita è alla portata di chiunque abbia spirito di iniziativa e caparbietà!

Vespa 125 Primavera si fa chic con Yves Saint Laurent

Solo un mito riconosciuto a livello mondiale come Vespa, probabilmente lo scooter più amato e guidato in tutto il pianeta, può permettersi il lusso di una edizione limitata e prodotta solo su esplicita richiesta.

Proprio come se fosse un capo di alta sartoria, la Vespa Primavera 125 ha subito un restyling che l’ha trasformata in modello da collezione firmato Saint Laurent by Anthony Vaccarello, esposto nello storico store Colette in rue Saint Honoré 213 fino al 20 dicembre. Saint Laurent, nota anche con l’acronimo YSL, è casa di moda che dal 2016 ha in Anthony Vaccarello il suo nuovo direttore creativo che ha insistito molto sulla visibilità anche social e su una nuova ricerca di raffinatezza: questa Vespa Primavera 125 è un restyling che esprime in pieno questi propositi con la sua livrea nero opaco decorata da dettagli in acciaio e nero lucido.

Lo stile YSL è più che evidente proprio in questa cura dei dettagli: le leve del freno, il maniglione, lo schienale e il portapacchi sono tutti in tinta e quasi “tono su tono” sulla scocca in colore matt, al pari del silenziatore dello scarico.
Tutto lo stile YSL emerge, infine, dalla sella artigianale interamente realizzata a mano.

Ad una livrea così elegante e con tanto di “cravattino” sul frontale si accompagna un motore all’altezza, modernissimo e di ultima generazione come il 125 cc i-Get a 3 valvole già omologato Euro 4, il più avanzato dal punto di vista tecnologico con ottime prestazioni che vanno di pari passo con consumi realmente striminziti. Non ha carenze nemmeno dal punto di vista della tecnologia e della sicurezza, con la frenata ABS di serie ed il comodissimo slot USB per la ricarica del cellulare sul cruscotto.

Questa Vespa 125 Primavera del tutto inedita fonde in un oggetto da collezione tutte le conoscenze di un brand storico del Made in Italy come Piaggio con l’inconfondibile eleganza della maison francese, ma per averla bisognerà affrettarsi: gli ordini infatti saranno raccolti solo durante il periodo di esposizione.

 

Ducati Cafè Racer, una Scrambler solo nel nome

L’hanno chiamata Scrambler, ma in realtà non lo è affatto: Ducati Cafè Racer non è per nulla una moto venuta fuori dal gioco tra parti e pezzi di ricambio originali, ma è un modello tutto nuovo ed a sé stante impreziosito dal un fantastico look total black.

Con il suo nome hanno solo voluto creare un feeling di familiarità con il gruppo di moto da cui proviene, ma i parametri della posizione di guida sono stati rivisti per renderla comoda e più naturale anche per chi abbia delle lunghe leve.
Tanti dettagli la rendono molto “cattiva”: parliamo dello scarico dorato a doppio terminale, lo stesso colore che ritroviamo sui cerchi in lega; e poi parafanghi accorciati, ed un manubrio alla giusta altezza per assalire la strada. Tocco di classe è la verniciatura in nero del blocco motore, che rende la Cafè Racer misteriosa quanto basta!

Le sue prestazioni su strada sono molto intuitive anche per chi è alle prime armi: una volta fattaci la mano, inizia il divertimento, soprattutto in curva! Il motore Desmo bicilindrico e raffreddato ad aria da 800 cc risponde molto bene anche a bassi regimi, perché la sua resa è stata ottimizzata.
Cafè Racer si rivela precisissima nell’inserimento in curva, è una moto che mantiene tutto ciò che promette anche grazie all’ottima armonia tra il due cilindri e la calibratura delle marce, eccellente in scalata e nei raccordi tra curve e rettilinei.

Se proprio dobbiamo muoverle qualche appunto, riconosciamo che il vano sottosella è risicatissimo ed offre pochissimo spazio, anche se per sua natura questa Ducati Cafè Racer nasce per lo svago e non certo per lunghi viaggi: tutto è quindi compensato alla grande dal piacevole e gratificante sound del motore.
Solo gli specchietti, per la posizione alle estremità del manubrio, si rivelano un po’ scomodi e persino ingombranti, ed obbligano a girare troppo lo sguardo rispetto alla direzione di marcia.

È però in definitiva una moto unica e dall’inconfondibile brio!

 

Una supermoto di nicchia: Horex VR6

La storia del motociclismo ha un nome piccolo e probabilmente “di nicchia” come Horex, il marchio tedesco al quale sono legati modelli storici e di grande diffusione nel secolo scorso ma anche importanti successi nel mondo delle competizioni.

Negli ultimi anni si stanno molto dando da fare presso il quartier generale per riportare in auge un marchio che solo grazie all’acquisizione da parte di 3C Carbon è riuscito ad evitare il fallimento, e si sono così riviste le moto dalle cubature mostruose come la VR6, che con il suo 6 cilindri ad angolo stretto, un 4 tempi da 1200cc montato su telaio a doppia trave in alluminio promette sensazioni adrenaliniche almeno quanto quelle del suo look, realmente mozzafiato.

Le prestazioni, con ben 167 cavalli, un cambio a 6 marce ed il sistema di scarico in acciaio inox sono quelle di una stradale classica ma con un motore che tecnicamente è davvero da élite. In più l’estetica è stata curatissima proprio per renderla più appetibile rispetto agli infruttuosi tentativi di rilancio della precedente proprietà.

Non se ne vedranno forse molte in giro, ma ci conforta sapere che esiste ancora qualcuno che crede nella tradizone dei motori e che vuole proporsi con qualcosa di realmente diverso rispetto a tante anonime due ruote che vediamo circolare!

Vespa rivoluziona sul serio con i nuovi motori i-Get!

Le celebrazioni per i 70 anni di Vespa Piaggio non si sono limitate alla speciale gamma Settantesimo che vi abbiamo già ampiamente descritto in un articolo ad inizio dicembre: Piaggio ha infatti aggiornato nel corso del fatidico 2016 anche il suo allestimento Primavera con una novità che, dal punto di vista estetico, non ha modificato una virgola perché tutti i dettagli e le finiture sono rimasti quelli che già ben conosciamo.

Il cambio radicale di questa ultima generazione di Vespa Primavera sta nella sua sostanza e non nella forma, ed è una vera rivoluzione. È stata equipaggiata infatti, sia in cubature 125 che 150 cmc, con il nuovissimo motore i-Get, con raffreddamento ad aria, distribuzione a 3 valvole ed iniezione elettronica.
È il nuovissimo monocilindrico di Pontedera, un propulsore interamente riprogettato fin nell’impianto di scarico, già omologato Euro4 e dalla sonorità cupa del tutto inedita. Un motore molto ben fatto, dal sorprendente scatto bruciante e molto regolare a qualsiasi regime, ma che soprattutto sa sbalordire in termini di consumi perché da test anche prolungati ed accurati non è mai sceso sotto i 30 km con 1 litro!

Il serbatoio da 8 litri, se gestito oculatamente, assicura pertanto percorrenze di oltre 300 km, e non è né troppo “tranquillo” né offre sensazioni di ripartenze troppo brusche: si colloca in un giusto mezzo, e si fa ampiamente rispettare anche da rivali con cilindrate ben più generose.

La sua accattivante linea senza tempo che continua a conquistare regala sensazioni di guida inedite e mai sperimentate prima a bordo di Vespa, con in più una sensibile ed apprezzata miglioria dell’impianto frenante. Il disco anteriore ha l’ABS di serie, la frenata si rivela efficace e duttile anche se lascia sentire un suono un po’ “strano”, ma è una vera inezia in confronto all’accresciuta sicurezza ed è improponibile considerarlo un difetto.
Un mezzo maneggevole, un vero animale da traffico urbano ed un eccellente prodotto sotto ogni aspetto, anche quello di una funzionalità resa stupefacente dall’ampio vano sottosella o dal vano restroscudo con presa USB, concessione ormai irrinunciabile nella mobilità del terzo millennio.

Non possiamo però fare a meno di segnalare che l’avanguardia tecnologica del motore i-Get, che su Vespa Primavera genera una potenza di 12,9 cavalli, va ad equipaggiare anche l’altro modello di punta di casa Piaggio, quella Vespa Sprint che diventa anch’essa più ricca nell’allestimento. I colori hanno come sempre una palette sgargiante: se per Primavera sono previsti Rosso, Nero, Blu o Bianco, con la possibilità di selle a contrasto, la Sprint viene proposta in 5 tonalità. Si aggiunge infatti il giallo, ma nel suo caso la sella prevista è solo una.

Prezzi all’altezza delle aspettative per uno scooter che vale tutto il suo listino: si parte da 4.270 €, un prezzo del tutto in linea con le caratteristiche di sicurezza, prestazioni, materiali, e che vale la pena considerare seriamente anche se più alto rispetto a concorrenti di pari cubatura.

Vespa Settantesimo, glamour e celebrativa

La lussuosissima Vespa Settantesimo, l’allestimento al top della gamma che Piaggio ha aggiunto ai suoi modelli per celebrare i 70 anni di Vespa, si è rivelata subito
un oggetto di culto per i “maniaci” dello Scooter più famoso del mondo (persone alle quali non dovete mai far sentire la parola scooter, in quanto considerano qualsiasi loro amata Vespa molto di più!)

PX
, GTS, Primavera sono i modelli che sono stati vestiti con un esclusivo schema cromatico basato su due nuove tinte che richiamano tradizione e storia: Azzurro70 e Grigio70, accoppiate a speciali verniciature per i cerchi, rifiniti con tonalità extra dark.
Non sono ovviamente solo i colori a rendere unica questa versione, perché sappiamo bene che la chiave del successo di Vespa sta proprio nella sua capacità di
reinterpretare senza replicare. Solo così si spiega il suo essere un esempio, di design e di eleganza!

I dettagli della “settantesimo” includono una sella in colore Testa di Moro ed una personalizzazione del tutto inedita del logo, in una speciale versione presente sulle
fiancate, sul controscudo e sulla stessa sella, dove è rifinito a contrasto.
In più, la borsa bauletto sul portapacchi posteriore cromato, che riprende il colore della
sella ed aggiunge un tocco di “Urban chic“.
Una dotazione completa che rende questa serie lussuosa ed estremamente glamour, come si conviene per un anniversario così importante. Un marchio sulla cresta dell’onda da 70 anni ha tutto il diritto di concedersi un minimo di autoreferenzialità… è stato ed è protagonista di musei (Vespa fa parte della collezione permanente del MoMa di new York, per dirne una), ha ispirato i più blasonati fotografi, ha accompagnato nei raid e viaggi più impensabili chi
si è affidato alla sua versatilità.

La Vespa 150 GS, il mitico Vespone, esposta al MoMa

Infine, è oggi grande protagonista anche con un speciale merchandising ad essa dedicato, che comprende abbigliamento, borse ed accessori moda firmati con l’inconfondibile logo.
I festeggiamenti, in questo 2016 che volge al termine, sono stati più che giustificati, ma Piaggio ci ha regalato nel corso dell’anno anche altre sorprese… continuate a seguirci per conoscerle!

Vespa, un’avventura lunga 70 anni

Un vero sempreverde delle due ruote, un’icona, un autentico mito tutto italiano: Vespa ha festeggiato in questo 2016 il suo 70° compleanno, ma non dimostra affatto la sua età perché Piaggio ha sempre saputo reinventarla nel corso delle generazioni!

La prima Vespa del 1946

Siamo stra-sicuri di non esagerare se definiamo Vespa lo scooter più famoso del pianeta, un simbolo della creatività italiana e della nostra cultura industriale che aveva sin dalla registrazione del suo brevetto, il 23 aprile del 1946, un DNA fatto di profonda innovazione e lo spirito di chi voleva cambiare i tempi. Sono anche i numeri a parlare per lei, perché da quel giorno sono stati 18 milioni gli esemplari venduti in tutto il mondo.
I primi passi non furono semplici, perché la “rottura” di certi schemi andava già troppo in là rispetto ai tempi correnti, ma bastò poco perché l’iniziale scetticismo si tramutasse in entusiasmo: la facilità di guida del mezzo attirò a sé le donne in piena emancipazione ed i più giovani, per poi diventare anno dopo anno più popolare anche tra la borghesia, valicando anche i confini nazionali.
Una totale consacrazione avvenne nel 1953: è l’anno di Gregory Peck e Audrey Hepburn a bordo di una Vespa nell’indimenticabile Vacanze Romane, in un frame entrato di diritto nell’immaginario collettivo di più di una generazione.

Piaggio Vespa ha così affrontato i decenni, sviluppandosi anche come un marchio leader nella comunicazione e come un segno di distinzione, anche perché i progetti si sono avvicendati facendo crescere la gamma per dare al pubblico sempre una maggiore percezione di qualità. E così, se il modello forse più ricordato è la 150 GS del 1955, negli anni ’70 la Vespa PX segnò una vera svolta sia in termini di estetica che di prestazioni, cementando ancor di più il forte legame con i “vespisti” (riduttivo chiamarli scooteristi!) anche sull’onda di campagne pubblicitarie che l’hanno resa fenomeno di costume.

Vespa 150 GS del 1955

La storia più recente di Vespa e di Piaggio continua a parlare italiano, dopo che il gruppo nel 2003 è passato nelle mani di Roberto Colaninno, ed oggi sono 5 le versioni prodotte: la gloriosa e sempreverde PX, detta anche Vespone; la GTS con cilindrata 300, il motore più potente immesso sul mercato; e poi le Primavera e Sprint, tra i 50 ed i 150 cc, rivolte al grande pubblico. C’è inoltre a rendere più ricca la gamma, sin dal 2012, la speciale versione celebrativa ed evocativa Vespa 946, quasi un concept che reinterpreta in chiave moderna il progetto originario ed è ancor oggi la più esclusiva, il progetto più alto di gamma e dedicato ad una nicchia di fedelissimi.

L’attuale Vespa GTS

Vespa continua a reinventarsi, non a replicarsi, perché sa come nessun altro entrare nella sensibilità in voga in quel momento, e forse nessun altro mezzo di locomozione riesce a far nascere un legame affettivo, quasi una relazione, con chi la guida.
Piaggio ha inevitabilmente dedicato a Vespa, nella prima metà del 2016, una mostra celebrativa: Un’avventura lunga 70 anni, andata in scena a Pontedera, è stato uno spazio con protagonisti alcuni storici modelli originali, ma al suo interno sono stati esposti anche foto ed oggetti significativi correlati a raid e viaggi di Vespa nel mondo, e speciali showreel basati su filmati d’epoca.

Non poteva mancare una lussuosissima edizione celebrativa, che in realtà si è rivelata essere un allestimento esclusivo aggiunto a tutta la gamma e dal nome di Vespa70. Lo ritroveremo presto tra i nostri articoli, perché merita un approfondimento tutto suo!